Pubblicato sabato 12 settembre 2015e aggiornato il

latte di cocco da latte concentrato

Ricetta semplice per ricavare un latte di cocco molto simile a quello biologico che si acquista in brick da 1 litro.
I latti in commercio, anche i più seri ed affidabili, vengono aromatizzati con aroma naturale di cocco. Non mi è chiaro di cosa si tratti esattamente, in ogni caso, vista l'impossibilità di reperibilità, oltre al dubbio sull'effettiva naturalezza,  nella nostra versione casalinga useremo qualcosa di ancora più naturale per rafforzare il gusto del cocco: mandorle amare, che potranno essere sostituite da mandorle dolci nel caso non riusciste a trovarne.

Il latte di questa ricetta è dolcificato con sciroppo d'agave, non contiene glutine, né sostanze di origine animale. Pertanto potrà essere consumato - in alternanza ad altre bevande sostitutive del latte animale - da celiaci, vegani e con moderazione da diabetici

LATTE DI COCCO DA LATTE CONCENTRATO
Ingredienti:
(per 1 litro di latte)
latte di cocco concentrato in lattina nelle seguenti quantità:
110 g se si mette latte concentrato all' 80% (in genere quelli biologici)
145 g se si mette latte concentrato al 60% (quello commerciale thailandese)
30-35 g di sciroppo d'agave
10 g di farina di tapioca (in alternativa amido di mais)
3 mandorle amare (in alternativa 7-8 mandorle dolci)
1/2 cucchiaino di lecitina di girasole (in alternativa di soia)
0,4 g di sale (una puntina-ina-ina)
acqua minerale naturale q.b. ad arrivare ad 1 litro
Preparazione:
Come prima cosa dovete togliere la pellicina alle mandorle, basterà immergerle per qualche minuto in acqua molto calda, poi sfregate con le dita la superficie di una mandorla alla volta e la pellicina si staccherà con facilità.
Mettete le mandorle nel bicchiere del frullatore ad immersione.
Preparate il latte concentrato.
Mettete il barattolo (chiuso) a bagno in acqua calda per qualche minuto, questo servirà a liquefare il latte, perché molto denso, quasi solido, così potrete versarlo con più facilità senza rischiare di perdere tutta quella parte che rimarrebbe attaccata alle pareti del contenitore. Poi apritelo e pesate la quantità che vi serve.
In genere quello biologico è molto concentrato, se è all'80% ne peserete 110 g, se usate quello commerciale che di solito è più diluito, la concentrazione è del 60%, in questo caso pesatene 145-150 g. Per concentrazioni intermedie tra il 60 e l'80% regolatevi tra il peso minimo e quello massimo che ho indicato.
Dato che non userete tutto il latte concentrato contenuto nella lattina, consiglio di versare quello che rimane in stampini per il ghiaccio, quando saranno solidi metteteli in una bustina e conservateli in congelatore. Per la preparazione del latte dai cubetti, basterà pesare la quantità che vi occorre e lasciarli scongelare a bagnomaria prima dell'uso.


Versate il latte nel bicchiere del frullatore insieme alla mandorle, aggiungete lo sciroppo d'agave, la lecitina, la farina di tapioca e il sale.
Frullate per qualche minuto in modo che le mandorle si tritino finemente.
Versate l'emulsione in una brocca graduata e aggiungete acqua minerale naturale fino ad arrivare a 1 litro + 50 ml. La poca acqua in più evaporerà durante la breve cottura e alla fine otterrete 1 litro di latte.
Ora versate il tutto in un pentolino di adeguate dimensioni e portate sul fuoco.
Mescolando in continuazione portate ad ebollizione (fuoco dolce).
Appena si alza il bollore fate bollire a fuoco moderato per 1 minuto.
Spegnete, aspettate pochi minuti poi travasate il latte ancora bollente in una bottiglia di vetro da 1 litro.
Quando il latte si sarà raffreddato trasferitelo in frigorifero e consumatelo in 3-4 giorni...
...sempre che riuscirete a non finirlo tutto in una volta per golosità, cosa assai probabile!!
Veggie
Quest'opera (testi e foto) è protetta dai diritti d'autore rilasciati da Creative Commons. I termini della licenza sono disponibili in versione integrale nel Codice Legale dove vengono spiegati in dettaglio i diritti ad essa attribuiti. Sono altresì disponibili sulle pagine internet sottostanti cliccando sui link e sul logo di Creative Commons. Chiunque utilizzi quest'opera come diversamente espresso dall'autore commette una violazione sui diritti d'autore.
Licenza Creative Commons
LATTE DI COCCO DA LATTE CONCENTRATO di veggie822 - LILIANA PAOLETTI è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Based on a work at http://www.lareginadelsapone.com/2015/09/latte-di-cocco-da-latte-concentrato.html.
Latte di Cocco BiologicoVoto medio su 1 recensioni: Da non perdere
Agave Syrup - Sciroppo di AgaveVoto medio su 14 recensioni: Da non perdere
Farina di TapiocaVoto medio su 3 recensioni: Da non perdere

