Pubblicato lunedì 23 novembre 2015e aggiornato il

caffè macchiato veg? ...si può e con gusto!


Se vi piace bere il caffè macchiato, ma non consumate latte o panna animali, potete usare latti vegetali vari, da quello di soia a quello di riso, ma quello che vi propongo oggi è un caffè macchiato speciale. Diventa gustoso e cremoso come se metteste panna anziché latte.
Inoltre non vi costringe ad aprire una confezione di latte vegetale solo per macchiare il caffè.
Provatelo!








CAFFE' MACCHIATO VEG CREMOSO
Ingredienti:
Un barattolo di latte di cocco concentrato
Preparazione:
Se fate il latte di cocco da latte concentrato della ricetta del link, vi rimarrà del latte concentrato, potrete usarlo per questa preparazione. Se invece aprite un barattolo nuovo, prima di aprirlo ricordatevi di metterlo a bagno in acqua calda per una decina di minuti in modo da rendere il contenuto più fluido e omogeneo.
Versate il latte in piccoli stampini in silicone, sono da preferire quelli per i cioccolatini perché più piccoli dei tradizionali cubetti per il ghiaccio.

Mettete le vaschette nel congelatore e quando il latte si sarà congelato svuotatele e raccogliete i cubetti di monoporzioni in una vaschetta da freezer. Coprite con il coperchio e conservate in freezer.


Al momento dell'uso basterà prendere un cubetto dal freezer e lasciarlo sciogliere nel caffè bollente.
Consumare durante o dopo lo scioglimento.
Veggie
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Pubblicato martedì 10 novembre 2015e aggiornato il

cottura e conservazione dei legumi nel vetro

I legumi secchi richiedono una lunga cottura. Chi è abituato a mangiarne al ritmo di 1-2 volte a settimana, non sempre dispone del tempo necessario alla lunga preparazione e spesso ricorre al consumo di legumi cosiddetti in scatola.

In commercio si trovano in barattoli di vetro e in barattoli di latta, è logico dare la preferenza ai primi, perché il vetro è un materiale atossico, ma a prescindere dal materiale del barattolo, i legumi conservati possono nascondere delle insidie per la nostra salute.
Innanzitutto contengono un'alta percentuale di sale, ovvero è impossibile trovare  fagioli al naturale, che non abbiano subito un trattamento di salatura,  inoltre non sappiamo se sono stati cotti previo ammollo o direttamente secchi.
Può sembrare un particolare insignificante, ma non lo è.

I legumi contengono un'alta percentuale di fitati che dovrebbero essere ridotti al minimo o meglio azzerati completamente prima del consumo affinché si possa trarre vantaggio dai nutrienti degli stessi.
I fitati vengono definiti antinutrienti, perché limitano l'assorbimento dei nutrienti o possono addirittura sottrarre calcio, ferro e altri minerali dall'organismo.
Se non limitiamo i fitati, non ha senso consumare legumi, soprattutto quando si vogliono sostituire alle proteine animali, quindi si mangiano di frequente.
L'ammollo e la successiva cottura sono in grado di ridurre notevolmente il carico di fitati, ma con qualche ulteriore accorgimento possiamo eliminarli completamente o quasi e mangiare tranquillamente fagioli, senza vivere l'incubo dei fitati.

Per il metodo di preparazione che propongo in questo articolo, mi sono ispirata alla cottura angelica.
L'ideatore del metodo è stato René Lévy del Centro Macrobiotico Cuisine et Santé a Saint Gaudens.
Il metodo in sintesi prevede la cottura dei legumi mettendoli in forma ancora disidratata, senza ammollo, in vasetti di vetro, ricoperti di acqua e cotti a bagnomaria, a fuoco dolce  per un periodo lunghissimo di circa 4 ore.
Ho apportato delle modifiche a questo tipo di cottura, affinché i fitati vengano ridotti al minimo.

COTTURA E CONSERVAZIONE DEI LEGUMI NEL VETRO

Procedimento:
Questo metodo è l'ideale per tutti i tipi di fagioli, ceci, soia, piselli interi, azuki, purché siano secchi. Per le lenticchie invece, dovete dimezzare il tempo di cottura.
Personalmente per quanto riguarda le lenticchie preferisco cuocerle al momento dell'uso, perché hanno una cottura davvero breve.

