Pubblicato giovedì 29 settembre 2011e aggiornato il

hamburger di lenticchie e cereali (vegan)

HAMBURGER DI LENTICCHIE E CEREALI (VEGAN)
(per 12 hamburger grandi)
Ingredienti:
150 gr. lenticchie secche
150 gr. riso integrale
80 gr. avena decorticata
2 cucchiaini dado vegetale
2 carote
2 cucchiai farina di ceci oppure di soia
1 cipolla
1 cucchiaino aglio in polvere
pangrattato
sale - olio
Preparazione:
Mettere a bagno in acqua lenticchie e avena per qualche ora.
Scolarli dall'acqua e versarli in una pentola, aggiungere il riso, le carote tagliate a pezzetti e il dado vegetale in sostituzione totale o parziale del sale. Coprire con 1,5 litri di acqua e portare ad ebollizione.
Far cuocere a fuoco dolce per 1 ora a pentola scoperta, si dovrà assorbire quasi tutta l'acqua.
Girare spesso facendo attenzione a non fare attaccare il risotto sul fondo della pentola.
Dieci minuti prima di spegnere aggiungere la farina di ceci, servirà come legante, ma per chi volesse ottenere un hamburger più sodo potrà sostituirla con un uovo, da mettere in una fase successiva, non ora a caldo. Dopo aver messo la farina continuare a girare fino a fine cottura.
Trascorso il tempo indicato l'acqua sarà in parte evaporata e in parte sarà stata assorbita dai cereali e dalle lenticchie. Spegnere e coprire.
Lasciare raffreddare completamente e mettere in frigoriforo perché si possa rapprendere.
Il giorno dopo riprendere l'impasto, tagliare a pezzettini la cipolla e aamalgamarla con il resto insieme all'aglio. A questo punto si può mettere l'uovo (se si vuole).
Aggiungere al composto pangrattato sufficiente per ottenere un impasto più duro, che sia più facilmente lavorabile per preparare gli hamburger senza che rimangano troppo appiccicosi.
Ungere la superficie degli hamburger con olio e cuocerli sulla piastra bollente.
Gli hamburger si possono congelare, metterli distesi su un vassoio separando i 2 strati con carta forno, poi metterli in freezer e quando saranno perfettamente congelati riporli in un sacchetto da freezer.
Veggie
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HAMBURGER DI LENTICCHIE E CEREALI
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Pubblicato lunedì 26 settembre 2011e aggiornato il

pasta pulitutto con Marsiglia e bicarbonato

Dopo la PASTA AL BICARBONATO PULITUTTO preparata con il sapone ALGA che trovate nell'articolo sapone Alga - altri usi che può sostituire molti detergenti non altrettanto ecologici, passiamo alla realizzazione di una pasta al bicarbonato preparata con sapone di Marsiglia. Ha 2 vantaggi, il primo è che è il sapone di Marsiglia è di più facile reperibilità, il secondo è che la pasta non tende ad indurire con il passare del tempo come avviene invece con quella preparata con sapone Alga.
Consiglio di prepararla con il Marsiglia per bucato Ecor o con un altro Marsiglia di qualità (leggete attentamente l'INCI prima di acquistare).
Questa ricetta va preparata solo con sapone industriale, non è studiata per saponi autoprodotti.

PASTA PULITUTTO CON MARSIGLIA E BICARBONATO
Ingredienti:
100 gr. sapone di Marsiglia da bucato Ecor
1 litro acqua di rubinetto
500 gr. bicarbonato di sodio
100 gr. soda Solvay
10 ml detersivo per i piatti comune
4 ml olio ess. lime o limone (oppure 2 ml di lime e 2 ml di limone)
Preparazione:
Grattugiare grossolanamente il sapone e metterlo in una pentola insieme ad 1 litro di acqua.
Coprire e lasciare a bagno in acqua fredda per qualche ora, questo consentirà al sapone di ammorbidirsi e di sciogliersi più tardi con più facilità.











