Pubblicato lunedì 30 aprile 2012e aggiornato il

gel per capelli ai semi di lino

GEL PER CAPELLI AI SEMI DI LINO
Ingredienti:
450 ml acqua demineralizzata
70 ml aceto di mele
50 ml alcol 95° (alcol buongusto)
2 cucchiai semi di lino
1 cucchiaio glicerina vegetale
2 cucchiaini miele
1 cucchiaino olio di jojoba
4,5 gr. gomma xantana
20 gocce oli ess. (limone, arancio dolce, mandarino) oppure
10-15 gocce fragranze per cosmetica (mirtillo, fragola, mela verde ecc..)
Preparazione:
In un pentolino far bollire i semi di lino nell'acqua demineralizzata per 15 minuti, poi spegnere e coprire con in coperchio. Lasciare raffreddare tutta la notte (senza filtrare).
La mattina seguente filtrare il decotto e misurarne 180 ml.
Versare il decotto (180 ml) in una pentolina pulita e aggiungere l'aceto di mele, la glicerina, il miele e l'olio di jojoba. Per una gelatina a tenuta ancora più forte si possono mettere 3 cucchiaini di miele anziché 2.
Accendere il fuoco e portare ad ebollizione. Bollire per 1 minuto, poi spegnere, coprire e lasciare raffreddare quasi completamente.
Quando il composto sarà freddo o quasi freddo, aggiungere l'alcol, oli essenziali oppure fragranze per cosmetica per profumare, e per ultimo la gomma xantana pesata scrupolosamente.
Frullare il gel per diversi minuti, usando un frullatore ad immersione. Continuare a frullare fino a quando la gomma non si sarà sciolta completamente e il gel avrà preso una buona consistenza gelatinosa.
Versare il gel in un vaso da 250 ml oppure in uno o più flaconi o tubetti adatti.
 Uso:
Versare un po' di gel e strofinarlo tra i palmi. Passarlo sui capelli asciutti o umidi come si è soliti fare. Il gel è solubile in acqua e si sciacqua via facilmente, non lascia alcuna polverina bianca sui capelli.
Veggie 
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Pubblicato mercoledì 25 aprile 2012e aggiornato il

pane lievitato con siero di kefir

Questo pane davvero buono, risolve il problema del recupero del siero di latte che rimane dalla produzione del kefir (in particolare  quando si prepara il formaggio spalmabile) ed è un ottimo alimento da preparare nei casi di intolleranza al lievito di birra, il risultato è un pane morbido e ben lievitato.
PANE LIEVITATO CON SIERO DI KEFIR
Ingredienti:
1 kg di farina tipo 0
200 ml di siero di kefir
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
1 cucchiaino di sale fino
1 cucchiaino di zucchero
10 gr. di bicarbonato di sodio 
Preparazione:
Impastare 800 gr. di farina con il siero di kefir (tenuto precedentemente a temperatura ambiente o scaldato leggermente), il sale, lo zucchero e l'olio. Se occorre aggiungere poca acqua tiepida.
Coprire con un canovaccio umido e riporre in luogo tiepido per tutta la notte.
La mattina seguente sciogliere il bicarbonato in poca acqua ed aggiungerlo all'impasto insieme alla farina rimasta. Aggiungere l'acqua necessaria per ottenere un impasto consistente che non si attacchi alle mani.
Impastare per una decina di minuti, la pasta dovrà diventare soda ed elastica.
Fare una palla, coprirla e metterla a lievitare in luogo tiepido per 2 ore.

