Pubblicato lunedì 27 agosto 2012e aggiornato il

sali defaticanti e rigeneranti per pediluvio

Cos'è che si desidera tornando a casa dopo una giornata di lavoro trascorsa in piedi, magari dopo aver indossato scarpe scomode per ore? .... senz'altro un bel pediluvio rinfrescante e rigenerante.
Questa ricetta vi rimetterà in piedi!
La miscela di sali che propongo è indicata per piedi stanchi, gonfi e dolenti.
I sali rinfrescano e tonificano, ma nello stesso tempo igienizzano e regolano la traspirazione.
Useremo i Sali di Epsom, forse più conosciuti come Sali Inglesi.
I sali di Epsom vengono impiegati per uso interno come integratore, per uso esterno sono indicati principalmente per ridurre gli edemi del corpo per mezzo di bagni e pediluvi.

SALI DEFATICANTI E RIGENERANTI PER PEDILUVIO
(per 500 gr. di polvere)
Ingredienti:
150 g bicarbonato di sodio
150 g Sale di Epsom
100 g cloruro di sodio (sale fino da cucina)
50 g acido citrico
50 g amido di riso o di mais
12 gocce olio essenziale di menta
12 gocce olio essenziale di cipresso

Il nome Epsom deriva dalla città dove per la prima volta fu estratto il sale. Potete trovare il sale di Epsom anche ricercando il minerale di cui è composto: solfato di magnesio in forma eptaidrata, quindi magnesio solfato eptaidrato.
Sale di Epsom Csm
Voto medio su 37 recensioni: Da non perdere
Preparazione:
Miscelare tutte le polveri in un barattolo, poi disperdere qua e là le gocce di oli essenziali e mescolare bene per distribuirli in modo uniforme in tutto il prodotto.
Uso:
Versare 2 o 3 cucchiai di sali in una bacinella di acqua fredda o appena temperata.
Tenere i piedi a bagno per 10-15 minuti, risciacquare ed asciugare con un asciugamano morbido.
Veggie
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SALI DEFETICANTI E RIGENERANTI PER PEDILUVIO by veggie822 - LILIANA PAOLETTI is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia License.
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Pubblicato lunedì 20 agosto 2012e aggiornato il

gnocchetti sardi con patate e rucola

Ho improvvisato questa ricetta approfittando della quantità di rucola che avevo seminato sul balcone e  che è cresciuta in tutta velocità.
La ricetta originale prevede l'impiego di orecchiette fresche come tipo di pasta, ma vi assicuro che con gli gnocchetti viene altrettanto buona.

GNOCCHETTI SARDI CON PATATE E RUCOLA
Ingredienti:
gnocchetti sardi
patate
rucola
aglio
peperoncino
olio extravergine d'oliva
sale - pepe

Preparazione:
Non ho scritto le quantità in questa ricetta perché l'ho improvvisata, ma chi è abituato a cucinare saprà sicuramente regolarsi senza problemi.
Per 2 persone, come si può vedere dalle immagini, ho usato un piatto di rughetta e un piatto di patate tagliate a cubetti.
Lavare e pelare le patate, poi tagliarle a cubetti. Lavare la rughetta.
Mettere sul fuoco una pentola con l'acqua e portarla ad ebollizione. Quando l'acqua bolle salarla, se si userà un tipo di pasta fresca allora versare nell'acqua le patate e la rughetta e lasciarle cuocere per 5 minuti, poi aggiungere la pasta. Se invece si userà  pasta secca che richiede almeno 10 minuti di cottura è meglio muoversi al contrario, cioè iniziare con la cottura della pasta e dopo qualche minuto unire patate e rughetta. Mentre la pasta cuoce soffriggere uno spicchio d'aglio  in un'ampia padella insieme a peperoncino a piacere e abbondante olio extravergine d'oliva.
Lasciare la pasta un po' indietro di cottura e quando sarà al dente scolarla insieme a patate e rughetta e versare il tutto nella padella con il soffritto.
Saltare sul fuoco per qualche minuto e insaporire con una macinata di pepe.
Buon appetito!
Veggie
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Pubblicato giovedì 16 agosto 2012e aggiornato il