Dopo 3 o 4 ore mettere la pentola sul fornello, girare con un cucchiaio e portare ad ebollizione. Spegnere appena accenna a bollire, anche se sono rimasti dei pezzetti insoluti. Coprire e lasciare a raffreddare tutta la notte.
La mattina seguente il sapone avrà assunto l'aspetto di una massa solida, non sarà comunque tanto solida da non rompersi con un cucchiaio o con un coltello.
Romperla a pezzi grossolani ed aggiungere la metà del bicarbonato. Girare con un cucchiaio, a contatto con il bicarbonato la pasta si ammorbidirà. Appena sarà sufficientemente morbida immergerci un frullatore ad immersione (tipo Minipimer), frullare e rompere definitivamente i pezzetti rimasti, fino ad ottenere una pasta morbida e liscia.
Aggiungere gli oli essenziali, il detersivo per i piatti e girare per distribuirli uniformemente nel composto. Infine aggiungere il bicarbonato rimanente un po' alla volta, girare con il cucchiaio e terminare con la soda Solvay senza frullare. A volte accade che la soda quando prende umidità si presenti in pezzi più o meno grandi e duri, in questo caso prima di inserirla nella pasta di sapone sarà meglio macinarla in un macinacaffè, facendo attenzione a non respirare la polvere che si solleva quando si toglie il coperchio per prelevarla.
Versare la pasta in vaschette dotate di coperchio.

Molteplici usi della PASTA PULITUTTO:

Per lavare i piatti
Sicuramente chi ha nella propria zona acqua non troppo calcarea otterrà risultati più soddisfacenti degli altri usando questa pasta per i piatti. In tutti i casi comunque, acqua più o meno dura che sia, la pasta non si mette nell'acqua di lavaggio ma va prelevata con una spugnetta e con essa si strofinano le stoviglie dopo averle bagnate.
Per ottenere il massimo dei risultati di pulizia, seguire i consigli di lavaggio riportati nell'articolo 10 passi per lavare i piatti senza detersivo.

Per lavare i sanitari del bagno
Usare su una spugnetta. Per i sanitari è preferibile usare le spugnette dal lato abrasivo. Per spugnette intendo quelle per i piatti che da un lato sono spugna e dall'altro di un materiale leggermente abrasivo (verde). Non c'è da temere che graffino, ma lavare i sanitari con i detersivi autoprodotti è sempre più difficile rispetto ai detersivi industriali, la parte abrasiva facilita la rimozione dei depositi di sapone e di minerali.
Prelevare un po' di pasta direttamente con la spugnetta, insaponare e sciacquare utilizzando una spugnetta morbida di cellulosa. La rubinetteria si può detergere con la pasta, poi andrà sciacquata e in seguito lucidata con una soluzione di acqua e acido citrico al 15% o con dell'aceto.
Per la pulizia di box docce
Vengono una meraviglia, passare le porte della doccia con una spugnetta insaponata con la pasta di sapone, sciacquare accuratamente e ripassare con un panno strizzato ed imbevuto di aceto.

Per la pulizia di piani cottura e superfici lavabili

Utilizzare come si fa con altri prodotti per questo scopo prelevando la pasta con una spugnetta. Il prodotto dev'essere risciacquato.
Si può usare anche per porte e finestre verniciate, per il forno e per detergere mattonelle particolarmente sporche come quelle della cucina. Anche in questo caso bisogna risciacquare.

Per pretrattare colli e polsi delle camicie
Colli particolarmente sporchi, polsi e bordi di giubbini, federe macchiate di sudore si possono pretrattare con la pasta pulitutto prima di mettere in lavatrice i capi.
Con una spugnetta bagnata prelevare della pasta di sapone e passarla sulle aree interessate. E' preferibile pretrattare i capi il giorno prima di lavare così il sapone avrà il tempo di agire.

Per macchie generiche sulla biancheria
Prelevare un po' di pasta e applicarla sulla macchia senza bagnare. Anche in questo caso trattare le macchie con anticipo favorisce la rimozione.

Per pulire l'argento
Braccialetti, anelli, orecchini, medagliette in argento si puliscono molto bene con la pasta pulitutto
Prelevare un po' di pasta con un vecchio spazzolino da denti e strofinare gli oggetti. Risciacquare ed asciugare.
Evitare la pulizia dell'argento solo nel caso in cui ci siano delle pietre o perle delicate che non tollerano i detergenti alcalini.

Come detersivo d'emergenza per lavatrice
Prendere 100ml/150ml di pasta pulitutto e metterla in lavatrice insieme al bucato, per biancheria poco sporca.
Veggie
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PASTA PULITUTTO CON MARSIGLIA E BICARBONATO

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Pubblicato giovedì 22 settembre 2011e aggiornato il

crocchette di amido di seitan

Dalla lavorazione del seitan rimane molta acqua ricca di amido.
L'acqua può essere utilizzata in vari modi di cui si parlerà in altri articoli, mentre l'amido può essere recuperato in cucina per inventare nuove ricette tra le quali queste crocchette.
Per questa e per altre ricette con l'amido, consiglio di usare farina integrale, anziché altre tipologie, perché la crusca che contiene aiuterà a bilanciare la composizione.

