Pubblicato sabato 30 ottobre 2010e aggiornato il

oleolito di calendula

Tra gli oleoliti è sicuramente il più conosciuto ed il più apprezzato.
Bruciature, scottature, eczemi, punture d'insetti, la calendula si rivela un toccasana un po' per tutto.
L'oleolito potrà essere utilizzato così com'è oppure diventare un arricchimento di saponi, creme, unguenti e oli.
L'oleolito va preparato in olio d'oliva (meglio EVO), ma se pensate di utilizzarlo nelle creme per il viso o in oli per il corpo si può preparare in olio di vinacciolo, perché l'olio di vinacciolo è più leggero e più indicato nelle preparazioni cosmetiche. Per i saponi invece l'olio d'oliva rimane il migliore.




OLEOLITO DI CALENDULA
Ingredienti:
75 gr. calendula fiori (in erboristeria)
500 ml olio EVO (o vinacciolo)
1,5 ml Vit. E (alfa-tocoferolo) (facoltativo) servirà a garantire una migliore conservazione dell'oleolito. Consiglio di non usare Vit. E acetato, in quanto non ha potere antiossidante.
Preparazione:
Mettere i fiori in un vaso di vetro sufficientemente capiente e ricoprirli di olio, misurato in precedenza.
Schiacciare i fiori con un cucchiaio per farli rimanere immersi nell'olio, chiudere il vaso.
Il vaso va esposto al sole quando è possibile, per alcune ore al giorno. In inverno si può mettere qualche ora al giorno vicino ad una fonte di calore come ad esempio un termosifone. Estate o inverno i vasi non vanno mai lasciati all’aperto la notte, ma riposti all’interno.
Lasciare in macerazione un mese.
Trascorso il tempo indicato filtrare l'oleolito su tessuto di cotone, spremere bene per recuperare più olio possibile. Una volta spremuto si può mettere il tessuto con tutti i fiori già strizzati in uno schiacciapatate e spremere ancora per recuperare altro olio.
Versare l'oleolito in una bottiglia scura e aggiungere la Vit. E.
Chiudere e riporre in luogo fresco e al buio.
Veggie
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Pubblicato giovedì 28 ottobre 2010e aggiornato il

mani pulite - il sapone "da" Berlusconi

------------ foto scattata a giu 2005 presso ART BASEL a Basilea

In molti saranno già venuti a conoscenza di quest'opera nel 2005 quando se n'è fatto un gran vociferare, ma in questi giorni è tornata di attualità e vorrei parlarne.
Nel 2004 il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che come è noto ci tiene particolarmente al suo aspetto fisico, subì un intervento di chirurgia estetica in Svizzera: una liposuzione.
Con il grasso aspirato in quella circostanza l'artista svizzero GIANNI MUTTI realizzò un sapone a cui fu dato simpaticamente il nome di Mani Pulite.
La clinica svizzera in cui si svolse l'intervento ha sempre smentito di aver ceduto il grasso a Gianni Mutti, ma di fatto il sapone esiste e sembra che realizzare saponi da grasso umano provenienti da liposuzioni non sia poi così raro...

L'opera, un sapone dalle dimensioni classiche: cm 8,2 x 4,9 x 1,8, fu acquistata da un collezionista al prezzo di € 15.000 (questa è la cifra di cui si parla) e fu esposta la prima volta nel 2005 a Basilea presso la Fiera Internazionale di Arte Contemporanea ART BASEL.

Chi volesse fare una passeggiata per toccare con mano Mani Pulite potrà recarsi a Zurigo presso il Museo d'Arte Contemporanea MIGROS, dove l'opera rimarrà in esposizione fino al 28 novembre 2010.
Veggie
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MANI PULITE - IL SAPONE "DA" BERLUSCONI
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Pubblicato martedì 26 ottobre 2010e aggiornato il

staffetta dell'amicizia

Questa settimana grazie a Potatoes MUM sono stata invitata a partecipare alla Staffetta dell'Amicizia.

Ecco le regole:
1) pubblicare il logo della staffetta
2) postare le 8 domande di seguito riportate
3) rispondere alle domande
4) invitare altri 14 blogger

1- quando da piccoli vi domandavano cosa volevate fare da grandi cosa rispondevate?
2- quali erano i vostri cartoni animati preferiti?
3-quali erano i vostri giochi preferiti?
4-qual’è stato il più bel vostro compleanno e perchè?
5-quali sono le cose che volevate assolutamente fare e non avete ancora fatto?
6-quale è stata la vostra prima passione sportiva e non?
7-quale è stato il vostro primo idolo musicale?
8-qual’è stata la cosa più bella chiesta(ed eventualmente ricevuta) a Babbo Natale, Gesù Bambino, Santa Lucia?

Ed ecco le mie risposte:
1- la prof. di matematica
2- non c'erano cartoni animati da vedere in TV, solo Carosello
3- come tutte le bambine cresciute negli anni '60 le bambole, ma mi piaceva cucire, ho iniziato a 5 anni
4- non ricordo boh!
5- imparare a suonare l'arpa
6- il tennis
7- Massimo Ranieri
8- non ricordo boh!