Pubblicato martedì 4 agosto 2015e aggiornato il

tempeh fatto in casa

Il tempeh è un alimento molto diffuso tra i vegetariani per qualità e ricchezza delle proteine che contiene. Inoltre ha un sapore gradevole, apprezzato anche da chi in genere non ama la soia e i suoi derivati.
Si ottiene facendo fermentare soia gialla con uno speciale fungo: il Rhizopus Oligosporus.
Oggi è possibile reperire e acquistare un starter composto da una miscela di farina di riso e Rhizopus Oligosporus, che serve per la preparazione del tempeh fresco.

TEMPEH FATTO IN CASA
Ingredienti:
500 g di soia gialla biologica (di preferenza decorticata)
3,5-4 g di starter per tempeh
3 cucchiai di aceto di vino bianco o di mele
Inoltre:
bustine di plastica per alimenti
termometro da cucina
...tempo e pazienza ;)
Preparazione:
La cosa più importante da sapere subito, e che vale come regola per tutti gli alimenti da fermentare, è che ci sono temperature precise di lavorazione da rispettare, che hanno lo scopo di favorire - a seconda dei casi - la moltiplicazione di funghi, lieviti, batteri, con conseguente diffusione e contaminazione di tutto l'alimento interessato, e nei tempi ottimali.
In genere temperature troppo basse non riescono ad attivare lo starter, mentre temperature eccessive uccidono i preziosi microorganismi. In entrambi i casi non si ottiene esito positivo.
La temperatura ottimale di incubazione per il tempeh è di 30-32 °C, ma per brevi periodi durante la fase di incubazione la temperatura può scendere fino a 28 °C o salire a 35 °C, senza che il risultato ne venga compromesso.