Accendere il forno e preriscaldarlo a 220°C. Poi prendere la pasta lievitata e dargli al forma desiderata.
Inserire nel forno un bricco con dell'acqua che avrà lo scopo di mantenere un'umidità costante nel forno così la crosta del pane non verrà troppo dura.
Inserire il pane nel forno, dopo 15 minuti abbassare la temperatura fino a 200°C e proseguire la cottura per altri 30 minuti circa, il tempo di cottura è solo indicativo, in quanto dipende dalla forma data al pane, 45 minuti totali sono il tempo approssimativo per la cottura del filone.
Veggie
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Pubblicato venerdì 20 aprile 2012e aggiornato il

focaccia di Recco (con formaggio di kefir)


FOCACCIA DI RECCO
(con formaggio di kefir)
Ingredienti:
400 gr. farina tipo 0
200 ml acqua tiepida
40 gr. olio extravergine d'oliva
200 gr. formaggio di kefir
50 gr. kefir
sale fino
Preparazione:
La ricetta originale della focaccia di Recco si prepara con il formaggio di Recco oppure con Stracchino o Certosa, noi la faremo con il formaggio di kefir ma chi non avesse a disposizione del kefir e/o del formaggio di kefir potrà usare uno dei formaggi indicati.
Preparare il formaggio togliendolo dal frigorifero ed aggiungerci un po' di kefir per renderlo più scorrevole. Mescolare fino ad ottenere una crema omogenea.
Versare la farina in una ciotola, insieme ad un pizzico di sale (a piacere). Aggiungere l'olio e una parte dell'acqua tiepida. Impastare ed aggiungere altra acqua fino ad ottenere un bel panetto liscio ed omogeneo. Ci vorranno circa 200 ml di acqua, ma possono essere poco più o poco meno, dipende dalla qualità della farina usata. Impastare una decina di minuti per liberare il glutine e favorire una buona lievitazione, tenendo presente che questa focaccia non conterrà lievito.










Riporre in una insalatiera ermetica come le impastatrici della Tupperware, oppure in una vaschetta per alimenti da frigo, oppure in mancanza d'altro avvolgere la pasta nella pellicola.
Lasciare riposare per un'ora a temperatura ambiente.
Trascorso il tempo indicato accendere il forno alla massima temperatura.
Pesare la pasta e dividerla in 2 parti uguali.
Oliare una teglia da pizza abbastanza grande (se usate queste quantità, a ltrimenti fate meno impasto) e con il matterello e aiutandosi con pochissima farina stenderlo in una sfoglia sottilissima.










Rivestire con la sfoglia la teglia oliata e con un cucchiaio distribuire il formaggio in superficie.
Stendere l'altra metà dell'impasto ottenendo una seconda sfoglia sottile e posarla sulla prima.










Chiudere i bordi premendo con le dita e rifilare con un tagliapasta oppure come ho fatto io rigirare un po' di pasta della sfoglia inferiore su quella superiore e chiude re tipo fagotto. Premere bene i bordi.
Con le dita rompere qua e là la superficie così in cottura non si solleverà e si cuocerà meglio.
Terminare con un filo d'olio sulla superficie e salare.
Infornare alla massima temperatura consentita dal forno (+/- 250° C) per 15-20 minuti.
Consumare calda o tiepida, ma se avete fatto un buon impasto sarà morbida e ottima da gustare anche fredda!
Veggie
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FOCACCIA DI RECCO (con formaggio di kefir)
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Pubblicato martedì 17 aprile 2012e aggiornato il

aceto da scarti di frutta da usare come ammorbidente per il bucato

Possiamo fare un buon aceto per le pulizie, da usare in particolare in sostituzione dell'ammorbidente per il bucato, a costo quasi 0, sfruttando le bucce della frutta e la frutta un po' troppo matura che comunque dovrebbe essere buttata.

Vantaggi:
1 - Il primo in assoluto è il costo: direi pressoché inesistente, considerando che per ottenere quasi 2 litri di aceto serviranno solo 60 gr. di zucchero bianco!
2 - Niente più acqua demineralizzata per chi usa la soluzione di acido citrico come ammorbidente, con conseguente risparmio di plastica (e di acido citrico ovviamente).
3 - Niente più aceto per chi usa l'aceto come ammorbidente, con conseguente risparmio di bottiglie di vetro. E' vero che il vetro è riciclabile, ma non dimentichiamo che il nostro obiettivo è quello di arrivare a produrre zero rifiuti, pertanto la prima regola, quando si può evitare, è quella di non produrre i rifiuti, mentre il riciclo viene solo come secondo rimedio.
4 - Meno fatica: le bottiglie hanno un peso che si fa sentire quando si va a fare la spesa!