Ammollo:
La sera prima di procedere con la cottura-conservazione, mettete i legumi a bagno in acqua.
Per abbattere da subito, una buona percentuale di  fitati, mettete i legumi in acqua appena tiepida (non calda!!) e aggiungete 1-2 cucchiai di aceto bianco.
Questo espediente (temperatura tiepida dell'acqua + pH leggermente acido) serve ad innescare una sorta di germinazione in fase di ammollo, capace di neutralizzare una parte dell'acido fitico presente.
Tenete i legumi a bagno per 10-12 ore e se possibile, dopo qualche ora cambiate l'acqua sostituendola con acqua pulita, anch'essa appena tiepida, aggiungete di nuovo 1 cucchiaio di aceto.
La mattina dopo al termine dell'ammollo, scolate l'acqua (che porterà via con sé altri fitati) e risciacquate i legumi con acqua fresca mettendoli in un colapasta nella vasca del lavandino.

Preparazione dei vasetti:
Prima di procedere con la cottura, sterilizzate i vasetti che intendete usare e verificate che la chiusura delle capsule sia efficace.

Precottura:
Mettete i legumi in una pentola e ricopriteli di acqua (l'acqua deve superare il livello dei legumi di almeno 5 cm). Portate ad ebollizione e fate cuocere dolcemente per 10 minuti. Nel frattempo schiumate i legumi, cioè, servendovi di una schiumarola (mestolo forato),  portate via la schiuma che man mano sale sulla superficie dell'acqua in ebollizione (vedi foto).
Allo scadere dei 10 minuti scolate i legumi gettando l'acqua di cottura.
Clicca sull'immagine per ingrandire
Preparazione per la cottura:
Prima di riempire i vasetti con i legumi, provvedete a mettere una pentola sul fuoco con abbondante acqua e scaldatela.
Nel frattempo che l'acqua si scalda mettete i legumi nei vasetti. Non riempiteli completamente ma lasciate circa 3 cm di vuoto.
A questo punto se volete, in ogni vasetto insieme ai legumi, potete mettere delle spezie o aglio, sedano, alga kombu o altro a piacere, oppure potete lasciarli così al naturale.
Quando l'acqua sarà ben calda, con l'aiuto di un mestolo riempite i vasetti, versando acqua fino a coprire i legumi di 1-2 cm. E' necessario che l'acqua li ricopra, perché in cottura verrà assorbita dagli stessi, ma non dovete metterne troppa, i legumi non dovranno galleggiare durante la cottura, così non si strapazzeranno con l'ebollizione e rimarranno belli interi come quelli che si comprano.
Avvitate bene i coperchi e trasferite i vasetti in una o più pentole per la cottura a bagnomaria. Per evitare rotture del vetro, avvolgete ogni vasetto in tovaglioli o pezze di stoffa che ridurranno gli urti.

Cottura e sterilizzazione:
Mettete altra acqua sul fuoco e quando sarà ben calda (non proprio bollente) versatela lentamente sui barattoli fino a ricoprirli di almeno 2 cm.
Per la cottura a bagnomaria, che servirà anche a sterilizzare i vasetti, potete scegliere se usare un pentolone normale, oppure una pentola a pressione. In questo secondo caso non è necessario che l'acqua ricopra completamente i barattoli, basterà che arrivi fino al collo degli stessi.
Chiudete la pentola normale o a pressione con il coperchio e iniziate la cottura.
Se avete uno spargifiamma usatelo, distribuirà meglio il calore all'interno della pentola riducendo i rischi di rotture dei barattoli.

Tempi di cottura:
In pentola normale: quando l'acqua inizia a bollire riducete il calore e lasciatela sobbollire dolcemente per 2 ore. Rabboccate con altra acqua calda nel caso in cui il livello dell'acqua dovesse scendere troppo. Allo scadere delle 2 ore, spegnete e lasciate i vasetti ancora nella pentola fino a quando l'acqua non si sarà stiepidita. Poi estraeteli e lasciateli raffreddare completamente prima di etichettare e riporre in dispensa.
In pentola a pressione:
Quando inizia a fischiare, spostate la pentola su un fornello più piccolo e mettetelo al minimo. Fate cuocere per 1 ora, poi spegnete ed aspettate una decina di minuti prima di provare a scaricare la pressione interna.
Lasciate i vasetti ancora nella pentola fino a quando l'acqua non si sarà stiepidita. Poi estraeteli e lasciateli raffreddare completamente prima di etichettare e riporre in dispensa.