Mettete a bagno la soia in acqua, per un periodo di 8-12 ore. Il tempo di ammollo può variare a seconda della stagione e del tipo di soia impiegata. La soia decorticata si reidrata prima.
Cambiate l'acqua un paio di volte durante l'ammollo.
Quando la soia è pronta, se avete usato soia intera sarà necessario decorticarla a mano.
Per rimuovere le bucce riempite di acqua la ciotola che contiene i semi di soia, poi prendendoli un po' alla volta sfregateli tra le mani, vedrete che così facendo le bucce si staccheranno, anche se ci vorrà molto tempo e soprattutto una buona dose di pazienza.
Le bucce sono leggere, quindi tenderanno a salire in superficie, toglietele man mano che riuscite a prenderle. Se ne rimane qualcuna non è la fine del mondo, tenete presente che comunque in fase di cottura, quelle poche rimaste saliranno a galla e potrete asportarle con una schiumarola.
Al termine scolate la soia dall'acqua e versatela in una capiente pentola.
Se invece avete messo a bagno soia già decorticata, dovete solo, risciacquarla, scolarla e anche in questo caso trasferirla in una pentola.
Riempite la pentola di acqua, fino a coprire abbondantemente la soia. Aggiungete 3 cucchiai di aceto e portate ad ebollizione.
Fate sobbollire dolcemente per 43-45 minuti, nel frattempo cercate di rimuovere, con un cucchiaio la schiuma che si forma in superficie (ed eventuali bucce residue).
La soia deve rimanere un po' indietro di cottura altrimenti verrà un tempeh troppo morbido. Al termine della cottura scolatela in un colapasta.
Appena sarete riusciti a rimuovere più acqua possibile, distendetela su uno strofinaccio pulito,  copritela con un altro strofinaccio e premete dolcemente con le mani per cercare di asciugarla bene.
Quando sarà ben asciutta trasferitela in un'insalatiera.
Misurate la temperatura, sarà senz'altro ancora molto calda, dovrete aspettare che la temperatura scenda fino ai 33-35° C (massimo).
Mentre la soia raffredda preparate le bustine in cui farete fermentare il tempeh. Potete utilizzare le bustine per alimenti, quelle per il freezer. Io ho usato delle bustine comodissime che ho preso all'Ikea, quelle verdi da 1 litro sono della misura ideale (cm 18 x 18). Potete utilizzarne 2 e riempirle completamente oppure come ho fatto io, riempirne parzialmente 3 e piegare la plastica in eccesso al di sotto, formando dei cuscini.
Con un ago da lana, molto grande, oppure con uno stecchino da spiedino, forate le buste da parte a parte. Non siate avari con i buchi! ...il tempeh durante l'incubazione dovrà respirare e lo farà attraverso i buchi che farete.
Quando la soia avrà raggiunto la temperatura approssimativa di 35° sarà il momento di aggiungere lo starter.
Pesate con una bilancia di precisione i fermenti e distribuiteli sulla soia.
Con un cucchiaio mescolate delicatamente per distribuirli in tutta la massa, mescolate per qualche minuto, senza fretta. Al termine ripartite la soia nelle buste in egual misura. Io le ho pesate e  ho riempito 3 buste da 310 g ciascuna. Come ho scritto in precedenza potete fare 2 buste e riempirle di più.
Ripiegate indietro la parte di busta in eccesso e premete un po' sulla soia per schiacciarla. Dovete ottenere un cuscinetto dello spessore di circa 3-4 cm.
Ora che è tutto pronto è giunto il momento di avviare la delicata fase di incubazione.
Dovrete fare in modo di mantenere una temperatura costante, compresa tra i 30 °C e 32 °C.
Potete utilizzare il forno spento come incubatrice, monitorando la temperatura di frequente. Con il caldo di questi giorni non è stato necessario fare grandi aggiustamenti di temperatura, ma non sempre il tempeh si fa in estate e non sempre fa così caldo da avere in casa 31 °C fissi. Quindi preparatevi per una delle 2 soluzioni che propongo:

1 - pentola con acqua calda
Prendete una pentola di media grandezza e riempitela di acqua, mettetela sul fornello e scaldatela. Misurate la temperatura, quando sarà intorno ai 38 °C spegnete il fornello, copritela con un coperchio appropriato (è importante che non fuoriesca vapore dal coperchio) e mettetela nel forno.
Dopo 5 minuti aggiungete le buste di tempeh, cercando di tenerle lontano dalle pareti della pentola. Chiudete e prendete l'ora di inizio incubazione.
Ogni tanto mettete il termometro nel forno e prendete la temperatura interna. Quando scende intorno ai 29-30 °C riprendete la pentola e scaldate di nuovo l'acqua sul fornello, questa volta però portatela ad una temperatura massima di 35 °C, così non rischiate di superare il limite di tollerabilità dei fermenti, poi rimettetela nel forno e chiudete.
Continuate così fino al termine della fermentazione.

