Pubblicato giovedì 29 marzo 2012e aggiornato il

biostarter per kefir di latte

Avete difficoltà nel procurarvi i grani di kefir freschi? ...quelli che si passano da persona a persona?
Oppure non siete stati attenti e li avete lasciati morire?
Niente paura!
Da un po' di tempo in commercio sono comparsi i fermenti liofilizzati, pratici e di semplice utilizzo, in grado di risolvere non pochi problemi a chi, per motivi di salute, necessita di fare scorta di fermenti lattici vivi.
Potete trovare i fermenti Biostarter nei negozi di alimenti naturali e nelle erboristerie.
Le confezioni contengono 4 bustine di fermenti. Con ogni bustina si produce 1 litro di kefir alla volta, ripetibile fino a 6 volte consecutive.
Potrete usare il kefir ottenuto dalle bustine del Biostarter per tutte le ricette del sito in cui come ingrediente viene richiesto del kefir, per esempio nei formaggi. In ogni caso di volta in volta verrà suggerita questa possibile alternativa.
Il kefir da fermenti liofilizzati può essere consumato senza necessariamente doverlo trasformare in formaggio.
Anche se io personalmente preferisco utilizzare il kefir ottenuto da grani freschi, vediamo vantaggi e svantaggi di entrambe le forme.

Fermenti freschi o liofilizzati?


VANTAGGI E SVANTAGGI DEI FERMENTI DI KEFIR FRESCHI E LIOFILIZZATI


- La composizione
Sicuramente uno dei vantaggi più evidenti dei grani di kefir freschi è la ricchezza di varietà di fermenti lattici.
Dal sito Kefir Il Bello che in particolare agli amanti del kefir consiglio di visitare, il kefir fresco può contenere:

Lactobacilli (62-69%)
Lactobacillus acidophilus
Lactobacillus brevis
Lactobacillus casei
Lactobacillus casei subsp. rhamnosus
Lactobacillus casei subsp. pseudoplantarum
Lactobacillus paracasei subsp. paracasei
Lactobacillus cellobiosus
Lactobacillus delbrueckii subsp. bulgaricus
Lactobacillus delbrueckii subsp. lactis
Lactobacillus fructivorans
Lactobacillus helveticus subsp. lactis
Lactobacillus hilgardii
Lactobacillus kefiri
Lactobacillus kefiranofaciens
Lactobacillus kefirgranum sp. nov
Lactobacillus parakefir sp. nov
Lactobacillus lactis
Lactobacillus plantarum

Lactococchi e Streptococchi (11-12%)
Lactococci lactis subsp. lactis
Lactococci lactis var. diacetylactis
Lactococci lactis subsp. cremoris
Lactococci mesenteroide
Streptococci salivarius subsp. thermophilus
Streptococci lactis
Enterococcus durans
Leuconostoc cremoris
Leuconostoc mesenteroides

Lieviti (16-20%)
Candida kefir
Candida pseudotropicalis
Candida rancens
Candida tenuis
Debaryomyces hansenii
Kluyveromyces lactis
Kluyveromyces marxianus var. marxianus
Kluyveromyces bulgaricus
Kluyveromyces fragilis/marxianus
Saccharomyces subsp. torulopsis holmii
Saccharomyces carlsbergensis
Saccharomyces unisporus
Zygosaccharomyces rouxii

Acetobatteri
Acetobacter aceti
Acetobacter rasens

Incredibile vero?
Il problema però sta nel fatto che la composizione del kefir casalingo non è verificabile e purtroppo non tutti i kefir sono così ricchi. Spesso a causa di stress o per invecchiamento, il kefir si impoverisce e perde dei ceppi batterici, non sempre recuperabili. Non esistono strumenti casalinghi per misurarne l'attività, anche se un occhio esperto sa riconoscere lo stato di salute dei grani semplicemente dal colore, dalla forma, dalla grandezza e dalla capacità riproduttiva.

Quella che segue invece è la composizione del Biostarter per kefir di latte:
Kefir biologico liofilizzato, fermenti kefir liofilizzati (genere: Lactobaciullus, Lactococcus, Leuconostoc, Saccharomyces).

Forse il liofilizzato contiene una gamma di fermenti inferiore al fresco, in compenso però ha una composizione costante in quantità e qualità.

- Praticità
I fermenti liofilizzati si preparano come segue:
Versare il contenuto della bustina in un litro di latte. Lasciare fermentare per 24 ore a temperatura ambiente.
Il kefir fatto in casa può essere rifermentato fino a 6 volte. Da ogni bustina potrai dunque produrre 6 Litri di Kefir fresco.
Si prepara senza yogurtiera, a temperatura ambiente.