ACETO DA SCARTI DI FRUTTA
Ingredienti:
500 gr. di scarti di frutta*
60 gr. di zucchero bianco
2 litri di acqua di rubinetto

*Potrete usare frutta ammaccata e/o troppo matura, bucce e torsoli di mele e di pere, buccia di pesche, uva (bucce e semi), la buccia e la parte legnosa dell'ananas e in generale tutta la frutta (compresa la polpa) che per qualche ragione è da scartare.
Si può pensare a questo aceto in occasione della preparazione di confetture e marmellate di frutta, così le bucce (anche torsoli e semi) potranno essere sfruttate anziché buttate.
Non mettete la buccia delle banane, mentre nei 500 gr. totali di frutta da usare per 2 litri di acqua si può mettere qualche scorza di agrumi (limoni, arance e mandarini) per profumare, ma non le bucce di agrumi da sole.
Per un ecologismo estremo si può decidere di recarsi nei mercati della frutta all'ora di chiusura e di raccogliere qualche mela o pera tra tutta la frutta che viene scartata e abbandonata in strada solo perché ammaccata o troppo matura.

Preparazione:
Lavare bene la frutta. Anche se l'aceto che se ne ricaverà verrà utilizzato principalmente per il bucato è meglio rimuovere il più possibile pesticidi e cere di cui le bucce sono spesso cariche.
Tagliare la frutta a pezzi.
Versare l'acqua un vaso di vetro abbastanza capiente (almeno 3 litri, per le quantità usate come esempio nella ricetta), aggiungere lo zucchero e scioglierlo completamente.
Unire la frutta e coprire appoggiando il coperchio sull'imboccatura, ma senza avvitarlo in modo che il liquido possa respirare e i gas della fermentazione uscire liberamente.
Invece del coperchio si può coprire l'imboccatura con un tovagliolo annodato intorno al collo del vaso.
Riporre su un mobile e girare con un cucchiaio almeno una volta al giorno.
Lasciare in macerazione 5 o 6 giorni, fino a quando il liquido diventerà torbido (comunque non oltre una settimana).

















In questo periodo il liquido diventerà via via più torbido e si formerà della schiuma a causa della fermentazione.

















Allo scadere del tempo di macerazione filtrare l'aceto su un colino a maglia e versarlo provvisoriamente in una bottiglia o in un'insalatiera.
Lavare accuratamente il vaso e versarci nuovamente l'aceto ora filtrato.
Anche in questa fase coprire il vaso con il coperchio non avvitato o con un telo di cotone.
Lasciare l'aceto in maturazione per altre 2 settimane, ogni tanto agitare il vaso o girare l'aceto con un cucchiaio.
Trascorse le 2 settimane preparare il contenitore che dovrà contenere l'aceto pronto da usare. Appoggiare un imbuto sull'imboccatura, o come ho fatto io una bottiglia di plastica dell'acqua tagliata e girata al contrario. Appoggiare all'interno dell'imbuto un tovagliolo di cotone piegato in 4.

















Versare l'aceto un po' alla volta con un mestolo e filtrarlo sul tessuto. E' importante non premere il tovagliolo per favorire il passaggio del liquido, ed evitare che le piccole particelle di frutta finiscano nuovamente nell'aceto passando attraverso la trama.
Se durante questa operazione il telo di stoffa si riempisse di residui al punto da non filtrare più, basterà sciacquarlo sotto acqua corrente, strizzarlo bene, piegarlo nuovamente in 4 e riposizionarlo nell'imbuto.
Quando tutto l'aceto sarà stato filtrato, chiudere il contenitore ed utilizzarlo in qualche mese.

