Pubblicato venerdì 25 novembre 2011e aggiornato il

sacchetto-spugna di sapone

Capita a chi fa sapone in casa, di ritrovarsi dei saponi che pur essendo buoni nella sostanza non hanno un aspetto gradevole, magari ci sono dei buchi, delle irregolarità, o magari non si è riusciti ad estrarli interi dagli stampi e questo toglie ogni possibilità di offrirli come regalo, viste le condizioni...
Saponi mal riusciti si possono recuperare in diversi modi, ma questo che propongo oggi è davvero il più semplice ed economico tra tutti: nessuna perdita di tempo, nessun dispendio energetico aggiuntivo.
Si potranno fare dei sacchettini che potranno essere usati anche come un simpatico regalo.
I sacchettini si utilizzeranno come saponi-spugna, passandoli sul corpo sotto la doccia come se fosse un sapone normale e svolgeranno nello stesso tempo le funzioni di insaponare, massaggiare, strofinare.

SACCHETTO-SPUGNA DI SAPONE
Occorrente: (per ogni sacchetto)
100 gr. di sapone fatto in casa brutto ma buono
velo per bomboniere faidate
1 laccetto o fettuccia di cotone
Preparazione:
Grattugiare sottilmente 100 gr. di sapone che dovrà essere già discretamente stagionato, per ogni sacchetto.
Preparare uno o due veli di tulle rotondi, già pronti per i confetti oppure tagliare dei quadrati di circa 25 cm di lato dal tulle a metraggio o da altro tulle recuperato di cui si dispone.
Inserire il sapone nel centro del sacchetto e chiuderlo con un laccetto stringendolo bene. Il sapone dovrà essere ben costretto all'interno e il sacchettino turgido, deve sembrare una palletta. Et voile! Il sacchetto-spugna è pronto!
Uso:
Passare sulla pelle sotto la doccia, dopo averlo bagnato. Con il calore dell'acqua calda il sapone più esterno si ammorbidirà e inizierà a schiumare. Insaponare il corpo, se si vuole strofinare basterà girare il sacchetto e passarlo sulla pelle dalla parte della chiusura.
Con il passare delle docce il sapone si consumerà, quindi ogni tanto posizionare più in basso il laccetto per adeguarlo al contenuto.
Una volta teminata la doccia riporre su un portasapone ad asciugare. Non conservare in luogo chiuso.
Veggie
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SACCHETTO-SPUGNA DI SAPONE
by veggie822 - LILIANA PAOLETTI is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia License.
Based on a work at www.lareginadelsapone.com.

Pubblicato martedì 22 novembre 2011e aggiornato il

cold cream - ricetta classica

Ho deciso di parlare della classica cold cream, perché mi è stato chiesto più volte qual'è il giusto rapporto tra cera, olio e acqua in una crema emulsionata con sola cera d'api.
La cera d'api è un buon emulsionante, ma solo se deve inglobare piccole quantità di acqua in creme dove l'olio è l'elemento dominante, ovvero quando serve un'emulsione W/O (water in oil). Questo tipo di emulsione è tipica delle cold cream, le creme che si facevano in passato.
La cold cream è stata così chiamata perché grazie alla sua composizione riesce a contenere l'evaporazione dell'acqua dalla pelle conferendo così una sensazione di freschezza.
COLD CREAM - RICETTA CLASSICA
Percentuali
Queste sono le percentuali generali per preparare una cold cream che tenga:
13% cera d'api
54% olio

33% acqua distillata


Vediamo ora di adattere le varie percentuali per costruire una cold cream semplice, fermo restando che si possono scegliere altri oli o altre acque distillate mantenendo sempre il rapporto tra i vari componenti.

Ingredienti:
(per 100 gr. di crema)
13 gr. cera d'api*
54 gr. olio di mandorle dolci
33 gr. acqua di rose
20 gocce olio ess. legno di rosa
* E' preferibile avere della cera d'api pronta da usare. Preparatela in anticipo in piccoli cubetti come spiegato qui oppure in scaglie come spiegato nell'articolo preparare la cera in scaglie.

