Pubblicato giovedì 31 marzo 2011e aggiornato il

uova al tè verde "marmorizzate"

Siamo in periodo pasquale, anche se questa ricetta non c'entra affatto con le nostre festività visto che si tratta di un piatto cinese, possiamo preparare comunque queste uova strasode a Pasquetta quando per tradizione si mangiano uova sode oppure in un altro momento come secondo piatto.

UOVA AL TE' VERDE "MARMORIZZATE"
Ingredienti:
6 uova (possibilmente biologiche)
3 stelle di anice stellato
2 cucchiaini di tè verde
qualche chiodo di garofano
qualche grano di pepe nero
1 tazzina di salsa di soia

Preparazione:
Lessare le uova, ma cuocerle per soli 8 minuti, l'interno deve rimanere morbido.
Scolarle dall'acqua e con un cucchiaino battere i gusci fino a frantumarli un po', ma senza romperli completamente e senza sgusciare le uova, come da foto.
Trasferire le uova in un pentolino e ricoprirle di acqua. Aggiungere tutti gli ingredienti e portare sul fuoco.
Far bollire dolcemente per un'ora.
Scolarle dall'acqua e lasciarle raffreddare qualche minuto. Sgusciarle e servire.
Veggie
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UOVA AL TE' VERDE "MARMORIZZATE"
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Pubblicato lunedì 28 marzo 2011e aggiornato il

dopobarba all'acqua di hamamelis

Un dopobarba classico leggermente alcolico, poco alcool sufficiente a garantire una buona conservazione del prodotto fino ad esaurimento della bottiglia.

DOPOBARBA ALL’ACQUA DI HAMAMELIS
(per un flacone da 100ml)
Ingredienti:

40 ml acqua di amamelide (oppure altre acque floreali o semplice acqua distillata)
10 ml alcool etilico 95°
1 cucchiaino glicerina vegetale (facoltativo) (per pelli secche)
1 cucchiaino aceto di mele
40 gocce oli essenziali
acqua distillata fino a 100 ml
1 goccia colorante alimentare giallo o verde (facoltativo)
Preparazione:

In un flacone da 100 ml meglio se di vetro, versare l’alcool. Mettere gli oli essenziali ed agitare per scioglierli. Aggiungere prima l’acqua di amamelide, l'aceto di mele e a seguire la glicerina, se si è scelto di metterla, in caso di pelli secche.
Riempire il flacone con acqua distillata.
Se piace si può mettere una goccia di colorante alimentare giallo o verde.
Uso:

Agitare il prodotto prima dell'uso, perché la quantità di alcol che contiene è insufficiente a solubilizzare completamente gli oli essenziali che contiene.
Tamponare sul viso dopo la rasatura.
Combinazioni di oli essenziali adatte per un dopobarba:
Provate queste deliziose combinazioni, la prima ha il classico profumo di acqua di colonia, anche le altre 2 sono gradevoli.

20 gocce olio ess. limone
12 gocce olio ess. bergamotto
8 gocce olio ess. rosmarino

*************************

18 gocce olio ess. bergamotto
10 gocce olio ess. limone
8 gocce olio ess. petitgrain
3 gocce olio ess. rosmarino
2 gocce olio ess. neroli

*************************

16 gocce o.e. menta
8 gocce o.e. limone o sandalo
8 gocce o.e. lavanda

Veggie
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Pubblicato venerdì 25 marzo 2011e aggiornato il

meringhe classiche alla francese

Le meringhe alla francese sono le meringhe classiche che si comprano in pasticceria.
Ne riporto la ricetta perché nella preparazione di molti dolci si utilizzano solo i tuorli delle uova, come nel caso della Colomba a lievitazione naturale.
Buttare un discreto numero di albumi avanzati è davvero un peccato, soprattutto quando ne possiamo ricavare questi deliziosi dolci che possono essere anche farciti e usati come basi di torte e di altre preparazioni che tanto piacciono ai bambini.