Uso:
Quando aprirete i vostri vasetti vi stupirà notare la perfezione della cottura. I fagioli saranno ben cotti, ma tutti interi e non spellati come invece avviene, alle volte, con la cottura tradizionale.
A questo punto e a seconda dell'uso che vorrete farne,  potete scegliere se consumarli scolandoli dalla gelatina che li avvolge oppure mantenerla e condirli insieme ad essa.
La gelatina in questo caso ha un sapore gradevole (non come quella dei fagioli commerciali che odora di gas), i fitati sono assenti o quasi, quindi nessun pericolo se deciderete di mangiarla.
Se volete fare dei burger invece, sarà meglio scolare i legumi per ridurre la parte liquida e poter disporre di una massa più solida, necessaria ad ottenere burger  più compatti.
Veggie
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Pubblicato domenica 8 novembre 2015e aggiornato il

come lavare calze e collant in lavatrice

Anche voi troppo pigre per lavare le calze a mano?
...allora lavatele in lavatrice!
I rischi maggiori, a parte quello di un leggero scolorimento che si può verificare dopo ripetuti lavaggi (evitabile usando detersivi e cicli di lavaggio per indumenti delicati) sono che si tiri qualche filo e che si deformino. Con i movimenti del cestello e la centrifuga, un collant taglia seconda  rischia di diventare una quarta! In genere quando si tirano fuori dalla lavatrice sono tutti aggrovigliati ed annodati intorno ad altri indumenti.
Con un semplice espediente possiamo evitare questi effetti collaterali ed ottenere calze finalmente pulite, profumate e nuove.

Procedimento:
Procuratevi un vecchio collant a rete o un paio di calze a rete (come quelle dell'immagine).
Girate dal rovescio le calze da lavare, piegatele senza arrotolarle troppo, e infilatele in una o in entrambe le gambe delle calze a rete.
Mettetele una dietro l'altra, 2-3 per gamba, poi fate un nodo alla calza così durante il lavaggio non usciranno.
Lavatele insieme alla vostra biancheria colorata con un programma per delicati, evitate di mettere nello stesso lavaggio, se possibile, i reggiseni, perché i gancetti potrebbero infilarsi tra le maglie delle calze, anche se io alle volte li metto e finora non si è verificato nessun incidente.
Ed ecco qui, il prima e il dopo.
Buoni lavaggi in lavatrice!
Veggie

Ecco qui un buon libro per chi volesse imparare a fare i detersivi in casa
Saponi e Detersivi Naturali Voto medio su 93 recensioni: Da non perdere
Questo invece è un ottimo detersivo ecologico per indumenti delicati che non costa molto. Ne basta pochissimo!
Anche quello di Ecor è molto buono.



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Pubblicato venerdì 6 novembre 2015e aggiornato il

torta marmorizzata alla zucca e cacao (vegan)