I fermenti freschi freschi invece devono essere curati tutti i giorni o al massimo ogni 2 giorni, separando i grani dal kefir e dal siero e aggiungendo latte nuovo.
In questo caso si crea un problema ogni qualvolta ci si deve allontanare per qualche tempo oppure se si decide di sospendere la produzione di kefir per un determinato periodo. Se i grani non vengono alimentati muoiono con facilità. I grani si possono congelare, ma quando si vorrà riprendere la produzione di kefir servirà almeno un mese di tempo affinché i grani possano riprendere la loro normale attività.
Usando il kefir liofilizzato invece, appena terminato il ciclo dei 6 litri di una bustina di fermenti, si può sospendere per il periodo che serve, e ricominciare in qualsiasi momento usando una bustina di fermenti nuova.

- I costi
Beh su questo il kefir fresco non lo batte nessuno... solo il costo del latte!
Purtroppo il liofilizzato per forza di cose ha un prezzo che si fa sentire: 4 bustine intorno agli 11 euro, che comunque ripartiti nei 24 Litri di kefir ottenibili con una confezione di 4 bustine portano i costi a circa 50 centesimi al litro (+ il costo del latte), un prezzo tutto sommato modesto se paragonato a quello delle bottigliette monodose di fermenti vendute nei supermercati.
Veggie
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BIOSTARTER PER KEFIR DI LATTE
by veggie822 - LILIANA PAOLETTI is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia License.
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Pubblicato lunedì 26 marzo 2012e aggiornato il

estratto idroalcolico e oleolito di polline

Il polline in cosmetica... che meraviglia!
Con l'oleolito e la tintura madre avremo finalmente l'opportunità di beneficiare dei magici effetti del polline sulla pelle. Potremo usarli nei nostri preparati casalinghi come creme, maschere e oli per il viso e per il corpo.
Il polline è indicato per pelli secche, disidratate, desquamate e senescenti. Ha proprietà idratanti, nutritive, antirughe e rivitalizzanti.
Faremo 2 preparati: un estratto idroalcolico che sfrutterà la frazione idrosolubile del polline (aminoacidi e vitamine idrosolubili) e un oleolito che invece dalla frazione liposolubile prenderà vitamina E, carotene, acidi grassi, steroli.




ESTRATTO IDROALCOLICO DI POLLINE
Ingredienti:
20 gr. polline
100 ml alcol 60°
Preparazione:
Preparare l'alcol a 60° misurando 62 ml di alcol a 95° (alcol buongusto, quello per i liquori) e 38 ml di acqua oligominerale. Con queste quantità si otterranno 100 ml di alcol a 60°.
Versare acqua e alcol in un vasetto di vetro insieme al polline. Chiudere il vasetto, lasciando il polline in macerazione per una decina di giorni. Il polline presto si scioglierà formando uno strato polveroso che tenderà a depositarsi sul fondo del vasetto, per questa ragione sarà meglio agitarlo una o due volte al giorno e favorire il rilascio delle sostanze attive nell'alcol.

















Trascorsi i 10 giorni per recuperare la tintura idroalcolica e liberarla dalla polvere saltando l'operazione di filtratura, lasciare il vasetto per un altro giorno senza agitarlo, così la polvere si depositerà sul fondo, come si vede dall'immagine di sinistra. Il giorno seguente (senza scuotere il vasetto) servendosi di una siringa (senza ago) aspirare la tintura e trasferirla in una bottiglietta di vetro scuro munita di contagocce.
Quando si esegue questa operazione bisogna fare attenzione a non scuotere il fondo e ad evitare di prelevare il polline con la siringa insieme al liquido, se il fondo si dovesse inavvertitamente sollevare lasciare di nuovo a riposo la tintura nel vasetto per qualche ora e procedere più tardi, solo quando il liquido sarà tornato limpido.
E' meglio lasciare un velo di soluzione in più sul polline e non rischiare di prelevarlo.
Una volta recuperato l'estratto chiudere la bottiglia, etichettarla e riporla in luogo fresco. Non gettare il fondo del polline perché potrà ancora essere sfruttato nella preparazione dell'oleolito.

