giovedì 26 gennaio 2012

ciambelline al vino dei Castelli Romani

Queste ciambelline dagli ingredienti semplici e dalla semplice esecuzione sono tipiche della zona dei Castelli Romani e vengono consumate principalmente nel periodo natalizio, anche se io le preparo senza seguire un calendario preciso, dato che sono un ottimo alimento da consumare anche in alternativa ai classici prodotti per la colazione.
CIAMBELLINE AL VINO DEI CASTELLI ROMANI
Ingredienti:
1 bicchiere di vino bianco o rosso
1 bicchiere di zucchero
1 bicchiere di olio extravergine d'oliva
600/700 gr. di farina
1 pizzico di sale
Preparazione:

La tradizione prevede che vino, zucchero e olio debbano essere in parti uguali e misurati in un bicchiere, in una tazza o in una tazzina secondo la quantità di ciambelle che si vuole ottenere. Non c'è invece una quantità prestabilita per la farina, che si aggiungerà nella quantità necessaria ad ottenere la giusta consistenza dell'impasto.
In una capiente insalatiera versare il vino, lo zucchero e l'olio. Girare con un cucchiaio, aggiungere un pizzico di sale e un po' di farina. Impastare con una forchetta e continuare ad aggiungere farina, quando l'impasto sarà un po' meno fluido continuare ad impastare con le mani. Aggiungere farina fino ad ottenere un impasto consistente ma morbido, troppa farina renderà le ciambelline dure.
Coprire l'impasto e lasciarlo riposare un'ora a temperatura ambiente.










Staccare dei pezzi dall'impasto più grandi di un'albicocca e stenderli a cannoncino, chiuderli formando una ciambella premendo bene sui punti di congiunzione.
Passare ogni ciambella solo da un lato su dello zucchero precedentemente versato in un piatto e posarle su una teglia rivestita di carta-forno, con la superficie zuccherata verso l'alto.










Quando saranno tutte pronte mettere la teglia nel forno e cuocere ad una temperatura di circa 180°C per un tempo di 25/35 minuti. Il tempo di cottura varia secondo la grandezza delle ciambelle.
Le ciambelle non contengono lievito perciò non tenerle troppo a lungo nel forno se non si vuole rischiare che diventino troppo dure.
Veggie
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CIAMBELLINE AL VINO DEI CASTELLI ROMANI
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lunedì 23 gennaio 2012

la pratica del Jala Neti

Il Jala Neti è una tecnica di pulizia nasale che la cultura yoga utilizza da millenni per raggiungere il benessere fisico e spirituale.
Consiste nel far entrare acqua salata da una narice e di farla uscire dall'altra, servendosi di uno strumento molto simile ad una teiera, detto Neti Lota.

Lota per Lavaggio Nasale - BluDa non perdere
Praticare il Jala Neti può essere utile a chi soffre di asma, raffreddori da fieno, sinusiti e malattie da raffreddamento, ma io lo pratico da qualche anno tutti i giorni e chissà... forse anche per questo non soffro mai di raffreddori.
Mantenere le vie aeree libere da ostruzioni ha una sua importanza sempre, una respirazione più libera e profonda conferisce un senso di benessere generale.
Il flusso dell'acqua inoltre decongestiona anche occhi e orecchie e libera la mente per tutta la giornata.
Consiglio di far entrare il Jala Neti nelle abitudini di pulizia di tutti giorni accompagnandolo alla pulizia della lingua, per altro molto semplice da praticare: è sufficiente far scorrere un cucchiaino da caffè capovolto lungo la lunghezza della lingua partendo dal fondo della bocca, per rimuovere le impurità.

Uso:
Riempire la lota di acqua tiepida ed aggiungere 1 cucchiaino di sale marino integrale. Girare, quando il sale si sarà sciolto si potrà procedere con la pulizia.
La concentrazione ideale di sale è dello 0,9% che corrisponde a 9 gr. di sale per un litro di acqua.
Un cucchiaino nell'acqua della lota dovrebbe corrispondere più o meno alla concentrazione ideale.
Inserire il beccuccio della lota nella narice destra, inclinare la testa nel lavandino e lasciare che l'acqua segua il suo percorso. A breve inizierà ad uscire dalla narice libera. Mentre si esegue la pulizia tenere la bocca leggermente aperta per respirare.
Lasciare scorrere la metà dell'acqua contenuta nella lota, poi passare all'altra narice.
Al termine della pulizia soffiare il naso delicatamente per far uscire l'acqua rimasta che porterà fuori con sé muco, polvere e altre impurità.
Guardare il video per farsi un'idea più precisa di come utilizzare correttamente la lota.