TORTA MARMORIZZATA ALLA ZUCCA E CACAO (VEGAN)
Ingredienti:
500 g di zucca (pesata già pulita)
500 g di farina 0 (oppure metà 0 e metà tipo 2)
300 g di zucchero di canna grezzo
100 ml di olio extravergine d'oliva
20 g di non-uovo in polvere + 100 ml di acqua
25 g di polvere lievitante di cremortartaro e bicarbonato
30 g di cacao amaro
2 cucchiai di Rum
2 cucchiaini di cannella o cardamomo o zenzero in polvere
1/2 cucchiaino di sale
Preparazione:
Pulite la zucca e tagliatela a fettine. Pesatene 500 g, poi posatela in una teglia ricoperta con carta-forno e fatela cuocere nel forno a calore medio per 30 minuti. La precottura servirà ad ammorbidire la zucca e farle perdere una buona parte di acqua di vegetazione. Fate attenzione a non farla rosolare, non si deve colorire, ma appassire.
Quando la zucca è cotta tagliatela grossolanamente con le mani e mettetela in un bricco o una brocca di plastica da 1 litro.
Aggiungete il non-uovo con la quantità di acqua in cui andrebbe sciolto (100 g o ml). Frullate con il frullatore ad immersione fino ad ottenere una purea morbida. Trasferitela nella ciotola-impastatrice.
clicca sull'immagine per ingrandire
Aggiungete il sale, l'olio, il liquore, la cannella (o le altre spezie che avete scelto). Mescolate per bene, poi aggiungete anche lo zucchero, mescolate ancora.
In un'altra insalatiera preparate la farina insieme alla polvere lievitante.
Accendete il forno e regolate la temperatura intorno ai 200 °C, così mentre finirete di preparare l'impasto, il forno avrà il tempo di scaldarsi a dovere (mai mettere un dolce a cuocere nel forno ancora tiepido, perché non avrà la spinta necessaria a lievitare correttamente).
Preparate la teglia in cui cuocere il dolce, per questo dolce ci vorrà uno stampo da 24-26 cm.
Se volete foderarlo con carta-forno, bagnatelo con qualche goccia d'acqua così la carta aderirà meglio, altrimenti ungete lo stampo con poco olio.
Versate un po' alla volta la farina e il lievito sull'impasto liquido preparato in precedenza, sciogliete i grumi e mescolate fino a quando non avrete ottenuto un impasto liscio. Se vi sembra troppo duro potete aggiungere poca acqua per renderlo più scorrevole.
Versate la metà dell'impasto in un'altra ciotola, se volete pesarlo mettetene 550 g, altrimenti regolatevi a occhio.
Nell'impasto che avete appena pesato aggiungete il cacao e distribuitelo bene, sicuramente servirà poca acqua ancora per poterlo sciogliere meglio. Aggiungete quella che serve, ma senza arrivare ad ottenere un impasto dalla consistenza liquida.
Quando i 2 impasti sono pronti versateli nello stampo usando un cucchiaio, alternando i colori in ogni strato e alternandoli anche sugli strati che farete sopra il primo.
Al termine passate sulla superficie il manico di una forchetta, disegnando una spirale, così rifinirete la superficie con un bell'effetto visivo.
Infornate la torta per 40-45 minuti circa, dopo i primi 20 minuti di cottura, diminuite la temperatura portandola intorno ai 180 °C.
Aspettate il completo raffreddamento prima di tagliarla.
A mio parere è più buona da mangiare il giorno dopo, perché il sapore migliora, e perché prende la consistenza ottimale.
Veggie
Se volete usare una polvere lievitante già pronta, ma naturale, potete prendere la polvere lievitante in bustine de La Finestra sul Cielo, perché sono anch'esse a base di cremortartaro e bicarbonato. Una bustina è sufficiente per la lievitazione di questa torta.
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Pubblicato mercoledì 4 novembre 2015e aggiornato il

hummus..ata ovvero la vellutata di zucca e ceci

Avevo voglia di preparare la vellutata di zucca, ma dopo aver preparato la zucca per la cottura mi sono ricordata di avere ancora in frigorifero una tazza di ceci lessati. Da qui... è nato questo fantastico piatto che oltre ad essere buono può rappresentare un pasto completo, dal momento che ai carboidrati delle verdure andremo ad aggiungere le proteine dei ceci.

HUMMUS..ATA OVVERO LA VELLUTATA DI ZUCCA E CECI
Ingredienti x 2:
500 g di zucca (pesata pulita)
1 tazza di ceci già cotti
2 patate
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1 cucchiaino di semi di coriandolo in polvere
1 cucchiaino di tahin
1/2 cucchiaino di cumino in polvere
1/2 cucchiaino di fieno greco in polvere
peperoncino a piacere
brodo vegetale
sale - olio
Preparazione:
Preparate la vellutata cuocendo i vari ingredienti come si fa per le vellutate di zucca, ma escludendo dalla cottura i ceci e il tahin.
Per maggiori dettagli leggete la preparazione della ricetta vellutata di zucca e patate di un precedente articolo.
Quando zucca e patate sono cotti aggiungete i ceci e il tahin.
Frullate con un frullatore ad immersione fino ad ottenere una crema liscia e "vellutata".
Aggiustare di sale e se fosse ancora troppo liquida fatela restringere a fuoco moderato, mescolando in continuazione (attenzione a non farla attaccare sul fondo della pentola), per qualche minuto.
Servite così, con un filo d'olio, e a piacere su fettine di pane tostato.
Veggie
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Pubblicato martedì 3 novembre 2015e aggiornato il

latte di cocco da cocco disidratato



Latte dalla preparazione semplice, ma dal gusto gradevolissimo!
Da consumare per la prima colazione, per merenda o nelle ricette di dolci casalinghi in sostituzione del latte vaccino.
