OLEOLITO DI POLLINE
Ingredienti:
40 gr. polline
il polline residuo della preparazione dell'estratto
250 ml olio di girasole bio oppure di mandorle dolci (oppure metà e metà)
Preparazione:
Se avete fatto l'estratto di polline come prima preparazione (cosa che consiglio) potete sfruttare il polline rimasto per l'oleolito, in quanto sarà ancora carico dei nutrienti liposolubili che non sono stati liberati nella soluzione idroalcolica.
Dato che il polline residuo contiene dell'alcol faremo un oleolito a caldo così potrà evaporare per effetto del calore del bagnomaria.
Versare il polline e i residui di polline della preparazione dell'estratto in un pentolino insieme all'olio. Cuocere dolcemente a bagnomaria per 50 min./1 ora calcolati da quando l'acqua del bagnomaria inizia a bollire. L'acqua dovrà sobbollire appena e dovrà essere rimboccata durante la cottura quando il livello scenderà. Quando vedete che il polline scurisce troppo interrompete la cottura per evitare che bruci, in ogni caso non prima di 45/50 minuti.
All'inizio del procedimento l'olio sembrerà friggere per effetto dell'evaporazione dell'alcol.
Quando l'oleolito sarà pronto spegnere il fornello. Preparare una bottiglia di vetro scuro con un imbuto e all'interno un telo di cotone (oppure un'altra bottiglia provvisoria). Versare l'oleolito nel telo e filtrarlo. NON STRIZZARE IL TESSUTO!! altrimenti i residui di polline finiranno nell'olio, lasciare che l'oleolito scenda nella bottiglia attraversando il tessuto da solo, senza forzature.










Quando non scenderanno che poche gocce, raccogliere i lembi del tovagliolo e sollevarlo dall'imbuto, sicuramente scenderà dell'altro olio. Volendo si può appendere il tovagliolo per un'ora e lasciare che anche le ultime gocce cadano nella bottiglia sottostante attraverso l'imbuto.
Se avete della vitamina E (alfa-tocoferolo) oppure del ROE (oleoresina di rosmarino) aggiungetene rispettivamente 1 ml (vit. E) o 5 gocce (ROE) all'oleolito, serviranno a prolungare il periodo di conservazione.
Riporre l'oleolito in luogo fresco e al buio.
Veggie
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ESTRATTO IDROALCOLICO E OLEOLITO DI POLLINE

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Pubblicato venerdì 23 marzo 2012e aggiornato il

cavolfiore al kefir

Avevo del cavolfiore lessato e del kefir da consumare così ho inventato questa ricetta. Il risultato ha superato ogni aspettativa.... buonissimo!!

CAVOLFIORE AL KEFIR
Ingredienti:
1/2 cavolfiore
1/2 bicchiere di kefir
2 cucchiaini di farina
parmigiano grattugiato (facoltativo)
timo o santoreggia
olio extravergine d'oliva
poco pangrattato
Preparazione:
Dividere il cavolfiore in cimette e lavarlo. Lessarlo in acqua salata e lasciarlo raffreddare.
Versare un filo d'olio sul fondo di una pirofila e cospargerlo con del pangrattato. Distribuire il cavolfiore nella teglia e cospargere con del timo o della santoreggia.










Preparare una specie di besciamella a crudo aggiungendo al mezzo bicchiere di kefir un filo d'olio d'oliva e 2 cucchiaini di farina. Girare bene per eliminare i grumi, poi versare il kefir sui cavolfiori.
Aggiungere dell'altro timo e se si vuole cospargere di parmigiano.
Cuocere in forno ben caldo per una ventina di minuti, fino a quando non si sarà formata una delicata crosticina in superficie.
Veggie
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Pubblicato lunedì 19 marzo 2012e aggiornato il

5 mosse per evitare il ferro da stiro

Tra i lavori domestici è difficile dire se stirare sia peggiore di lavare i piatti...
I piatti sporchi però si producono ogni giorno ed è impossibile evitarli. Pur usando una lavastoviglie bisogna prepararli al lavaggio liberandoli dai residui di cibo e sciacquandoli prima di metterli in macchina per rimuovere lo sporco più grosso. In ogni caso non sarà possibile mettere tutto in lavastoviglie e la necessità di lavare qualcosa a mano durante la giornata non mancherà.
Con lo stiro siamo più fortunati, intanto perché gli indumenti da stirare non si producono alla velocità della luce come avviene per i piatti, e poi perché con qualche piccolo accorgimento l'operazione di stiratura si potrà evitare del tutto o quasi.