Per sapere di più sulla pratica del Jala Neti consiglio la lettura di questo libro:

Manuale di Yoga Neti
Veggie
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LA PRATICA DEL JALA NETI
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giovedì 19 gennaio 2012

come ottenere un perfetto macinato di seitan

Per chi come me non mangia carne, è sempre comodo avere in freezer una scorta di macinato di seitan da usare quando serve per ripieni, hamburger, polpette, polpettoni e ragù.
Per ottenere un buon macinato non basta prendere del seitan pronto e macinarlo, perché i pezzetti rimangono un po' duri e tendono a formare un impasto che si separa anziché compattarsi come dovrebbe, con conseguente richiesta di diverse uova come leganti soprattutto quando si vogliono fare delle polpette.
Conviene preparare un seitan da usare esclusivamente come macinato, modificando qualcosa del procedimento al fine di ottenere un macinato che rimanga morbido e soprattutto che nasca già macinato anziché doverlo macinare alla fine.

Procedimento:
Iniziare la preparazione del seitan come si fa normalmente. Prendiamo come esempio la ricetta riportata nell'articolo Preparazione del seitan, usando se si preferisce solo 1 kg di farina alla volta.
Quando il glutine sarà completamente liberato dall'amido e dalla crusca (nel caso in cui sia stata usata farina integrale) e la pasta sarà pronta per la cottura, anziché dividere la pasta in 2 pezzi e cuocerlo, poggiare la palla di seitan su un tagliere.
Usare un batticarne oppure l'utensile dentato che serve a desquamare il pesce per battere ripetutamente il glutine per romperne le fibre. Girarlo più volte e ripetere l'operazione da entrambi i lati. Piano piano le fibre si riempiranno di buchi e l'impasto si distenderà, in tutto ci vorranno circa 10 minuti.









Arrotolare l'impasto come nella foto e tagliarlo in 3 tronchetti. Versare dell'acqua semplice in una pentola e portarla ad ebollizione. Tuffarci i pezzi di seitan e prelessarli per 5 minuti.
Tirarli fuori dall'acqua e rimetterli sul tagliere a raffreddare.











Mentre i pezzi di seitan raffreddano preparare l'acqua per la cottura ed aromatizzarla con aromi a piacere o con quelli suggeriti nell'articolo Preparazione del seitan. Portare il brodo a bollore.
Tagliare il seitan (ormai tiepido) a fettine di circa 1 cm di spessore, e batterle nuovamente con il batticarne. Quando il brodo inizierà a bollire versarle nella pentola e lasciarle cuocere per 20 minuti.
Preparare un passaverdure. Trascorsi i 20 minuti di cottura spegnere il fornello e prelevare una ad una le fettine di seitan, senza buttare il brodo che servirà ancora. Passarle al passaverdure ancora bollenti, facendo ricadere il macinato in un'insalatiera, non importa se conterrà del liquido.
Posare il tovagliolo in cui si finirà di cuocere il seitan, su un colapasta e posare il colapasta sulla pentola con il brodo. Versare il macinato di seitan nel tovagliolo e quando tutta il liquido sarà colato sollevare i 4 lembi e stringere il contenuto all'interno, chiudere il tovagliolo con un laccio di cotone o una fettuccia.
Portare nuovamente ad ebollizione il brodo, quando inizierà a bollire tuffarci il fagotto contenente il macinato di seitan e lasciare cuocere per altri 20/25 minuti.
Terminata la cottura togliere il fagotto dal brodo e lasciarlo raffreddare prima di aprirlo.
Il macinato di seitan è pronto, per ottenere un colore scuro preparare il brodo usando della salsa di soia e/o del vino rosso.
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COME OTTENERE UN PERFETTO MACINATO DI SEITAN

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lunedì 16 gennaio 2012

olio dolori reumatici e torcicollo


OLIO DOLORI REUMATICI
E TORCICOLLO
Ingredienti:
250 ml olio di senape
50 ml alcol etilico 95° (alcol buongusto)
25 gr. bacche di ginepro
10 gr. foglie di alloro secche
10 gr. rosmarino secco
20 gocce olio ess. limone
20 gocce olio ess. rosmarino
20 gocce olio ess. ginepro
20 gocce olio ess. lavanda









Preparazione:

La sera prima di preparare l'oleolito a caldo mettere le bacche di ginepro e le foglie di alloro nel pentolino in cui si farà l'oleolito. Versare sulle erbe l'alcol insieme a 10 ml di acqua. Coprire con un coperchio e lasciare a riposo per tutta la notte.
Il giorno seguente aggiungere il rosmarino e l'olio di senape. Mettere il pentolino in un'altra pentola più grande contenente una quantità di acqua sufficiente a raggiungere il livello dell'olio, portare sul fuoco.
Quando l'acqua inizierà a bollire portare il fuoco al minimo e lasciar sobbollire dolcemente per 3 ore.
Aggiungere altra acqua al bagnomaria man mano che quella iniziale evaporerà in modo da mantenere il livello dell'acqua nella caldaia costante.
Quando l'oleolito sarà pronto toglierlo dal bagnomaria, coprire il pentolino e lasciarlo raffreddare.
Filtrarlo su un telo di cotone e strizzarlo bene per recuperare più olio possibile.
Aggiungere gli oli essenziali, girare e versare in una bottiglia di vetro scuro.
Riporre in ambiente fresco.
Usare all'occorrenza sulle aree indolensite.
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OLIO DOLORI REUMATICI E TORCICOLLO
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