CROCCHETTE DI AMIDO DI SEITAN
Ingredienti:
La prima acqua che si ottiene dal lavaggio del seitan
farina integrale
2 uova
pangrattato
olive, carciofini, pezzetti di formaggio a piacere
olio per friggere
Preparazione:
Raccogliere l'acqua del lavaggio del seitan in una bacinella, usare possibilmente i primi cambi, perché sono più ricchi di amido.
Lasciare l'acqua amidata a riposo per un'ora o più, così da dare il tempo all'amido di depositarsi sul fondo.
Vuotare gran parte dell'acqua in un'altra bacinella (servirà per altri usi) cercando di non smuovere troppo il fondo per non far sollevare l'amido (che è quello che ci servirà). Sarà impossibile rimuoverla completamente. Dopo aver rimosso l'acqua possibile, con un cucchiaio girare acqua e amido e versarli sul fondo di una teglia da forno per la pizza, oppure su una leccarda, facendo uno strato di 3 cm circa (dipende dalla quantità di amido e acqua disponibili), girarlo delicatamente con il cucchiaio.
Accendere il forno a 150°C e inserire la teglia, lasciare asciugare/cuocere per un'ora, aprendo ogni tanto il forno per far uscire il vapore.
Trascorsa l'ora rimuovere la teglia dal forno. L'amido si sarà trasformato in una pasta gelatinosa morbida. Se ci fosse ancora dell'acqua sulla superficie rimuoverla versandola delicatamente nel lavandino. Attendere un po' che la pasta si raffreddi, così comincerà a prendere consistenza.
Quando sarà maneggevole romperla con una spatola e versare i pezzi in una insalatiera. Attenzione perché con l'acqua di una teglia da forno grande ci vengono parecchie crocchette, se si vuole prepararne meno conviene usare un po' meno impasto oppure la metà e con il resto preparare gli gnocchi dell'altra ricetta.
Rompere un uovo ed aggiungerlo intero insieme ad un tuorlo del secondo uovo (conservando l'albume), alla pasta di amido. Aggiungere anche un po' di sale e farina integrale.
Impastare ed aggiungere la farina che serve per ottenere un impasto consistente.
Le crocchette si possono aromatizzare a piacere, ecco alcuni modi:

1 - Pezzetti di formaggio, parmigiano o pecorino grattugiati, noce moscata e sale.
2 - Carciofini sott'olio, aglio, origano e sale.
3 - Olive, capperi, peperoncino e sale.
4 - Cipolla, pomodori a pezzetti, peperoncino e sale.
5 - Peperoni arrostiti, aglio, prezzemolo e sale.
6 - Funghi trifolati con aglio, prezzemolo, peroncino e sale.

Spazio alla fantasia per altri ripieni.

Una volta scelto il ripieno unirlo all'impasto. Formare le crocchette.
Sbattere in un piatto fondo la chiara dell'uovo rimasta con un po' di acqua e salarla. Passare le crocchette nell'uovo e successivamente nel pangrattato.
Friggere e gustare dopo averle lasciate raffreddare qualche minuto.
Veggie
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CROCCHETTE DI AMIDO DI SEITAN
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Pubblicato lunedì 19 settembre 2011e aggiornato il

gnocchi di amido di seitan

Dalla lavorazione del seitan rimane molta acqua ricca di amido.
L'acqua può essere utilizzata in vari modi di cui si parlerà in altri articoli, mentre l'amido può essere recuperato in cucina per inventare nuove ricette tra le quali questi gnocchi, che si avvicinano nel sapore agli gnocchi di zucca.
Per questa e per altre ricette con l'amido, consiglio di usare farina integrale, anziché la 0 o altre tipologie, perché servirà a bilanciare la composizione dell'impasto.