Vantaggi dal non stirare o dallo stirare poco:

1 - Risparmio energetico
Avete notato quanta energia consuma un ferro da stiro? I ferri con caldaia, cioè quelli comunemente chiamati stirelle, consumano ancora di più di quelli normali perché all'energia consumata dal ferro si somma quella della caldaia: prima per scaldare l'acqua e portarla a pressione (ci voglio non meno di 20 minuti prima che tutto sia pronto), poi per mantenere l'acqua in pressione. Alle volte se insieme al ferro da stiro si mette in funzione un altro elettrodomestico salta persino il contatore dell'energia elettrica!
2 - Risparmio dell'elettrodomestico
E' evidente che se si stira poco il vostro ferro da stiro durerà anni e anni. Sarà un risparmio di denaro non dovendone acquistare spesso, ma sarà anche un risparmio per l'ambiente non dovendo smaltire un ferro da stiro ogni 2 anni.
3 - Risparmio di acqua e di plastica
In commercio (a caro prezzo) si trovano ferri da stiro muniti di sistema anticalcare, che promettono di poter usare acqua di rubinetto senza ritrovarsi dopo un po' con un ferro incrostato. Dalle diverse esperienze raccolte sembrerebbe che il problema calcare si presenti comunque, forse non subito, forse dopo un po', ma il problema non è certo risolto da questi elettrodomestici che costano il 30% in più degli altri. Per essere sicuri di non danneggiare il ferro non rimane che usare la cara acqua demineralizzata. L'acqua non ha solo un costo in termini di denaro, ricordiamoci anche che per ogni litro di acqua consumata per stirare si immette un flacone di plastica nell'ambiente.
4 - Risparmio di tempo
Chiaramente se non si stira si può dedicare il tempo risparmiato ad un'altra attività, magari più piacevole e meno faticosa.

Strategie per non stirare:

1 - Non usare centrifughe troppo potenti
Oggi molte lavatrici danno la possibilità di regolare la velocità della centrifuga.
Centrifugare ad un basso numero di giri oppure selezionare programmi di lavaggio per indumenti delicati.
2 - Non usare troppo detersivo e risciacquare bene il bucato
Una quantità eccessiva di detersivo indurisce i tessuti che una volta asciugati saranno pieni di pieghe. Alle volte, soprattutto quando si fanno lavaggi a pieno carico è preferibile fare un risciacquo in più per garantire la rimozione totale del detersivo dalle fibre.
Anziché usare un ammorbidente commerciale che inquina e spesso provoca allergie e prurito, usate l'aceto nell'ultimo risciacquo, come spiegato in questo articolo.
3 - Stendere immediatamente la biancheria
Se si lascia la biancheria in lavatrice dopo che il lavaggio è terminato oppure se la stessa si mette ammucchiata in una bacinella e si lascia lì anche solo per 30 minuti le pieghe non si rimuoveranno più se non con il ferro da stiro. Quindi programmate i lavaggi mettendo in preventivo che gli indumenti dovranno essere subito stesi.
4 - Stendere è un' arte!
Eh sì... per evitare di stirare le magliette appoggiatele sul filo all'altezza delle ascelle (non arricciate per far entrare più indumenti sul filo), posizionate le mollette sotto le ascelle in un punto dove difficilmente si potranno vedere i segni quando verranno indossate.
Le camicie dovranno essere stese appese singolarmente alla stampella cercando di sistemare per bene i colletti. Semmai potrete stirare solo il collo che è la parte in evidenza, se non fosse possibile stenderle appese potrete stenderle dal rovescio del collo, mettendo le mollette sulla parte del collo che indossando la camicia non sarà visibile.
Pantaloni e jeans di tessuto pesante dovranno essere appesi dalla cinta lasciando le cerniere aperte possibilmente dal rovescio (anche in questo caso sistemare le mollette sul rovescio della cinta). Pantaloni di maglia o da ginnastica invece si appoggeranno sul filo all'altezza del cavallo e le mollette dovranno essere posizionate sui fianchi (non al centro delle gambe).
Asciugamani, strofinacci e tovaglie dovranno essere distesi senza grinze.
Per le lenzuola invece ci sono 2 possibilità: se avete un bel filo dove stendere le lenzuola distese è senz'altro la soluzione da preferire, altrimenti dovranno essere piegate in 2 o in 4 e distese senza pieghe su uno stendino che dovrà contenere solo le lenzuola.
Se stendete bene le lenzuola in una giornata di sole si asciugheranno in poche ore e senza doverle poi piegare potranno essere messe nuovamente sul letto.
5 - Piegare subito la biancheria quando asciutta
Dopo tutti gli accorgimenti presi finora sarebbe sciocco perdersi proprio ora...
Eppure alle volte capita di ritirare il bucato e di lascarlo ammucchiato in una bacinella.
La biancheria si stropiccia subito! Evitatelo!
Appena ritirate il bucato piegatelo subito e BENE, una buona piegatura equivale ad una stiratura.
Veggie
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5 mosse per evitare il ferro da stiro
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