2 - bistecchiera o piastra di ghisa
Questo metodo l'ho ideato io ed è quello che ho usato per ottenere il bel tempeh della foto, lo considero il migliore, o almeno lo è stato per me.
Mettete la bistecchiera sul fornello e fatela scaldare un po'.
Poi mettetela nel forno, posandola sul fondo. Mettete la griglia del forno quasi in alto così il calore della ghisa non investirà troppo da vicino il tempeh. La prima volta, prima di mettere il tempeh sulla griglia del forno (non sulla bistecchiera!!!!!) aspettate che il forno si scaldi fino a 35 °C, poi rimuovete la bistecchiera e mettete i pacchetti di tempeh sulla griglia.
Chiudete e prendete l'ora di inizio incubazione.
Ogni tanto mettete il termometro nel forno e prendete la temperatura interna. Quando scende intorno ai 29-30 °C, mettete di nuovo la piastra di ghisa sul fornello, non scaldatela oltre 1-2 minuti altrimenti diventa troppo calda, poi trasferitela nel forno  e lasciatela lì.
Chiudete lo sportello e dopo un po' rilevate la temperatura, se capite che sta salendo troppo, se cioè arriva presto a 35 °C, toglietela dal forno e chiudete.
Ogni tanto verificate la temperatura e quando necessario ripetere come sopra.
Continuate così fino al termine della fermentazione.

Il periodo di incubazione si aggira intorno alle 24-36 ore e si conclude quando i semi di soia si saranno legati tra loro e saranno completamente ricoperti di micelio bianco (vedi foto)
Quando questo avverrà togliete il tempeh dal forno per rallentare l'incubazione. Se lo lasciate per un periodo troppo lungo il micelio potrebbe diventare grigio, il tempeh risultante sarà ancora buono, ma il sapore potrebbe risentirne.
Fate raffreddare i panetti di tempeh, poi estraetelo dalle buste. Potete avvolgerlo in pellicola per alimenti e conservarlo in frigorifero per qualche giorno.
Se pensate di non consumarlo tutto in pochi giorni, aspettate che raffreddi poi dividetelo in porzioni e congelatelo in bustine da freezer o avvolto nella pellicola per alimenti.

Buon appetito!!! Se avete fatto un buon lavoro sarà il tempeh più buono che avrete mai mangiato!
Veggie
Quest'opera (testi e foto) è protetta dai diritti d'autore rilasciati da Creative Commons. I termini della licenza sono disponibili in versione integrale nel Codice Legale dove vengono spiegati in dettaglio i diritti ad essa attribuiti. Sono altresì disponibili sulle pagine internet sottostanti cliccando sui link e sul logo di Creative Commons. Chiunque utilizzi quest'opera come diversamente espresso dall'autore commette una violazione sui diritti d'autore.
Licenza Creative Commons
TEMPEH FATTO IN CASA di veggie822 - LILIANA PAOLETTI è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Based on a work at http://www.lareginadelsapone.com/2015/08/tempeh-fatto-in-casa.html.

Pubblicato giovedì 16 luglio 2015e aggiornato il

cremoncello di soia

Anche chi non desidera bere latte può sorseggiare con piacere una crema di limoncello fresca senza provare un minimo di nostalgia verso l'originale preparata con latte vaccino.