MERINGHE CLASSICHE ALLA FRANCESE
Ingredienti:
100 gr. di albumi
200 gr. di zucchero semolato
1/2 cucchiaino cremortartaro oppure 1 cucchiaino di succo di limone oppure 1/2 cucchiaino aceto bianco
Preparazione:
Le cose più importanti da ricordare sulla preparazione delle meringhe sono sostanzialmente 3:
1 - è preferibile usare gli albumi a temperatura ambiente
2 - per una perfetta montatura gli albumi non devono contenere tracce di proteine, quindi attenzione a non incorporare anche piccole quantità di tuorli e a non utilizzare contenitori in plastica che possano aver assorbito del grasso
3 - ci sono teorie contrastanti, ma io sono dell'idea che il sale è anch'esso un nemico della perfetta montatura delle meringhe, quindi evitatelo.
Pesare gli albumi, per ogni 100 gr. calcolare le quantità degli altri ingredienti mantenendo il giusto rapporto. Mettere gli albumi in una ciotola di plastica perfettamente pulita.
Per favorire l'inglobazione di aria mettere la ciotola con gli albumi a bagno in un altro contenitore contenente acqua molto calda ( non bollente e non sul fornello acceso!), lasciarli appena stemperare per un paio di minuti, poi iniziare a sbattere con uno sbattitore elettrico a 2 fruste a bassa/media velocità.
Sbattere gli albumi da soli senza zucchero per 5 minuti mantenendo la ciotola nell'acqua calda.
Togliere dal bagno e incorporare tutto lo zucchero e il cremortartaro.
Riprendere a frullare alternando a pochi minuti di pausa per far riposare lo sbattitore.
Via via che aumenta la consistenza delle meringhe aumentare la velocità.
Sbattere, sbattere, sbattere...se serve anche mezz'ora. L'impasto dovrà diventare consistente al punto che lo sbattitore incontri molta resistenza., girando la ciotola non dovrà scivolare, ma rimanere aderente alle pareti del contenitore. Sarà pronto quando togliendo le fruste rimane una traccia ben visibile sulla superficie.
Foderare una o 2 teglie con carta-forno. Per formare le meringhe si può utilizzare una sacca da dolci, ma se non vi va di sporcare tutto potete usare un cucchiaio come ho fatto io e versare l'impasto cercando di dargli una forma regolare.
Accendere il forno a temperatura inferiore ai 100°C, 70°C/80°C a parer mio è la temperatura ideale, perché le meringhe dovranno asciugarsi e non cuocere. Dovranno rimanere bianche e non colorirsi. Lasciare lo sportello del forno leggermente aperto per permettere all'acqua di liberarsi ed uscire.
Tenere in forno per 3 ore se le meringhe piacciono un po' morbide all'interno, oppure 4 ore se piacciono ben asciutte, se servisse proseguire l'asciugatura di altri 30 minuti.
Lasciarle raffreddare e riporle in una scatola per biscotti. Si conserveranno per molti giorni.
Veggie
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MERINGHE CLASSICHE ALLA FRANCESE
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Pubblicato mercoledì 23 marzo 2011e aggiornato il

pasta di Hoffmann

Ho già parlato di questa pasta miracolosa nel sito Pannolini Lavabili dove potete trovare l'articolo completo.
Voglio riportare anche qui la ricetta, perché la Pasta di Hoffmann può essere utile anche in occasioni diverse dal cambio del pannolino dei piccoli, ad esempio nella prevenzione e nel trattamento delle piaghe da decupito.

Chi non ha mai sentito parlare della “pasta di Hoffmann” avrà senz’altro sentito parlare della famosa “Pasta di Fissan”. La Pasta di Hoffmann è l’equivalente in forma naturale di tutte quelle creme che si utilizzano al cambio del pannolino.

Si tratta di un farmaco galenico costituito dal 50% di ossido di zinco. Viene usata per combattere dermatiti o semplici irritazioni della pelle causate dalla permanenza del sederino in ambiente umido. L’ossido di zinco forma una barriera contro l’umidità e in associazione all’olio d’oliva nasce un prodotto dalla spiccata azione antinfiammatoria, tanto da risultare efficace anche nella prevenzione e nella cura delle piaghe da decubito.
Da una breve ricerca su internet ho scoperto che i prodotti più usati oggi dalle mamme sono:
MUSTELA cambio pannolino (ossido di zinco al 10%)
PASTA DI FISSAN (ossido di zinco al 15%)
BABYGELLA pasta protettiva (ossido di zinco al 10%)
PASTA DI HOFFMANN SELLA (ossido di zinco al 52%)
AVENE PEDIATRIL pasta all’acqua di avena (ossido di zinco al 20%)
NOALL bimbi (ossido di zinco al 12%)
WELEDA baby crema protettiva alla calendula (perc. non specificata di ossido di zinco)
A-DERMA ERYASE crema al latte (ossido di zinco al 10%)
IDIPAST IDI (perc. abbastanza elevata, non so di preciso però)
MILSANA pasta (ossido di zinco al 50%)