Uso:
Quest'aceto ha un pH che si avvicina a quello dell'aceto di vino, ma ha un potere detergente leggermente inferiore.
L'aspetto è sempre un po' torbido, ma questo non influisce sui risultati di pulizia.
Poiché contiene dello zucchero non è adatto per tutte le pulizie. Se usato ad esempio per detergere i pavimenti non è escluso che potrebbe attirare qualche formichina. Il suo impiego pertanto dev'essere limitato principalmente al bucato.
Per il bucato versare 70-100 ml di aceto nella vaschetta dell'ammorbidente e seguire le indicazioni d'uso riportate qui per l'aceto di vino.
L'aceto può essere usato anche per altre piccole pulizie, come la rubinetteria e come detergente in cucina, in particolare per il lavello e per rimuovere il calcare da pentole e bicchieri. Per questo genere di impiego versare l'aceto in uno spruzzino, spruzzarlo sulle superfici da trattare e lasciare agire per il tempo che serve prima di risciacquare.
Nello spruzzino si possono aggiungere 3 o 4 gocce di olio essenziale di limone che conferiranno all'ecto un piacevole profumo.
L'aceto può produrre una posa sul fondo del contenitore, se si agita il flacone tende a miscelarsi al resto del liquido, se la posa diventasse troppo consistente si potrà scegliere di non utilizzare l'ultimo aceto, quello sul fondo del flacone, magari buttatelo nel water e lasciatelo agire come blando anticalcare per tutta la notte.
Veggie
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ACETO DA SCARTI DI FRUTTA DA USARE COME AMMORBIDENTE PER IL BUCATO
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Pubblicato venerdì 13 aprile 2012e aggiornato il

simil-ricotta di capra (con il siero del kefir)

Il siero che rimane dalla produzione quotidiana di kefir e in particolare quello che rimane dalla produzione del buonissimo formaggio spalmabile di kefir può essere usato come caglio per questa simil-ricotta che io ho preparato con latte di capra, ma che si può fare anche con latte vaccino.

SIMIL-RICOTTA DI CAPRA
(con il siero di kefir come caglio)
Ingredienti:
1 litro di latte di capra (meglio se fresco)
300 ml di siero di kefir filtrato
(quello che rimane dal formaggio è l'ideale perché in quantità già sufficiente)
1/2 cucchiaino di sale fino
Preparazione:
Togliere il siero dal frigorifero e misurarne 300 ml in un contenitore graduato.
Preparare un cestello per la ricotta, oppure sistemare un tovagliolo di cotone bianco (che sia stato lavato con sapone naturale, e trattato senza ammorbidente) in un colapasta.
Versare il latte in una pentola, salare e portare ad ebollizione, girare con un cucchiaio affinché non si formi la patina in superficie.
Appena si alza il bollore abbassare il fuoco e versare nel latte, poco alla volta il siero, che è il nostro caglio.
Mescolare senza sospendere e nel frattempo continuare a versare il siero. Versarlo tutto e continuare a mescolare.
Portare di nuovo ad ebollizione e lasciarlo sobbollire per 3-4 minuti calcolati da quando il bollore riprende. In questo tempo si formeranno i fiocchi di latte che diventeranno ricotta.
Spegnere il fornello e portare la pentola vicino al lavandino.
Con un mestolo forato prelevare i fiocchi e metterli nel cestello, che nel frattempo avrete messo in un'insalatiera (così eventualmente si potrà recuperare qualche fiocco che dovesse uscire dal cestello).
Rimuovere il cestello dall'insalatiera e posarlo sul piano del lavandino in modo che la ricotta possa perdere il liquido in eccesso e rassodarsi.
Dopo qualche ora trasferire la ricotta su un piatto e conservare in frigorifero.
Veggie
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SIMIL-RICOTTA DI CAPRA (con il siero del kefir)

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Pubblicato martedì 10 aprile 2012e aggiornato il

deodorante in crema

...l'alternativa al deodorante stick, soprattutto quando non si riescono a trovare dei contenitori appropriati in cui versarlo.
Il deodorante in crema si applica facilmente, è pratico da portare anche in viaggio, riempiendo un piccolo vasetto si può tenere in borsetta o nell'astuccio dei trucchi.