Le percentuali di questa cold cream sono state tratte dal:
Manuale delle preparazioni galeniche
di Franco Bettiol
ed. tecniche nuove

Preparazione:
In un pentolino mettere la cera d'api insieme all'olio di mandorle dolci.
In un altro pentolino versare l'acqua di rose.
Accendere il fornello al minimo sotto il pentolino con la cera e scaldare per far sciogliere la cera.
Attenzione a non surriscaldare i grassi, la cera fonde a circa 65°C, quindi evitare di scaldarla troppo per evitare che bruci.
Quando la cera si sarà sciolta misurare la temperatura, occorre che sia compresa tra i 65°C e i 70°C. Se fosse più alta attendere che scenda un po' prima di proseguire.
Scaldare l'acqua di rose e portare la temperatura tra i 65°C e i 70°C (la stessa temperatura della cera) facendo attenzione, dato che è in quantità minima ci metterà un attimo a scaldarsi.
Quando i grassi e l'acqua di rose avranno la stessa temperatura si può procedere.
Dopo aver rimosso entrambi i pentolini dal fuoco versare l'acqua di rose nel pentolino con i grassi.
Con un piccolo frullatorino ad immersione tipo i mixer per il caffè iniziare a frullare. L'emulsione tra la parte acquosa e la parte grassa in una crema con cera d'api avviene per gelificazione della parte grassa, perciò è molto importante continuare a frullare per parecchio tempo, fino a raffreddamento avvenuto.
Quando la crema sarà diventata tiepida, avrà assunto un aspetto omogeneo e sembrerà essere più consistente, si potranno aggiungere gli oli essenziali e dopo aver ripreso a frullare per qualche secondo si potrà eliminare il mixer perché non servirà più.
A questo punto se si lasciasse raffreddare la crema senza girarla si otterrebbe una massa solida e dura a causa della presenza della cera.
Per evitare che questo accada bisogna riprendere a girare con un cucchiaino e ogni tanto tornare a dare un'energica girata al composto fino a quando non si vede davvero l'aspetto di una crema spumosa.
Dopo diverse ore (o anche la mattina dopo) quando la crema sarà davvero fredda e consistente si potrà mettere in uno o 2 vasetti servendosi del cucchiaino.
La crema finita dovrà essere morbida e presentarsi così:
Uso:
Essendo una crema molto grassa è preferibile da usare sul viso come crema da notte.
Per la sua versatilità si può usare anche come crema jolly, quindi per il corpo come dopobagno, per le mani, per i piedi o quando serve una crema nutriente.
Veggie
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Pubblicato domenica 20 novembre 2011e aggiornato il

è uscito il libro!!

Per chi attendeva con ansia questo evento, il giorno 17 novembre dopo una lunga attesa è finalmente uscito il mio primo libro sul sapone!

Cosa contiene?
Tutto ciò che è necessario sapere per preparare tra le mura di casa i saponi, i detersivi e i detergenti necessari per vivere in un ambiente domestico pulito e sano.
Una volta acquisiti i procedimenti contenuti nel libro non avrete più necessità di acquistare prodotti di pulizia di alcun genere; avrete soluzioni per il bucato, i piatti, il bagno, i pavimenti e tutto il resto.

Cosa significa?
Significa che non dovrete più caricarvi di pesanti flaconi, scatole e scatolette di detersivi e ammorbidenti per arrivare a casa sfiniti, significa che risparmierete in termini di denaro e di salute e diverrete finalmente autosufficienti, una condizione molto importante da raggiungere in un'epoca come questa in cui a causa dell'influenza pubblicitaria e del mercato siamo costretti a comprare e a consumare quello che altri hanno deciso per noi!
Un altro aspetto di primaria importanza riguarda l'ambiente: i saponi e i detersivi che produrrete saranno biodegradibili al 100% e finalmente risolverete in modo definitivo il problema dei flaconi di plastica da smaltire.

Il libro è articolato principalmente in 3 parti: la prima parte sarà una sorta d'introduzione dove verranno descritte le sostanze che andrete ad usare, gli attrezzi e gli utensili che serviranno per operare e dove trovere altre informazioni utili sul sapone.
La seconda parte sarà la più impegnativa e riguarderà i diversi metodi di saponificazione riguardanti i saponi per le pulizie.
Troverete una sezione dedicata al riciclo degli oli esausti di cucina: basterà conservare in una bottiglia, dopo averli solo filtrati su carta tipo Scottex, gli oli di frittura e di cucina anche misti e quando ne avrete a suffcienza, impiegarli nella preparazione di saponi liquidi e solidi da usare in lavatrice per il bucato e per le altre pulizie.
Nella terza parte troverete una lunga lista di detersivi che potrete preparare utilizzando i saponi della seconda parte e non. Nella terza parte inoltre è contenuta una sezione molto articolata riguardante il bucato e come usare correttamente i saponi in lavatrice al fine di ottenere risultati soddisfacenti di lavaggio.