piccole semine da balcone

Anche poveri abitanti di città come noi che vivono in appartamento possono togliersi la soddisfazione di mangiare qualche foglia di verdura di produzione propria.
Non è necessario godere di grandi spazi, basta un angolino sul balcone e scegliere di seminare solo ortaggi poco ingombranti, come foglie d'insalata ed erbe aromatiche delle quali scoprirete sapori completamente nuovi, molto diversi rispetto a quelli a cui siamo abituati.
Non dimentichiamo inoltre che i costi dei semi sono davvero irrisori, una bustina di semi di insalata costa poco più di un euro e la resa non equivale alla quantità che si può acquistare con quella cifra che corrisponde a meno di una piantina di lattuga. Per cui vantaggio triplo: più sapore, più salute, risparmio economico.
Per queste poche erbette con cui ho voluto iniziare, ho usato le vaschette di plastica per alimenti, quelle contenenti i latticini, che nei mercati settimanali i commercianti svuotano in quantità la mattina, per poi buttarli.
Nel mercato che si svolge da noi il martedì l'orario più favorevole per farsi dare le vaschette (che tra l'altro depositano a terra dietro ai furgoni-frigoriferi e quindi non serve neanche chiederle) è verso le 10.30-11.00.
A quell'ora se ne possono trovare diverse (si vede che le persone mangiano tante mozzarelle che a mio parere non fanno neanche tanto bene alla salute...), se l'idea vi piace portatevi un sacchetto di plastica perché in genere sono piene di siero di latte e pur vuotandole sporcherebbero le borse in tessuto lasciando odore di acido.
Le vaschette vanno deterse per bene con acqua tiepida e detersivo per i piatti.
Prime foglioline di rucola
Per adattarle a vasi bisogna praticare dei buchi sul fondo, serviranno a far scorrere l'eccesso di acqua ed evitare dannosi ristagni che provocherebbe marciume delle radici.
Procurarsi un chiodo e un paio di pinze.
Ecco a voi la rucola
Passare il chiodo sulla fiamma di un fornello (stringendolo tra le morse delle pinze) e dopo pochi secondi iniziare a perforare il fondo della vaschetta (è tenera e si lascerà perforare in un attimo), quando si noterà che il chiodo non affonda più passarlo nuovamente per qualche secondo sulla fiamma.
Quando tutto il fondo sarà perforato riempire la vaschetta di terra, livellarla e pressarla un po'.
Prendere la bustina di semi, leggere le modalità di semina, in particolare a quale profondità vanno collocati i semi, anche in genere basta distribuirli per bene e coprirli con 1 cm di terra, quindi distribuirli sulla terra in modo uniforme. Per una vaschetta come queste ne basteranno un cucchiaino. Pressarli delicatamente e posare sopra poca terra, per evitare che il vento li porti via via con sé, e pressare anch'essa.
Annaffiare e continuare ad annaffiare.
Non resta che aspettare che la vita si affacci dalla terra, garantisco che si tratta di un momento emozionate, anche se si tratta solo di semi!
I tempi di raccolta variano da seme a seme, le indicazioni sono riportate su tutte le bustine.
Veggie
Prime foglioline di prezzemolo
Prime foglioline di insalatina
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Pubblicato lunedì 6 agosto 2012e aggiornato il

portasaponi liquidi da doccia


Chi non ha un paio di crocs dismesse buttate nella scarpiera o sotto al letto?
Se non vi stanno più o non vi piacciono più o se  anche ne trovate un paio al mercato al costo di 2 euro potete farci questo portasaponi liquidi.
Le crocs si prestano bene perché hanno tanti buchi che permetteranno all'acqua che finirà inevitabilmente dentro di uscire senza necessità di vuotarle.
Con le parti di scarto potrete farci un comodo portasapone-portaoggetti da doccia.






Occorrente:
1 paio di crocs (possibilmente grandi)
1 coltello lungo affilato o un seghetto
del silicone (io avevo quello bianco, ma sarà meglio quello trasparente)
1 laccetto o della fettuccia per appendere il portasaponi
Preparazione:
Con un coltello ben affilato (va benissimo quello del pane) tagliare i talloni delle crocs in corrispondenza delle borchie  laterali come si può vedere nella seconda immagine della sequenza fotografica.
Tagliare bene, con la massima attenzione, praticando un taglio liscio e regolare.
Infilare il laccio scelto tra i 2 cinturini e annodare. Appendere nella doccia dove si preferisce ed è pronto!!


Usare i talloni delle crocs per farne un simpatico portasapone-portaoggetti da doccia in cui mettere spugna, lamette o altri oggetti.
Realizzarlo è semplicissimo, basta passare del silicone ed incollarli insieme. Quando il silicone si sarà asciugato si potranno rifinire i bordi tagliandoli con un paio di forbici (se ci fossero delle imperfezioni).
Se il portasapone si utilizzerà nella doccia praticare dei buchi all'interno, dove si poggia il sapone, così non si riempirà di acqua sotto il getto della doccia.
Veggie
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Pubblicato giovedì 2 agosto 2012e aggiornato il

marmellata di kefir e limoni

Buona...buona...buona!!!
E' come mangiare un sorbetto al limone spalmato su fette biscottate!!
L'idea è nata perché non riesco a consumare tutto il kefir di latte che produco per forza di cose. Nonostante alle volte ci faccia il delizioso formaggio spalmabile e/o la focaccia di Recco, la ricotta, il pane e tutti i dolci che trovate sul blog,  ho comunque del kefir che mi rimane inutilizzato. Così ogni volta che ne rimane un po', per non buttarlo ho preso l'abitudine di metterlo nelle formine per il ghiaccio e di congelarlo.
... ed è proprio partendo dal kefir congelato che faremo questa deliziosa marmellata!