DEODORANTE IN CREMA
Ingredienti:
30 gr. olio di vinacciolo oppure di girasole
20 gr. idrolato di rosmarino, hamamelis o camomilla (oppure semplice acqua distillata)
10 gr. glicerina vegetale
5 gr. cera d'api
2 gr. allume di rocca in polvere
0,5 gr. bicarbonato di sodio
10 gocce tintura madre di camomilla (oppure lavanda, salvia o rosmarino)
5 gocce tintura idroalcolica di propoli
5 gocce olio ess. bergamotto
5 gocce olio ess. limone
5 gocce olio ess. rosmarino
3 gocce olio ess. salvia
3 gocce olio ess. tea tree
Preparazione:
Pesare scrupolosamente l'allume di rocca e metterlo in un piccolo pentolino insieme all'idrolato o all'acqua distillata. Girare con un cucchiaino per sciogliere bene l'allume di rocca. Per velocizzare l'operazione si può mettere il pentolino a bagnomaria in acqua calda per il tempo che serve.
In alternativa all'allume di rocca in polvere che si può acquistare presso i rivenditori di sostanze chimiche, oppure nei negozi online specializzati in ingredienti per cosmetica, si può prendere il panetto di allume di rocca (anche detto allume di potassio o cristallo di potassio) in vendita in tutte le farmacie al prezzo di 2-3 euro che viene normalmente utilizzato come emostatico in caso di ferite da rasatura.
Con una normale grattugia si può grattugiare la quantità che serve ed utilizzare come l'altro.
Quando l'allume sarà completamente disciolto nell'acqua e dopo averlo rimosso dal bagnomaria, quando sarà tiepido non bollente, aggiungere il bicarbonato (anch'esso pesato bene perché un eccesso alzerebbe troppo il pH finale del deodorante) e non appena la sua reazione frizzante sarà terminata aggiungere anche la glicerina, mescolare e tenere da parte.
In un secondo pentolino versare gli oli e la cera d'api. Mettere il pentolino a bagnomaria e lasciare che la cera si sciolga. Scaldare di nuovo, ma poco anche il pentolino con i liquidi acquosi.
Quando oli e acque saranno appena tiepidi rimuovere dai fornelli, aggiungere agli oli le gocce di propoli e di tintura madre, poi versare la parte acquosa negli oli.
Con un piccolo mixer per schiuma-caffè frullare il deodorante fino ad ottenere una crema morbida e liscia. Se avete miscelato i due preparati da tiepidi e non quando erano bollenti, ci vorrà davvero poco per ottenere una bella emulsione cremosa. Infine aggiungere gli oli essenziali e miscelare bene.
Versare il deodorante in uno o più vasetti e conservare in luogo fresco, lontano da fonti di calore.
Uso:
Detergere bene le ascelle ed applicare in piccolissima quantità.
Per una maggiore efficacia cercare di tenere le ascelle sempre depilate, i peli sono facilmente attaccabili dai batteri pertanto contribuiscono a generare cattivi odori.
NON APPLICARE IL DEODORANTE SOTTO LE ASCELLE SENZA AVERLE PRIMA LAVATE! ...oppure non vi lamentate che il deo non funziona
Veggie
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Pubblicato giovedì 5 aprile 2012e aggiornato il

panzerottini di pasta acida con marmellata

Un'altra gustosa ricetta per utilizzare la pasta acida di troppo che avanza dal rinfresco del lievito.... buonissimi!

PANZEROTTINI DI PASTA ACIDA CON MARMELLATA
Ingredienti:
pasta acida avanzata dal rinfresco
farina tipo 0
una puntina di bicarbonato
marmellata di mele (o altra a piacere)
olio per friggere
zucchero
Preparazione:
Rinfrescare il lievito come si fa di solito. Dopo qualche ora riporre in fgorifero la quantità di lievito che servirà per le successive panificazioni. Versare il resto del lievito in una ciotola.
Aggiungere un pizzico di bicarbonato, che reagendo con l'acidità del lievito procurerà un'abbondante lievitazione.
Dato che il lievito è molto liquido aggiungere farina sufficiente ad ottenere un panetto di pasta abbastanza consistente e che non appiccichi.
Preparare una padella con olio per friggere, in un piatto versare dello zucchero, servirà al termine della cottura.
Dividere la pasta in 2 parti uguali.