GNOCCHI DI AMIDO DI SEITAN
Ingredienti:
La prima acqua amidata che si ottiene dal lavaggio del seitan
farina integrale
1 uovo
sale
sugo o altro condimento a piacere per gli gnocchi
Preparazione:
Raccogliere l'acqua del lavaggio del seitan in una bacinella, usare possibilmente i primi cambi, perché sono più ricchi di amido.
Lasciare l'acqua amidata a riposo per un'ora o più, così da dare il tempo all'amido di depositarsi sul fondo.
Vuotare gran parte dell'acqua in un'altra bacinella (servirà per altri usi) cercando di non smuovere troppo il fondo per non far sollevare l'amido (che è quello che ci servirà).
Sarà impossibile rimuoverla completamente. Dopo aver rimosso l'acqua possibile, con un cucchiaio girare acqua e amido e versarli sul fondo di una teglia da forno per la pizza, oppure su una leccarda, facendo uno strato di 3 cm circa (dipende dalla quantità di amido e acqua disponibili), girarlo delicatamente con il cucchiaio.
Accendere il forno a 150°C e inserire la teglia, lasciare asciugare/cuocere per un'ora, aprendo ogni tanto il forno per far uscire il vapore.
Trascorsa l'ora rimuovere la teglia dal forno. L'amido si sarà trasformato in una pasta gelatinosa morbida. Se ci fosse ancora dell'acqua sulla superficie rimuoverla versandola delicatamente nel lavandino. Attendere un po' che la pasta si raffreddi, così comincerà a prendere consistenza.
Quando sarà maneggevole romperla con una spatola e versare i pezzi in una insalatiera. Attenzione perché con l'acqua di una teglia da forno grande ci vengono gnocchi per 6 persone, per quantità inferiori conviene usarne meno o la metà e con il resto preparare le crcocchette di un'altra ricetta.
Rompere un uovo ed aggiungerlo intero alla pasta di amido. Aggiungere anche un po' di sale e farina integrale.
Impastare ed aggiungere la farina che serve per ottenere un impasto consistente come quello per gli gnocchi di patate.
Preparare e tagliare gli gnocchi come si fa abitualmente, cioè prendendo dei pezzetti di pasta e stendendoli in tubicini del diametro di circa 2 cm. Poi tagliarli a tronchetti di un paio di centimetri di lunghezza. A questo punto a Roma si esercita una pressione nel centro di ogni gnocco usando l'indice, formando un buco (non da parte a parte), in altre regioni si usa rotolarli sulla forchetta o sull'apposita tavoletta rigata che hanno entrambi la funzione di lasciare delle righe sulla superficie dello gnocco.
Stendere gli gnocchi su un canovaccio infarinato e coprirli. Si possono mangiare anche il giorno dopo, senza che subiscano cambiamenti evidenti. Al momento del pasto e dopo aver preparato il condimento da usare, far bollire una pentola di acqua salata, versarci un filo d'olio d'oliva (sarà di aiuto per non far attaccare gli gnocchi gli uni con gli altri) versare gli gnocchi un po' alla volta e scolarli con un mestolo forato dopo pochi minuti, quando saliranno in superficie. Metterli in un tegame/padella insieme al condimento. Quando saranno tutti pronti saltarli con il condimento scelto.
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Pubblicato giovedì 15 settembre 2011e aggiornato il

shampoo rinforzante all'henné - realizzare l'effetto capelli

Vediamo in questo articolo come si possono riprodurre gli effetti colorati dello shampoo all'henné descritto qui.
Il sapone si prepara in 2 tempi. Si parte con lo strato marroncino. In questo caso il colore è ottenuto dall'henné ma si possono usare altre sostanze coloranti come il caffè, i fondi di caffè, il cacao, la polvere di barbabietola ecc..









Per ottenere l'effetto inclinazione è necessario preparare lo stampo sollevandone la base di qualche centimetro e posizionandoci sotto un elemento in grado di mantenerlo in posizione inclinata. Io ho usato il coperchio dello stampo e sopra ho poggiato lo stampo per un lato creando un piano inclinato.











Preparare il primo strato di sapone e versarlo nello stampo inclinato. Coprire lo stampo con della carta, avvolgerlo nella coperta e lasciarlo solidificare un po'.
Dopo un paio d'ore verificare lo stato della superficie, se si presenta abbastanza consistente passare alla fase successiva, altrimenti ricoprire e aspettare un'altra mezz'ora o un'altra ora.
Nel frattempo prendere un sapone verde preparato per l'occasione oppure usare semplicemente un avanzo di una precedente lavorazione, purché non sia sottile e sia della grandezza di un sapone.










Con l'affettaverdure ricavarne delle fettine dello spessore di pochi millimetri. Le fette si curveranno da sole per effetto dello spessore poco sottile.
Infilare i pezzi per metà nel primo strato di sapone come da immagine. Coprire nuovamente il sapone.
Preparare il secondo strato. Quando è pronto eliminare l'oggetto posto in precedenza sotto la base per mantenere lo stampo inclinato, ora non serve più. Versare il sapone fino a coprire lo strato precedente. Coprire e lasciare così fino al giorno dopo.
Togliere il blocco di sapone dallo stampo e tagliarlo come si fa di solito.
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SHAMPOO RINFORZANTE ALL'HENNE' - REALIZZARE L'EFFETTO CAPELLI

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Pubblicato martedì 13 settembre 2011e aggiornato il

olio per prevenire le smagliature in gravidanza

Potete trovare questo articolo anche sul sito Pannolini lavabili.