Per maggiori dettagli sui contenuti del libro potete scaricare l'indice che troverete nel mio (nuovo) sito ufficiale www.lareginadelsapone.it. Il sito inoltre sarà destinato a contenere informazioni e procedimenti utili di base sul sapone.

Puoi acquistare il libro in tutte le librerie

oppure

da Macrolibrarsi

oppure
direttamente da me scrivendomi all'indirizzo:

veggie822@yahoo.it

Liliana Paoletti (Veggie)

Pubblicato giovedì 17 novembre 2011e aggiornato il

gelatina di birra

GELATINA DI BIRRA
Ingredienti:
1 litro di birra doppio malto
300 gr. di zucchero
8 gr. di agar agar in polvere
Preparazione:
La sera prima di preparare la gelatina è necessario preparare la birra in maniera di liberarla dall'anidride carbonica che si svilupperebbe in cottura formando abbondante schiuma.
Versare la birra in una capiente pentola. Aggiungere un po' alla volta lo zucchero. Si formerà subito della schiuma. Girare con un cucchiaio per qualche minuto, fino a quando non si sentirà quasi più lo zucchero sul fondo. Coprire con il coperchio e lasciarla a riposo per tutta la notte. Se c'è tempo prima di andare a letto ogni tanto immergere il cucchiaio per dare una piccola girata e liberare altra schiuma che si sarà formata.
La mattina seguente la birra sarà limpida e lo zucchero si sarà completamente sciolto, come si può vedere dall'immagine.
Pesare la polvere di agar agar, se non avete una bilancia di precisione considerate che 8 grammi equivalgono più o meno a 2 cucchiaini colmi di polvere e metterla in un bicchiere. Versarci sopra poca birra (meno di mezzo bicchiere) prelevandola con un mestolino dalla pentola, girare con un cucchiaino e scioglierla per bene a freddo.
Mettere la pentola sul fuoco e portare la birra quasi ad ebollizione, ogni tanto girare con un cucchiaio.
Nel frattempo avrete già preparato i vasetti in cui versare la gelatina, dopo averli lavati e sterilizzati.
Quando la soluzione di birra e zucchero è vicino al punto di ebollizione togliere per un momento la pentola dal fuoco e mentre si gira versarci la gelatina preparara in precedenza. Versarla lentamente e girare bene per evitare la formazione di grumi.
Rimettere la pentola sul fuoco e far bollire dolcemente per 2 minuti, continuando a girare, poi spegnere.
Posare i vasetti di vetro su un canovaccio ripiegato e riempirli con la gelatina bollente. Versarne poca alla volta per evitare la rottura del vetro. L'agar agar gelifica quando il preparato si raffredda, quindi non c'è da preoccuparsi se ancora la gelatina si presenta allo stato liquido.
Chiudere bene i vasetti e metterli in una pentola preparata per la sterilizzazione. Usare dei tovaglioli o un canovaccio ripiegato sul fondo della pentola e proteggere i vasetti dagli urti provocati dall'ebollizione, infrapponendo tra uno e l'altro un tovagliolo.
Riempire la pentola con acqua calda (non bollente), l'acqua deve coprire i vasetti di almeno 2 centimetri.
Mettere sul fornello e accendere a fuoco moderato. Bollire per 25 minuti, calcolando il tempo da quando inizia a bollire.
Spegnere e coprire la pentola, lasciare raffreddare l'acqua prima di rimuovere i vasetti.
Attenzione, affinché l'agar agar gelifichi è necessario evitare che i vasetti subiscano scossoni o vibrazioni fino a quando la gelatina non si sarà solidificata, cosa che avverrà quando sarà completamente fredda.
Uso:

Per accompagnare antipasti e formaggi stagionati, ma io la trovo appetitosa anche con tofu, seitan e altri alimenti salati da consumare insieme ad un buon bicchiere di birra. A me piace consumarla anche come alimento dolce, per esempio sulle fette biscottate.
Conservare i vasetti in frigorifero una volta aperti e consumare la gelatina in breve tempo.
Veggie
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GELATINA DI BIRRA
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