CREMONCELLO DI SOIA
Ingredienti:
(per circa 1 litro abbondante di cremoncello)
700 ml di latte di soia al naturale (meglio se fatto in casa, in alternativa prendete quello al naturale, senza aromi e senza zucchero)
500 g di zucchero preferibilmente di canna grezzo bio (non integrale altrimenti la crema viene molto scura e il sapore dello zucchero prevale sui quello dei limoni)
350 ml di alcol buongusto 95°
4 limoni biologici o non trattati (solo la scorza)
1 foglia tenera di limone non trattata (facoltativo)
1/2 cucchiaino di vaniglia in polvere bio oppure mezzo baccello
Preparazione:
Lavate e spazzolate per bene i limoni, poi con un coltello asportate la scorza gialla, cercando di evitare l'albedo (la parte bianca sotto la scorza) perché rende il liquore amaro. Se rimane molta parte bianca sotto la scorza rimuovetela con il coltello.
Mettete le scorze tagliate a pezzi, in un barattolo di vetro della capacità minima di 2 litri. Unite l'alcol e chiudete.
Mettete il barattolo in una credenza al buio, ricordandovi ogni tanto di agitarlo un po'.
Lasciate le scorze in macerazione nell'alcol per 2 giorni.
Dopo 48 ore preparate uno sciroppo.
Mettete lo zucchero e il latte di soia in una pentola. Aggiungete la vaniglia e, se avete la possibilità di prendere una bella foglia di limone da un albero non trattato, mettete anche quella. Esalterà il sapore della crema con un tocco di originalità.
Mettete sul fornello e fate cuocere a fuoco moderato, mescolando in continuazione per far sciogliere lo zucchero. Appena si alza il bollore portare il fuoco al minimo e continuando a mescolare, fate bollire piano per 2 minuti.
Spegnete e coprite. Aspettate il raffreddamento dello sciroppo prima di passare alla fase successiva.
Se volete guadagnare del tempo, potete immergere la pentola nel lavandino riempito a metà con acqua fresca (volendo potete aggiungere anche una piastra eutettica, cioè uno di quei ghiaccioli riempiti con liquido congelante che si mettono nel freezer, anche detti panetti di ghiaccio).
Quando lo sciroppo ha raggiunto la temperatura ambiente o quasi, togliete la foglia di limone (se l'avevate messa) e versatelo nel barattolo con alcol e scorze.
Mescolate, chiudete, lasciate così in macerazione per 12-24 ore.
Trascorso il tempo di macerazione, prendete una brocca o una bottiglia provvisoria (vanno bene anche quelle di plastica dell'acqua minerale) della capacità di 1,5 litri. Sull'imboccatura mettete un capiente imbuto e un telo di cotone sottile per filtrare, come ad esempio un tovagliolo leggero o un pezzo di lenzuolo bianco. Non usate tessuti lavati con saponi industriali, né trattati con ammorbidenti. Organizzatevi prima e lavate il telo con sapone di Marsiglia.
Filtrate il liquore e strizzate con forza il telo, deve rimanere solo una poltiglia appallottolata di pochi centimetri con le scorze residue.
Mescolate e versate in bottiglie.
Prima di consumare il cremoncello lasciatelo stagionare qualche giorno, anche se, devo dire che riposto in frigorifero diventa subito gustosissimo!
Servite freddo.
Veggie
Quest'opera (testi e foto) è protetta dai diritti d'autore rilasciati da Creative Commons. I termini della licenza sono disponibili in versione integrale nel Codice Legale dove vengono spiegati in dettaglio i diritti ad essa attribuiti. Sono altresì disponibili sulle pagine internet sottostanti cliccando sui link e sul logo di Creative Commons. Chiunque utilizzi quest'opera come diversamente espresso dall'autore commette una violazione sui diritti d'autore.
Licenza Creative Commons
CREMONCELLO DI SOIA di veggie822 - LILIANA PAOLETTI è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Based on a work at http://www.lareginadelsapone.com/2015/07/cremoncello-di-soia.html.

Pubblicato lunedì 6 luglio 2015e aggiornato il

pasta di limone e argilla - detergente per stoviglie a base di scorze di limoni esausti

Se state consumando molto succo di limone - magari seguendo un programma terapeutico a base di spremute, o se avete preparato un liquore, della marmellata o altre preparazioni che richiedono l'impiego del solo succo del limone - vi ritroverete grandi quantità di scorze da recuperare in qualche modo.
Prepareremo un detergente, simile al classico "Detersivo di limoni, aceto e sale" che tutti conoscete, ma variando qualcosa e adattandolo all'impiego delle sole scorze esauste.
Per prima cosa è necessario raccoglierne un po'. Se vi fate una spremuta di mezzo o di un limone al giorno dovete poterle conservare adeguatamente fino ad averne la quantità minima necessaria a realizzare la ricetta.
Prima di spremere il limone lavate per bene la scorza con una spazzola, poi tagliate il limone a metà e spremetelo.
Dopo la spremitura tagliate ogni mezza scorza limone in 2 metà (in pratica ogni limone verrà diviso in 4 pezzi).
Senza eliminare fibre e parte bianca che rimangono all'interno del limone, mettete le bucce in una bustina di plastica e riponetela in freezer a congelare.
Ogni giorno aggiungete le nuove scorze prodotte a quelle già congelate.