Le smagliature sono un inestetismo cutaneo causato dalla rottura delle fibre elastiche del derma.
I motivi della comparsa possono essere diversi tra cui una scarsa elasticità della pelle che a volte causata da un’alimentazione scorretta altre da predisposizioni soggettive.
La causa principale però è imputabile ai repentini aumenti e cali di peso conseguenti a diete spesso sbagliate.
In gravidanza invece le smagliature sono la conseguenza della tensione a cui la pelle viene sottoposta a causa dell’aumento del volume addominale.
Le smagliature sono cicatrici, pertanto una volta formate si può intervenire solo per attenuarle, ma sarà impossibile eliminarle del tutto. Per questa ragione la prevenzione si rivela molto utile.
Già dal quinto mese è consigliabile massaggiare addome, fianchi e seno con oli che abbiano la funzione di aumentare l’elasticità della pelle e di prepararla ai mesi successivi, quando cioè la tensione sarà al massimo.
L’olio di mandorle è sicuramente l’olio più idoneo per mantenere la pelle elastica e per questo il più conosciuto e usato, spesso viene arricchirlo con olio di germe di grano, perché molto ricco di vit. E, il vero toccasana contro le smagliature. Tuttavia in alcune persone più sensibili l’olio di germe di grano può dare intolleranze, ragion per cui nella composizione dell’olio che propongo non sarà presente. Ci sarà invece l’olio di borragine, un olio tra i più ricchi di acido gamma linolenico, impiegato in cosmetica come rigenerante dei tessuti.

OLIO PREVENTIVO CONTRO LE SMAGLIATURE
(per un flacone da 200 ml)
Ingredienti:
185 ml olio di mandorle dolci
10 ml olio di borragine puro
1/2 cucchiaino Vit. E (alfa-tocoferolo)
20 gocce olio essenziale di lavanda
Preparazione:
Riempire a metà una bottiglia di vetro scura da 200 ml con olio di mandorle dolci. Aggiungere la Vit. E e l’olio di borragine. Riempire con altro olio di mandorle. In ultimo aggiungere l’olio essenziale di lavanda. Chiudere ed agitare bene per miscelare tutti gli ingredienti.
Uso:
Applicare 1 o 2 volte al giorno massaggiando l’addome con movimenti rotatori.
L’olio può essere applicato tranquillamente anche sul seno.
La prevenzione delle smagliature sul seno è importantissima. I continui cambiamenti di volume in fase di allattamento e lo stress generale a cui verrà sottoposto dopo il parto potrebbero causare la comparsa di smagliature, è consigliabile intervenire prima.
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OLIO PER PREVENIRE LE SMAGLIATURE IN GRAVIDANZA

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Pubblicato domenica 11 settembre 2011e aggiornato il

suribachi e surikogi

Il suribachi è il mortaio in ceramica tipico delle famiglie giapponesi. L'interno è rivestito da una speciale zigrinatura che lo rende perfetto per sminuzzare e pestare i semi di sesamo (o altri semi) da utilizzare per la preparazione del gomasio o per amalgamare altri ingredienti come prugne umeboshi, miso, pesce insieme alla salsa di soia o ad altri liquidi .
Il suribachi viene utilizzato con un pestello in legno, il surikogi, che in origine veniva intagliato nel legno dell'albero del pepe sichuan, in quanto con il calore generato dalla pestatura rilasciava l'olio essenziale del legno sui cibi, conferendo loro un aroma particolare. Oggi viene prodotto con legni meno pregiati...
Useremo suribachi e surikogi in alternativa al mortaio quando prepareremo il gomasio o il tahin per pestare i semi di sesamo.
Si trovano entrambi facilmente nei negozi di alimenti naturali. Una volta acquistati dureranno per sempre, il mio che è quello delle immagini l'ho acquistato oltre 20 anni fa.
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SURIBACHI E SURIKOGI
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Pubblicato venerdì 9 settembre 2011e aggiornato il

panini ai fiori di calendula e semi di sesamo

Con una parte dei fiori rimasti dalla preparazione dell'oleolito di calendula si possono preparare questi deliziosi panini. In questo caso ho usato il lievito di birra, ma il risultato è garantito anche se preparati con lievito madre.