Alcune sono davvero da bocciare. Accantonando per un momento la percentuale di ossido di zinco che contengono, il resto è per la maggiore costituito da oli minerali (derivati dal petrolio), senza neanche un filo di un olio vegetale o solo in piccolissime percentuali in fondo alla lista degli ingredienti. Parliamo di Pasta di Fissan, Babygella, Mustela, A-Derma Eryase, NoAll bimbi. Tutte contengono conservanti, profumi sintetici e tanto altro che non sto qui a raccontare.
Le migliori si sono rivelate in ordine d’importanza la Pasta di Hoffmann Sella, Weleda baby crema protettiva , Milsana pasta, Idipast IDI.
Se proprio dovete acquistare consiglio di prenderne una tra queste. Esiste però un’alternativa all’acquisto. Possiamo farci da soli la nostra Pasta di Hoffmann. Semplicissima da preparare e non richiede altro che olio extravergine d’oliva e ossido di zinco. Nessun conservante da aggiungere, nessun emulsionante, nessun profumo sintetico, nessun colorante. Solo quello che ho menzionato.
Procediamo.
Procurarsi dell’ossido di zinco non sarà difficile, è sufficiente andare dal farmacista di fiducia e se ne è sprovvisto al momento, sarà senz’altro disposto a procurvene una certa quantità ordinandolo. Si presenta come una polvere bianca un po’ grassa al tatto. Per iniziare potete prenderne anche soli 100 grammi (non ricordo quanto costa ma sicuramente a conti fatti si risparmia oltre il 50% dei prodotti acquistati).

PASTA DI HOFFMANN
Ingredienti:
50 gr. di ossido di zinco
50 gr. olio extravergine d'oliva (circa)
Preparazione:
Mettere in un vasetto l’ossido di zinco. Aggiungere l’olio un po’ alla volta e girare fino ad ottenere una crema omogenea. La quantità di olio necessaria dipende dalla consistenza che si desidera ottenere. Se si preferisce una crema più morbida e spalmabile si può aggiungere più olio, al contrario se si vuole un prodotto denso se ne mette di meno. Riporre la pasta ottenuta in un vasetto opaco.
Con il tempo potrebbe affiorare dell’olio in superficie. Succede quando non se ne fa uso per lungo tempo. Se ciò dovesse accadere è sufficiente girare il prodotto con un cucchiaio pulito.
Una parte dell’olio d’oliva può essere sostituito da un oleolito di calendula, se fatto in modo casalingo in olio d’oliva, un’altra parte può essere sostituita con dell’olio di mandorle dolci. In questo caso conviene mettere prima 10gr./15gr. di olio di mandorle e successivamente aggiungere l’olio EVO fino ad ottenere la consistenza desiderata.
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Pubblicato lunedì 21 marzo 2011e aggiornato il

colomba a lievitazione naturale

Con la pasta acida preparata seguendo le indicazioni riportate nell'articolo pane - preparazione del lievito naturale è possibile fare la Colomba pasquale.
Il lievito naturale rende questo dolce molto digeribile e gli conferisce un sapore davvero strepitoso.
Il procedimento è un po' lungo e laborioso, ma il risultato ripagherà appieno la fatica impiegata.
Dato che il procedimento è lungo la ricetta è calcolata per ottenere 2 colombe del peso di circa kg 1,300 ciascuna. Con un forno di medie dimensioni si possono mettere a cuocere contemporaneamente.
E' indispensabile procurarsi gli stampi in carta per colombe.