Con il mattarello stendere una metà sul piano da lavoro.
Con l'aiuto di un bicchiere tracciare tutti cerchi nella pasta.
Aggiungere mezzo cucchiaino di marmellata all'interno dei panzerotti, poi chiuderli cercando di non far uscire la marmellata, poi pressare i bordi. Dovranno sembrare mezze lune.
Friggere in abbondante olio e dopo aver scolato i panzerotti dall'eccesso di olio passarli nello zucchero preparato all'inizio del procedimento.
Veggie
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Pubblicato lunedì 2 aprile 2012e aggiornato il

ciambellone di recupero senza lievito chimico

Ho chiamato così questo ciambellone perché ha 2 caratteristiche principali: contiene sostanze recuperate da precedenti preparazioni ed è lievitato in modo insolito.
Non contiene lievito chimico, non contiene lievito di birra né cremortartaro, non contiene pasta acida. La lievitazione avviene in modo naturale per mezzo dell'anidride carbonica che si sviluppa quando si mettono insieme una sostanza acida e una basica, in questo caso bicarbonato di sodio e siero di kefir (anch'esso recuperato della preparazione del kefir).

CIAMBELLONE DI RECUPERO SENZA LIEVITO CHIMICO
Ingredienti:
400 gr. di farina tipo 0
200 gr. di zucchero di canna o bianco (oppure metà e metà)
100 gr. di polpa di mandorle (recuperata dalla preparazione del latte di mandorle)
100 gr. polpa di cocco (recuperata dalla preparazione del liquore al cocco)
1/2 bicchiere di olio extravergine d'oliva
2 uova
2 cucchiai di Alchermes vegan
200 ml siero di kefir (recuperato dalla preparazione del kefir o del formaggio di kefir)
10 gr. bicarbonato di sodio (alimentare)
poco zucchero a velo
Preparazione:
Come prima operazione è necessario scongelare la polpa di mandorle e quella di cocco. Metterle in un frullatore e frullarle grossolanamente. Se non avete polpe da recuperare potrete usare delle mandorle tritate e della farina di cocco già pronta.
Oliare il fondo e le pareti di una tortiera con il buco del diametro di cm. 25-26
Accendere il forno e preriscaldarlo portandolo alla temperatura di 200 °C.
In una terrina miscelare 100 gr. di farina con il bicarbonato di sodio e mettere da una parte per l'ultima fase di lavorazione.
Rompere le uova in una capiente insalatiera e batterle insieme allo zucchero. Quando saranno spumose aggiungere l'Alchermes e l'olio e battere ancora per miscelarli bene al composto.
Aggiungere il siero di kefir, girare ancora poi aggiungere 300 gr. di farina.












E' importante non unire subito il siero al bicarbonato per non innescare la reazione con troppo anticipo. Per questo genere di lievitazione la parte acida poiché è liquida si metterà nei liquidi, mentre la parte basica che è in polvere si metterà in una polvere (in questo caso l'abbiamo messa in un po' di farina), i due composti verranno miscelati come ultima operazione prima di mettere il dolce in forno.
Versare le polpe di cocco e di mandorle nell'impasto e dopo averle distribuite uniformemente aggiungere la farina miscelata al bicarbonato messa da parte all'inizio della preparazione.
Girare bene e versare nella tortiera, battere bene il composto per livellarlo.











Mettere nel forno già caldo, dopo i primi 20 minuti abbassare la temperatura fino a 180 °C.
Cuocere per un totale di 35-40 minuti evitando di aprire il forno nei primi 25 minuti per non compromettere la lievitazione.
Sformare il ciambellone solo quando ormai tiepido e metterlo in un piatto. Spolverare di zucchero a velo una volta che sarà completamente freddo.
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CIAMBELLONE DI RECUPERO SENZA LIEVITO CHIMICO

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