PANINI AI FIORI DI CALENDULA E SEMI DI SESAMO
Ingredienti:
1 kg di farina tipo 0 (oppure farine miste a piacere)
6 gr. lievito di birra (1/4 di panetto)
4 cucchiai di fiori di calendula dell'oleolito
3 o 4 cucchiai di semi di sesamo
2 cucchiaini di sale fino
1 cucchiaino di zucchero
poco olio d'oliva
acqua
Preparazione:

Iniziare la lavorazione la sera prima di infornare il pane.
Mettere la farina in una capiente insalatiera. Praticare una cavità nel centro e distribuire attorno lo zucchero e il sale. Sbriciolare il lievito nel centro e versare acqua tiepida. Scioglierlo ed iniziare ad impastare. Aggiungere altra acqua tiepida (più o meno 500 ml) e riprendere ad impastare lavorando a lungo l'impasto fino a quando non si otterrà una pasta soda ed elastica.
Coprire l'impasto con un canovaccio e lasciare lievitare tutta la notte.
La mattina seguente aggiungere alla pasta i fiori di calendula e 2 o 3 cucchiai di semi di sesamo. Impastare per distribuire bene gli ingredienti aggiunti, poi coprire di nuovo e lasciare un'altra ora a lievitare.










Riprendere la pasta e ricavare 12 o più panini. Per preparare 12 panini ci vorranno più o meno 120/125 gr. di pasta per ciascuno.
Sistemare i panini distanziandoli un po' tra loro, nella teglia che servirà successivamente per la cottura e lasciare lievitare fino a quando non avranno raddoppiato o quasi il volume (un'ora o due).
Prima di infornare spennellare i panini con dell'olio d'oliva preparato versandone un po' in una tazza insieme a 1 o 2 cucchiai di semi di sesamo.
Infornare a 200°C circa per 25/30 minuti.
Staccare i panini tra loro solo dopo che si saranno raffreddati.
Veggie
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PANINI AI FIORI DI CALENDULA E SEMI DI SESAMO

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Pubblicato mercoledì 7 settembre 2011e aggiornato il

sali da bagno - scrub alla calendula

Un altro modo per recuperare i fiori di calendula che rimangono dopo la preparazione dell'oleolito sono questi sali da bagno.
Hanno il vantaggio di essere ancora impregnati di olio, perciò oltre a fare da scrub ammorbidiranno e nutriranno la pelle.

SALI DA BAGNO - SCRUB ALLA CALENDULA
Ingredienti:
450 gr. sale grosso
50 gr. bicarbonato
20 gr. fiori di calendula dell'oleolito
20 gocce olio ess. lavanda




Preparazione:
Preparare i fiori come spiegato nell'articolo 5 modi per recuperare i fiori di calendula dell'oleolito, strizzandoli bene dall'olio.
Mettere i fiori insieme al bicarbonato in un macina-caffè o altro macinino per ottenere un taglio più piccolo.
In una ciotola pesare il sale grosso, aggiungere la calendula con il bicarbonato macinati.
Spargere qua e la le gocce di lavanda e girare bene con un cucchiaio. Quando l'olio essenziale sarà ben distribuito riporre i sali in un barattolo ben chiuso.


Uso:
Come sali da bagno scioglierne qualche cucchiaio nell'acqua della vasca da bagno.
Come scrub versare 1 o 2 cucchiai di sali in un sacchetto sottile, quelli per le bomboniere sono l'ideale, perché non impediscono al sale di svolgere l'azione scrub. Bagnare il corpo sotto la doccia e bagnare anche il sacchettino con i sali. Strofinare in senso rotatorio su tutto il corpo, quindi sciacquare.
Per un'azione scrub normale e per pelli grasse si può fare lo scrub prima di procedere con la doccia ordinaria, per un'azione più nutriente si può prima insaponare e sciacquare il corpo e solo successivamente procedere con lo scrub, che dovrà comunque essere risciacquato dopo il trattamento.
Veggie
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SALI DA BAGNO - SCRUB ALLA CALENDULA
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Pubblicato lunedì 5 settembre 2011e aggiornato il

5 modi per recuperare i fiori di calendula dell'oleolito

L'oleolito di calendula è un olio miracoloso che si può applicare sulla pelle così com'è, oppure si può inserire nei saponi, negli oli, nelle creme, negli unguenti ecc..
Al termine della preparazione però, si pone il problema dei fiori che rimangono dopo la filtratura. E' un vero peccato buttarli, così ho pensato alla possibilità di recuperarli visto che l'oleolito di calendula è uno tra i più utilizzati, di conseguenza rimangono parecchi fiori.
L'uso alimentare previsto nelle ricette che ho preparato è riservato solo ai casi in cui l'oleolito sia stato preparato in oli alimentari come oliva, girasole e vinacciolo, con preferenza per l'olio d'oliva, perché è quello che resiste meglio alla lunga esposizione al sole prevista per l'oleolito nel periodo estivo.