COLOMBA A LIEVITAZIONE NATURALE
Ingredienti:
(per 2 colombe da kg 1,300/1,400 ciascuna)
350 gr. pasta acida
1,300/1,400 kg di farina tipo 0
300 gr. burro
350/380 gr. zucchero
9 uova
100 ml latte
2 limoni (scorza)
300 gr. scorza di arancia candita
60/80 gr. mandorle dolci sgusciate
50 gr. granella di zucchero
1 cucchiaino sale fino
Preparazione:
Per avere un lievito più attivo è preferibile togliere la pasta acida dal frigorifero qualche giorno prima di procedere e fare 2 rinfreschi a distanza di 48 ore uno dall'altro senza rimettere il lievito nel frigorifero.
Fare l'ultimo rinfresco dopo pranzo, nelle prime ore del pomeriggio.
La sera pesare 350 gr. di pasta acida e impastarla con 350 gr. di farina tipo 0, 2 cucchiaini di zucchero e poca acqua (+/- 100ml) sufficiente ad ottenere un panetto abbastanza consistente.
Metterlo in un'ampia insalatiera, coperto con un canovaccio (bagnato in acqua calda e strizzato) a lievitare per tutta la notte. Per una buona lievitazione scaldare il forno per un minuto a 50°C, spegnere e lasciare la pasta a lievitare nel forno appena tiepido.
La mattina seguente la pasta sarà molto lievitata, ma prima di prenderla preparare un secondo panetto.
Sbattere 8 tuorli con 330 gr. di zucchero fino a quando lo zucchero non si sentirà più scricchiolare sotto la frusta e i tuorli saranno diventati chiari e spumosi.
Sciogliere 250 gr. di burro in un pentolino a fuoco moderato, quando è quasi sciolto spegnere il fornello. Il burro caldo non si può versare sui rossi d'uovo perché cuocerebbero. Per abbassare la temperatura del burro versarci sopra il latte freddo e girare.
Aggiungere ai tuorli con lo zucchero la scorza grattugiata di 2 limoni e 1 cucchiaino di sale fino.
Quando il burro e il latte saranno appena tiepidi aggiungerli all'impasto.
Girare tutti gli ingredienti e unire la farina. L'impasto dovrà essere abbastanza consistente (simile a quello per la crostata) come quello dell'immagine, ci vorranno circa 800/900 gr. di farina. Lasciarlo riposare 10 minuti.
A questo punto arriva l'operazione più antipatica di tutto il procedimento: unire i 2 impasti.
Prendere il panetto appena fatto e metterlo nell'insalatiera con la pasta lievitata. Impastare con le mani delicatamente fino a quando il nuovo impasto non sarà omogeneo, ci vorranno circa 20 minuti.
Coprire e lasciare lievitare nel forno (spento) per 3 0 4 ore. Nel frattempo togliere dal frigorifero i 50 gr. di burro rimasto e lasciarlo ammorbidire a temperatura ambiente.
Riprendere la pasta, inglobare il burro morbido e 300 gr. di scorze di arancia candite. Quando l'impasto sarà uniforme pesarlo e dividerlo in 2 parti uguali (per le 2 colombe).
Dividere ogni parte in altrettante parti uguali. A questo punto si avranno 4 parti di peso analogo.
Prendere i 2 stampi, per ogni colomba bisognerà allungare 2 panetti e farne 2 rotoli. Il primo andrà posizionato orizzontalmente per le ali, il secondo dovrà essere posizionato sul primo e formare il corpo. Abbassare con la mano un po' la pasta nel centro. Guardare l'immagine per capire meglio come vanno posizionati i 2 rotoli che andranno a formare ogni colomba.
Accendere il forno a 50°C per 1 minuto, poi spegnere e mettere i 2 stampi (senza coprire) nel forno stemperato a lievitare per altre 3 o 4 ore.
Quando la pasta sarà cresciuta come da immagine, togliere gli stampi dal forno ed accenderlo portando la temperatura a 200°C.
Nel frattempo che il forno scalda, in una terrina sbattere un uovo con la forchetta.
Con un pennello distribuirlo abbondantemente sulle colombe cercando di non premere troppo e di non smontarle. Distribuire qua e la le mandorle e spargere tutta la superficie con granella di zucchero.
Mettere in forno e coprire la superficie da subito con un foglio di carta da forno. Dopo i primi 15 minuti abbassare la temperatura e portarla a circa 180°C.
Tempo di cottura totale: circa 50 minuti.
Controllare la superficie negli ultimi 10 minuti, se si presentasse troppo chiara rimuovere la carta e terminare la cottura.
Sfornare e lasciare raffreddare completamente, meglio su una gratella, coprendo solo con un canovaccio.Consumare non prima che siano trascorse 24 ore.
La pasta a lievitazione naturale è morbida ma tende ad indurire presto, non c'è l'aiuto del lievito di birra, ne tantomeno quello del lievito chimico, quindi non preparare la colomba con troppo anticipo rispetto alla Pasqua, se non si riesce a consumarla entro 2 o 3 giorni consiglio di tagliarla a fette e congelarla.