MARMELLATA DI KEFIR E LIMONI
Ingredienti:
1 kg di cubetti di kefir congelati ( o anche kefir fresco, purché sia molto denso)
500 g di limoni biologici dalla scorza sottile
500 g di zucchero
1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1/2 bicchiere d'acqua
1 cucchiaino di agar agar in polvere (facoltativo ma consigliabile)
Preparazione:
Se si deciderà di mettere da parte del kefir allo scopo di preparare questa gustosissima marmellata sarà meglio prepararlo molto denso, avendo l'accortezza di eliminare buona parte del siero prima di congelarlo. Questo accorgimento servirà a migliorare il sapore finale della marmellata (in quanto il siero ha sempre un retrogusto amarognolo) ed eviterà di dover fare lunghe cotture, partendo già con il vantaggio di una ridotta quantità di liquido.
Il kefir si dovrà versare nelle formine per il ghiaccio e mano a mano che i cubetti saranno pronti si potranno togliere dalle formine, trasferire in buste per la congelazione e tenerli in congelatore fino al momento dell'uso.
Ogni tanto pesare la quantità di cubetti raccolti e quando ne avrete 1 kg (o multipli di 1 kg) procedere con la preparazione.
E' necessario che i limoni siano biologici e dalla buccia sottile, in quanto si userà tutta la scorza compresa la parte bianca (tra la scorza e la polpa) che solitamente è un po' amara. Nei limoni a buccia sottile la parte bianca è minima.


Pesare i cubetti di kefir e versarli nella pentola che servirà per la cottura.
Nel mentre che scongelano un po' lavare i limoni, asciugarli ed affettarli sottilmente con un'affettatrice, raccogliendo limoni e succo in un'insalatiera.
Rimuovere manualmente i semi che si riesce a togliere, se in cottura ne usciranno fuori altri si potranno eliminare con un cucchiaio.
Versare mezzo bicchiere d'acqua nella pentola insieme ai cubetti congelati ed accendere il fuoco. Se avete una retina spargifiamma sarà meglio usarla, eviterà che la marmellata si attacchi sul fondo della pentola.
Girare accuratamente con un cucchiaio di legno per favorire lo scioglimento dei cubetti, dopo qualche minuto, quando sul fondo si sarà formato sufficiente liquido (anche se ancora non tutto si sarà scongelato) aggiungere lo zucchero. Continuare a girare fino a quando non ci sarà più ghiaccio, ma il composto sarà diventato completamente liquido.
Aggiungere il bicarbonato, spegnerà l'eccesso di acidità e faciliterà la gelificazione, poi tutti i limoni compreso il succo che avranno liberato.
Da questo momento inizia la cottura vera a propria, ci vorranno più o meno 90 min/ 2 ore. Girare spesso per evitare di bruciare la marmellata sul fondo della pentola.
Trascorsa 1 ora e mezza circa, sciogliere l'agar agar in poco acqua e versarla nella marmellata. Girare ancora per un minuto, poi rimuovere temporaneamente la marmellata dal fuoco e frullarla con un frullatore ad immersione (tipo Minipimer) riducendo i limoni in piccoli pezzi.
Rimettere sul fuoco e proseguire la cottura per altri 10-15 minuti.
Senza l'alga agar agar ci vorrà un po' di più. Fare comunque la prova della goccia sul piattino per capire il momento di sospendere la cottura, tenendo presente che la marmellata una volta raffreddata sarà decisamente più consistente.
A cottura ultimata versare subito la marmellata in vasetti di vetro precedentemente sterilizzati.
Chiuderli quando la marmellata sarà ancora bollente e posizionarli sottosopra per facilitare la formazione del vuoto d'aria.
Trascorsi i primi 10-15 minuti rigirare i vasetti ed attendere che la marmellata si sia completamente raffreddata, evitando di muoverli.
Verificare che il sottovuoto si sia formato correttamente, sarà sufficiente osservare i coperchi che dovranno essere concavi (ci sarà una leggera buchetta verso l'interno del vasetto). Se per qualche ragione ci fosse un vasetto con il coperchio bombato metterlo in frigorifero e consumare il contenuto prima degli altri.
Come tutte le marmellate dopo l'apertura riporre i vasetti in frigorifero e consumare regolarmente senza lasciarla per mesi in frigorifero.
Con le quantità di questa ricetta si otterranno circa 3 vasetti del classico formato.
Veggie
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MARMELLATA DI KEFIR E LIMONI by veggie822 - LILIANA PAOLETTI is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia License.
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