PREPARAZIONE DEI FIORI
Qualsiasi sarà l'uso che si deciderà di farne bisogna tenere presente che i fiori sono già stati sfruttati, si presentano un po' secchi e induriti pertanto è necessario rimuovere il calice che è molto duro e pungente e tenere solo i petali.










Strizzare bene i fiori rimuovendo più olio possibile, poi separare manualmente i calici dai petali e tenere solo quest'ultimi.
I fiori saranno comunque abbastanza secchi e intrisi d'olio, perciò si conserveranno benissimo per qualche mese semplicemente ripondendoli in frigorifero dopo averli messi in una vaschetta per alimenti e coperti, in attesa di utilizzarli in qualche modo.

Ecco 5 possibili utilizzi:

1 - Nei saponi alla calendula
Oltre all'oleolito si possono mettere 2 o 3 cucchiai di fiori al nastro, che renderanno questi saponi ancora più delicati.

2 - Nei sali da bagno
Per un piacevole peeling che grazie ai fiori intrisi di olio d'oliva nutre e ammorbidisce la pelle sfruttando l'azione emolliente della calendula e dello stesso olio.
La ricetta nel link

3 - Nei panini ai fiori di calendula e semi di sesamo
La ricetta nel link

4 - In un bel risotto ai fiori di calendula e zafferano
Troverete la ricetta qui sotto

5 - Per chiudere una bella frittata ai fiori di calendula e piselli
Troverete la ricetta più in basso
RISOTTO AI FIORI DI CALENDULA E ZAFFERANO
Ingredienti:
riso per risotto
brodo vegetale
vino bianco
cipolla
zafferano
burro o margarina vegetale
fiori di calendula dell'oleolito (2 cucchiai a persona)
sale - olio
Preparazione:
Preparare del brodo vegetale e tenerlo bollente sul fornello, pronto per per essere usato.
Stufare leggermente la cipolla in un tegame insieme a dell'olio e poco burro o margarina.
Aggiungere il riso e lasciarlo gonfiare per qualche minuto. Sfumare con il vino bianco.
Irrorare con un po' di brodo e iniziare la cottura, dopo un po' aggiungere i fiori di calendula, più o meno un paio di cucchiai a persona. Se serve regolare di sale. Man mano che il riso assorbe il brodo aggiungerne altro (sempre bollente) fino a fine cottura. Pochi minuti prima di spegnere sciogliere lo zafferano in poca acqua calda e versarlo nel riso. Girare e spegnere.
Aggiungere una noce di burro o di margarina e del parmigiano o in alternativa delle scaglie di lievito di birra secco. Coprire e lasciare mantecare qualche minuto prima di servire.
Si può aggiungere qualche altro fiore sulla superficie come ornamento.
FRITTATA AI FIORI DI CALENDULA E PISELLI
Ingredienti:
(per 1 persona)
2 uova
una manciata di piselli surgelati
1/4 di cipolla
1 cucchiaio di fiori di calendula dell'oleolito
1 cucchiaino lievito di birra in scaglie
olio
sale - pepe
Preparazione:
Soffriggere dolcemente in una padella, la cipolla insieme ad un filo d'olio, aggiungere i piselli con un goccino d'acqua, salare e coprire. Terminare la cottura.
Nel frattempo sbattere le uova in una ciotola, salarle, aggiungere il lievito e i fiori di calendula, se piace un po' di pepe.
Quando i piselli sono cotti versare le uova nella padella e cuocere la frittata come di consueto.
Veggie
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5 MODI PER RECUPERARE I FIORI DI CALENDULA DELL'OLEOLITO

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Pubblicato sabato 3 settembre 2011e aggiornato il

un girasole tra le ortiche

Questo bellissimo girasole è il dono che mi ha fatto la mia amica Cristina (più popolare come LaNonna) al rientro dalla ferie.
Il terreno di Cristina è famoso per le ortiche che lo ricoprono, ma lei riesce ad amare anch'esse e quando va fuori per lei è come trovarsi in un campo di lavanda!
Chissà che emozione nel vedere tutta questa esplosione di colore tra le ortiche..
Grazie Cristina, lo conserverò con cura insieme a gli altri fiori non recisi :-*
Un abbraccio
Veggie
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UN GIRASOLE TRA LE ORTICHE
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Pubblicato giovedì 1 settembre 2011e aggiornato il

borotalco e talco - polvere aspersoria all'amido di mais

Potete trovare questo articolo anche sul sito Pannolini Lavabili.