Dalla realizzazione di questa ricetta avanzano molti albumi, non buttateli, utilizzateli per la preparazione di qualche dolce tra i quali le meringhe alla francese.
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Pubblicato sabato 19 marzo 2011e aggiornato il

sapone alle 5 spezie

Questo è l'ultimo sapone che ho fatto prima di cambiare casa. Anche lui ha dovuto subire il trasloco, ma dal profumo delizioso che emana si direbbe che non abbia riportato conseguenze.
Cannella, zenzero, cardamomo, coriandolo e curcuma, queste sono le note che si avvertono appena si apre la scatola di cartone in cui è riposto.
Lo lascerò stagionare ancora un po', sarà incantevole per il bagno...
Veggie
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SAPONE ALLE 5 SPEZIE
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Pubblicato mercoledì 16 marzo 2011e aggiornato il

usare al meglio saponi-shampoo per lavare i capelli


Molti di noi che producono saponi naturali prima o poi desiderano abbandonare l'uso dello shampoo tradizionale per passare ad uno shampoo solido completamente naturale.
La cosa più importante da sapere riguarda il pH del sapone.
E' un pH basico, non certo quello che occorre per testa e capelli che invece hanno un pH tendenzialmente acido. Per questa ragione al lavaggio con sapone dovrà sempre fare seguito un risciacquo all'aceto, che avrà lo scopo di regolare il pH e riportarlo a valori normalmente acidi.
Il risciacquo all'aceto è utile anche per altre ragioni, non meno importante quella di eliminare dal capello i residui di sapone che tendono ad attaccarsi in tutta la lunghezza.
Se si vive in zone dove l'acqua è più dolce si può sostituire il risciacquo all'aceto con un risciacquo acido all'acido citrico. Si prepara una soluzione come spiegato qui e se ne mette 1 cucchiaio in una brocca d'acqua. Si usa come descritto per il risciacquo all'aceto.

Come usare lo shampoo solido
Organizzarsi con una brocca di plastica tipo quelle graduate da 1 litro come questa nella foto.
Bagnare i capelli e riempire a metà la brocca con acqua calda.
Immergerci lo shampoo-sapone per un minuto più o meno, così si ammorbidirà un po' in superficie.
Passarlo sui capelli ripetutamente immergendolo più volte nell'acqua della brocca, così i capelli si bagneranno e insaponeranno nello stesso momento.
Massaggiare, lavorando con il sapone bagnato e l'acqua calda della brocca si riuscirà a produrre un'ottima schiuma e il sapone non rimarrà attaccato sui capelli formando quella bavetta tipica che in genere soprattutto nei saponi all'olio d'oliva si tende a produrre.
Rimuovere il sapone dall'acqua e versare l'acqua rimasta ormai saponata sulla testa, massaggiare ancora un po' e sciacquare.
Ripetere un secondo shampoo.
Al termine, dopo aver sciacquato capelli e brocca, passare al risciacquo acido scelto preparando nella brocca un dito di aceto o un cucchiaio di soluzione di acido citrico e riempire a metà con acqua calda.
Versare la soluzione sui capelli e lasciarla agire per 1 o 2 minuti.
Nel frattempo sciogliere i capelli con un pettine.
Sciacquare un'ultima volta e asciugare.