LATTE DI COCCO DA COCCO DISIDRATATO
Ingredienti:
(per 1 litro di latte)
1,050 litri di acqua
75 g di cocco grattugiato disidratato (cocco rapè)
8 g di amido di mais
1/2 cucchiaino di lecitina di soia (o di girasole)
0,4 g di sale (una puntina di cucchiaino)
25 g di succo d'agave (come dolcificante, facoltativo)

Il latte di cocco si può fare usando cocco disidratato e acqua come unici ingredienti, come in genere viene indicato in tutte le ricette che si trovano sul web. Il prodotto che si ottiene però, una volta riposto in frigorifero, tende a separarsi in vari strati. La parte grassa del cocco forma uno strato più o meno spesso e granuloso sulla superficie e le fibre si depositano sul fondo, nel centro rimane abbondante acqua nebulosa. Insomma, a parte il fatto che non è visivamente piacevole, bisogna agitarlo bene prima di consumarlo e in bocca rimane un po' "cagliato" non liscio e omogeneo.
L'amido di mais e la poca lecitina che ho inserito nella ricetta hanno lo scopo di emulsionare grassi e acqua e di dare la giusta consistenza al latte, il risultato sarà un latte omogeneo e un po' cremoso, simile a quello vaccino.
Il cocco è già di per sé dolce, quindi si può consumare senza aggiungere zuccheri, ma per addolcirlo ancora un po' si può mettere del succo d'agave nelle quantità che ho scritto tra gli ingredienti, senza eccedere perché diventa subito dolcissimo. 25 g di succo d'agave sono sufficiente a dolcificare 1 litro di latte quando si vuole consumare come bevanda. In alternativa si scegliere di mettere dello zucchero di canna integrale, che però comprometterà il colore.

Preparazione:
Pesate l'amido di mais e la lecitina e metteteli in una pentola. Aggiungete il sale e 100 ml di acqua, sottratti dalla quantità totale della ricetta.
Mescolate con cura e sciogliete bene i grumi, poi aggiungete l'acqua rimanente (in tutto 1,050 litri).
Portate sul fornello e accendete a fuoco medio, mescolate in continuazione, fino al momento dell'ebollizione, poi abbassate al minimo e continuando a mescolare, fate bollire per 2 minuti.
Spegnete e coprite con il coperchio.
Lasciate a riposo un paio di minuti.
Nel frattempo pesate e mettete nel bicchiere del frullatore il cocco disidratato.
Versate la soluzione di acqua bollente sul cocco, chiudete e frullate a intermittenza, a bassa velocità per un paio di minuti.
Lasciate riposare 5 minuti.
Nel frattempo preparate una bottiglia da 1 litro (in vetro), mettete un capiente imbuto sull'imboccatura, e all'interno un tovagliolo di cotone leggero (non trattato con detersivi industriali).
Con un cucchiaio mescolate il latte di cocco nel bicchiere del frullatore e un po' alla volta versatelo sul tovagliolo che farà da filtro. Attenzione a non versarlo tutto in una volta per non rischiare di rompere la bottiglia a causa di sbalzi eccessivi di temperatura.
Infine strizzate bene la polpa nel telo.
Per ultimo aggiungete il dolcificante (se volete).
Dovreste aver riempito completamente la bottiglia, ma se mancherà del liquido al completo riempimento, potete aggiungere l'acqua necessaria per arrivare ad 1 litro.
Chiudete ermeticamente la bottiglia, rivoltatela un po' per distribuire il dolcificante, infine aspettate il completo raffreddamento prima di metterla in frigorifero.
Girate una sola volta la bottiglia prima di versare il latte in una tazza (non è necessario agitarla con vigore perché il latte si presenta abbastanza omogeneo)..... e gustate!!!
Conservate il resto del latte in frigorifero e consumatelo entro pochi giorni.
Veggie
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