Il borotalco nasce nel 1878 a Firenze. L’inventore fu il farmacista Sir Henry Roberts.
Il nome borotalco gli fu dato dai 2 minerali impiegati nella sua prima composizione originale: talco e acido borico. Il talco fu scelto per le sue proprietà antitraspiranti, assorbenti e sbiancanti, mentre l’acido borico per la sue funzione lenitiva e antisettica.

Dal 1978 la composizione della polvere è stata modificata, si decise di escludere l’acido borico, poiché fu scoperto che poteva essere causa di fenomeni di sensibilizzazione, diventando così semplicemente polvere di talco. Per questa ragione oggi la denominazione di borotalco è stata soppiantata dal termine talco, mentre Borotalco è divenuto un marchio che produce una polvere aspersoria chiamata talco Borotalco.

Oggi nella formula sono stati aggiunti altri elementi, come il carbonato di magnesio, l’ossido di zinco e altre sostanze con azioni specifiche. Naturalmente non mancano conservanti, antitraspiranti e profumi.

Il talco si usa in diverse occasioni e per addolcire la pelle. La maggiore attenzione è rivolta alla sua capacità di assorbire l’umidità e all’immediata sensazione che lascia di pelle asciutta e morbida.
Nell’igiene del bambino, dopo il bagnetto e sul sederino prima di mettere il pannolino protegge la delicata pelle ed evita la comparsa delle tipiche irritazioni da contatto.
In caso di arrossamenti il talco, mediante una leggera frizione sulla parte infiammata, riduce velocemente il bruciore.

Purtroppo oggi si tende a considerare il talco pericoloso, sia per inalazione, essendo una polvere molto fine, sia perché tende ad ostruire i pori ostacolando una regolare traspirazione, perciò ricorreremo come al solito al faidate.

In casa possiamo fare un’ottima polvere aspersoria a base di amido di mais, eviteremo così sia l’uso di talco che quello di conservanti, antitraspiranti e di profumi sintetici. Sfrutteremo invece le proprietà lenitive ed emollienti dell’amido, da sempre considerato un valido alleato nella cura e nell’igiene del bambino.

POLVERE ASPERSORIA ALL’AMIDO DI MAIS
Ingredienti:
250 gr. di amido di mais
1 cucchiaino di olio di mandorle dolci
2 gocce di assoluto di rosa*
1 goccia di assoluto di vaniglia*
* l’assoluto di rosa e di vaniglia sono molto costosi e anche difficili da reperire.
Si possono sostituire con oli essenziali, purché ci sia la certezza che siano puri e che non siano presenti solo in piccole percentuali diluite in altri oli. Se si scelgono gli oli essenziali, si possono mettere nella misura di 4 gocce di rosa e 2 gocce di vaniglia.
Preparazione:
Mettere l’amido in un capace barattolo di vetro dotato di coperchio.
Misurare l’olio di mandorle e versarlo in un misurino o un tappo. Aggiungere gli oli essenziali e farli sciogliere nell’olio.
Versare l’olio (con gli oli essenziali) a gocce sparse qua e là nell’amido. Chiudere il barattolo ed agitarlo energicamente per distribuire uniformemente l’olio. Aprire e controllare se la polvere è uniforme. Se ci sono dei grumetti d’olio cercare di romperli e distribuirli aiutandosi con un cucchiaio ed eventualmente richiudere il barattolo ed agitarlo più volte di nuovo, fino a quando cioè, non si ottiene una polvere liscia.
Se si dispone di un mixer manuale (quelli con le spatole in plastica per montare la panna) o di un robot da cucina, l’operazione di miscelazione è veramente semplice. Versare la polvere nel bicchiere, chiudere e frullarla per pochi secondi. Nel mixer manuale invece, girando la manovella per un paio di minuti. I mixer di plastica, manuali sono davvero comodi per questo genere di operazione.
Attendere che la polvere si sia depositata, prima di aprire.
Quando si aprirà il frullatore, arriverà all’olfatto un delicatissimo e leggero profumo. La combinazione rosa-vaniglia conferisce alla polvere il classico aroma di borotalco, davvero piacevole.
Versare la polvere in un barattolo adatto o in un dispenser.
Usare all’occorrenza, anche più volte al giorno.
Veggie
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