Considerazioni sull'uso del sapone-shampoo
Quando si iniziano ad usare saponi-shampoo dopo aver usato per anni shampoo e balsami commerciali ricchi di siliconi, il risultato iniziale potrebbe risultare un po' deludente. Questo avviene perché il sapone si scontra con le sostanze chimiche di cui è impregnato il capello, al quale occorreranno circa 1 o 2 mesi prima che si ripulisca del tutto dai residui chimici accumulati per anni.
A volte sembra che il capello sia eccessivamente pesante, altre troppo secco, altre ancora un po' unto. Sono tutte possibili reazioni da non attribuire al tipo di sapone-shampoo usato.
Se si è certi di aver fatto un buon sapone, ma non si è soddisfatti dei lavaggi non può essere utile cambiare tipo proprio in questa fase di adattamento.
Trascorso un mese o 2 di preparazione del capello si potrà allora valutare il tipo di shampoo più adatto per se stessi.
Una volta che si è iniziato ad usare saponi-shampoo sconsiglio di continuare con lavaggi misti, eseguiti cioè alternando sapone a shampoo chimici, altrimenti non se ne uscirà più, perché ogni volta che si utilizza uno shampoo industriale (o un balsamo per capelli) si lascia una nuova patina di petrolio sui capelli e il periodo di adattamento si allungherà. Si potrà invece alternare l'uso del sapone a lavaggi con sostanze naturali come polveri e farine di legumi, ghassoul, shampoo alla radice di saponaria comunque prodotti naturali privi di tensioattivi, sequestranti, coloranti, conservanti ecc..
Veggie
Per approfondimenti sulla preparazione e sull'uso dei saponi-shampoo solidi potete consultare il mio libro SAPONI E SHAMPOO SOLIDI, NATURALI, FATTI IN CASA
Saponi e Shampoo Solidi, Naturali, Fatti in Casa Voto medio su 19 recensioni: Da non perdere
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Pubblicato lunedì 14 marzo 2011e aggiornato il

parmigiano vegan

Non sono vegan, anche se un giorno spero di riuscire a diventarlo, ma solo vegetariana. Questa versione di parmigiano vegetale però mi piace molto, perché oltre ad avere un sapore gradevolissimo è ricco di vitamine, minerali e grassi buoni, quindi ne consiglio l'uso anche a chi non è veg, ma vuole evitare i grassi del formaggio, magari anche solo per problemi di colesterolo.
Esistono tante versioni di questa ricetta, questa è una mia ricca interpretazione.

PARMIGIANO VEGAN
Ingredienti:
3 cucchiai semi di girasole
3 cucchiai semi di lino
2 cucchiai semi di sesamo
3 cucchiai mandorle dolci
3 cucchiai lievito in scaglie
1 cucchiaino semi di senape gialla
1/2 cucchiaino sale marino integrale
Preparazione:
Mettere i semi di sesamo, di girasole e di senape gialla in un padellino antiaderente. Accendere e farli tostare dolcemente girandoli spesso, senza bruciarli. Devono solo tostare un po' per sprigionare tutto l'aroma che hanno, ma non devono cuocere.
Aspettare che si raffreddino poi macinarli in un macinacaffè insieme a tutti gli altri ingredienti.
Man mano che si macina il preparato versarlo in una terrina provvisoria. Girarlo bene con un cucchiaio per una buona distribuzione di tutti gli ingredienti.
Riporlo in un barattolo e conservare in frigorifero.
Uso:
Sulla pasta in sostituzione del parmigiano, ma anche come condimento per verdure e tofu.
Come insaporitore di panature aggiungerne un cucchiaio o più al pane grattugiato.
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Pubblicato sabato 12 marzo 2011e aggiornato il

albicocco in fiore dal balcone di casa

Ecco cosa vedo da casa mia!
Il trasloco è agli sgoccioli, ho solo una cinquantina di scatole e pacchi da smaltire in giro per casa, ma il peggio è passato...
Riprendo pian pianino a scrivere e quale miglior inizio che condividere con voi questo meraviglioso albero di albicocco che vedo dalla finestra della nuova casa?
E' immenso, abito al primo piano e i rami arrivano fin quasi dentro casa, i primi fiori stanno iniziando giusto in questi giorni a sbocciare, ho fatto appena in tempo a trasferirmi, vedrò tutta la fioritura.
Sento che questa casa sarà portatrice di benessere psicofisico, l'entrata della palazzina è ben curata, appena si supera il cancello c'è una fontana che proprio ieri è stata messa in funzione e ora sento l'acqua zimpillare. Ogni tanto sento ululare i bellissimi cani dei giardini nei dintorni. Nelle aiuole ci sono camelie, ortensie, rose e c'è un pergolato di kiwi che tra poco si riempirà di foglie.
Insomma i proprietari tengono tutto alla perfezione, tutto è in armonia. Albicocco, fiori, frutti e fontane... senza saperlo hanno messo in pratica l'arte del Feng Shui, è per questo che mi sento così bene qui.
Veggie
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ALBICOCCO IN FIORE DAL BALCONE DI CASA

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