PASTA DI LIMONE E ARGILLA
Detergente per stoviglie a base di scorze di limoni esausti
Ingredienti:
500 g di scorze esauste
250 ml di aceto di vino bianco
180 g di sale
50-100 g di argilla bianca
1 cucchiaio di detersivo per i piatti meglio se biologico (facoltativo)
Preparazione:
Scongelate le bucce mettendole in un piatto.
Quando saranno morbide mettetele su un tagliere e tagliatele a pezzi.
Ponete i pezzi ottenuti nella ciotola di un robot da cucina, eliminando eventuali semi rimasti nelle scorze.
Frullate fino a quando non otterrete una pasta grossolana.

Versatela in una capiente pentola. Aggiungete l'aceto e portate ad ebollizione. Fate bollire dolcemente per 5 minuti mescolando in continuazione.
Ora versate la pasta ottenuta nel bicchiere del frullatore e frullate una seconda volta per ottenere una pasta dalla grana più sottile.
Ci vorrà qualche minuto di pazienza. Ogni tanto togliete il coperchio dal bicchiere e mescolate.
Quando la pasta avrà raggiunto una consistenza sottile (arrendetevi, non verrà mai liscia come una besciamella) versatela nuovamente in pentola, se usate la stessa pentola della precedente cottura, sarà meglio detergerla prima per eliminare i pezzi di limone più grandi che saranno rimasti attaccati alle pareti.
Aggiungete il sale e accendete il fornello. Mescolate con cura fino a quando il calore non avrà disciolto completamente il sale.
Spegnete.
A questo punto se vorrete potrete rimettere la pasta nel frullatore per un ulteriore assottigliamento, altrimenti passate direttamente alla fase successiva.
Pesate l'argilla bianca (non usate l'argilla verde perché non va bene). Aggiungetela al detergente e mescolate fino a quando si sarà amalgamata bene alla pasta. Per un detergente più morbido mettetene 50 g, se invece volete una pasta un po' più densa mettetene 100 g
Per ultimo, se volete, aggiungete il detersivo per i piatti, sarà un aiuto in più per sciogliere la parte grassa dello sporco.
Mescolate, aspettate il raffreddamento, poi versate il detergente in barattoli o vaschette, possibilmente dall'apertura ampia che servirà a facilitarne il prelievo durante l'uso.
Uso:
Prelevate un po' di pasta dal barattolo con una spugnetta e passatela sulle stoviglie, dopo averle bagnate con acqua possibilmente calda. Risciacquate.
In questo articolo: 10 passi per lavare i piatti senza detersivo troverete consigli utili su come lavare le stoviglie in maniera alternativa e su come gestire al meglio detergenti diversi dai detersivi per i piatti.

La pasta di limone e argilla è un ottimo detergente anche per i sanitari, compresa la rubinetteria.
Veggie
Quest'opera (testi e foto) è protetta dai diritti d'autore rilasciati da Creative Commons. I termini della licenza sono disponibili in versione integrale nel Codice Legale dove vengono spiegati in dettaglio i diritti ad essa attribuiti. Sono altresì disponibili sulle pagine internet sottostanti cliccando sui link e sul logo di Creative Commons. Chiunque utilizzi quest'opera come diversamente espresso dall'autore commette una violazione sui diritti d'autore.
Licenza Creative Commons
PASTA DI LIMONE E ARGILLA - DETERGENTE PER STOVIGLIE A BASE DI SCORZE DI LIMONI ESAUSTI di veggie822 - LILIANA PAOLETTI è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Based on a work at http://www.lareginadelsapone.com/2015/07/pasta-di-limone-e-argilla-detergente.html.
Curarsi con Acqua e Limone Voto medio su 27 recensioni: Da non perdere

Sostienici con una piccola donazione, grazie!PER DONAZIONI
Versare l'importo desiderato sulla carta Postepay intestata a : PAOLETTI LILIANA
CARTA POSTEPAY N° 4023 6009 6778 7195

LA MIA E-MAIL veggie822@yahoo.it