Ed ecco i blogger a cui passo il testimone

Chi lo avrebbe mai pesato
Arte Saponaria
Titti le sue mani la sua fantasia
Yummy mummy e Matteo
Equo, Eco e Vegan
Verde Salvia
Nati Per Deliquere
Una cuccia per cani gatti e bambini
Cosixeddas de Tostoina
Giorno per Giorno Piccola Lory
Cuore di Memmea
Cardamomo e Cannella
Spirito del Bosco
Tutto Natura

Chiedo scusa se qualcuno è già stato chiamato e l'ho chiamato anch'io, non ho avuto tempo di verificare.
Chiedo scusa a tutti gli altri che non ho chiamato.
Ciao! Veggie


Pubblicato lunedì 25 ottobre 2010e aggiornato il

deodorante spray per ambiente

Non oso neanche immaginare di cosa siano composti i normali deodoranti per ambiente. Per quelli più preziosi e spacciati per naturali i costi si aggirano tra i 20 e i 30 euro per una boccetta da 100ml. Il prezzo è determinato principalmente dall'alcol di base, in quanto i costi delle profumazioni sono contenuti, considerando che non contengono certo oli essenziali, o a volte ne contengono solo in parte.
Le ragioni per cui si preferiscono le profumazioni sintetiche sono essenzialmente due, la prima riguarda i costi (gli oli essenziali hanno un costo decisamente superiore), la seconda la persistenza del profumo. Le essenze artificiali si sentono di più e permangono più a lungo nell'aria rispetto agli oli essenziali che al contrario svaniscono in fretta.
Chi ha un po' di buon senso capirà che respirare profumi sintetici non è certo salutare, specie se spruzzare qualcosa nell'ambiente è un'abitudine e non un gesto una tantum.
Perciò è preferibile spruzzare un profumo meno intenso, ma avere la tranquillità di respirare qualcosa che sia innocuo e perché no, a volte benefico.
Il deodorante di questa ricetta è un po' costoso, perché alcol e oli essenziali hanno costi elevati. Per risparmiare si possono mettere gli oli essenziali in acqua distillata e consumare il prodotto in breve tempo, prima cioè che gli oli si ossidino. In questo caso bisognerà agitare sempre il flacone prima dell'uso, perchè gli oli essenziali non essendo solubili in acqua rimarranno in superficie e galleggeranno.
A me sinceramente questo sistema non piace, il deodorante è brutto a vedersi e dura poco, e pensandoci bene non si risparmia poi tanto, ma ognuno faccia come preferisce.
Se si sceglie di utilizzare alcol consiglio di acquistarlo nei discount. L'acol è alcol, non c'è certo il rischio che sia di qualità inferiore, ma nei discount costa fino al 20% in meno.
DEODORANTE SPRAY PER AMBIENTE
(per una bottiglia spray da 100 ml)
Ingredienti:
90 ml alcol 95° buongusto (quello per i liquori)
10 ml oli essenziali a piacere
1 goccia colorante alimentare giallo (facoltativo)
Preparazione:
Preparare gli oli essenziali, da soli o miscelando tra loro quelli scelti. Se ci sono difficoltà per misurarli, il sistema più pratico è quello di servirsi di una siringa usa e getta (da 5ml) utilizzandola senza ago.
Riempire fino alla metà la boccetta da 100 ml con alcol. Aggiungere gli oli essenziali.
Agitare un po' e aggiungere altro alcol fino a riempimento.
Se non piace il colore trasparente o un po' opaco che danno gli oli essenziali (dipende dal colore degli oli essenziali scelti) si potrà aggiungere 1 goccia di colorante alimentare giallo (il colorante che si usa per i dolci), sono da evitare coloranti in polvere.
Chiudere la bottiglia e agitare.
Prima di usarlo attendere un po', per lasciare agli oli essenziali il tempo di sciogliersi bene.

Quali oli essenziali scegliere
Si potranno scegliere gli oli che si preferiscono.
Lavanda, rosa, gelsomino, vaniglia, geranio, arancio, limone, bergamotto, lemongrass, lime, cannella ecc...
Quelli più intensi (come rosa, gelsomino, vaniglia) dovranno essere miscelati con altri oli perché hanno un profumo molto intenso. Gli altri potranno essere usati come aromi singolo creando delle piacevoli miscele.
Qui sotto riporto alcune delle tante combinazioni possibili. Sono solo indicative, con un po' di fantasia se ne potranno inventare tante altre.
per la casa in generale
6 ml verbena - 2 ml geranio - 2 ml rosa
6 ml geranio - 2 ml cedro legno - 2 ml rosa
6 ml bergamotto - 2 ml neroli (oppure petitgrain arancio) - 2 ml geranio
4 ml eucalipto - 3 ml limone - 3 ml rosmarino

per il bagno
4 ml bergamotto - 2 ml eucalipto - 2 ml lavanda - 2 ml arancio dolce
6 ml citronella - 2 ml cannella - 2 ml tea tree
6 ml lime - 4 ml menta

per lo studio e l'ufficio
4 ml bergamotto -4 ml pino - 2 ml verbena
6 ml eucalipto - 2 ml menta - 2 ml verbena
4 ml litsea (o limone) - 3 ml cipresso - 3 ml finocchio

per la camera da letto
6 ml melissa - 2 ml lavanda - 2 ml geranio
6 ml lavanda - 2 ml rosa - 2 ml neroli (o petitgrain)
6 ml palmarosa - 2 ml salvia sclarea - 2 ml ylang ylang

contro il fumo
4 ml pino - 4 ml mirto - 2 ml neroli
6 ml limone - 2 ml salvia - 2 ml ginepro

Veggie
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Pubblicato venerdì 22 ottobre 2010e aggiornato il

congelare e scongelare i grani di kefir


Congelare i grani è una pratica molto utile per la buona conservazione del kefir, soprattutto se ci si deve allontanare da casa per lunghi periodi e non si ha la possibilità di curarlo ogni giorno.
Chi come me, prepara del kefir di soia ha una vera e propria necessità di conservare i grani di kefir coltivati in latte vaccino, perché il kefir di soia ogni tanto va rinnovato partendo proprio dal kefir normale.
Ho congelato i grani in 2 modi diversi per valutarne il recupero. In entrambi i casi è stato possibile ripartire con la produzione di kefir senza che i grani avessero riportato danni conseguenti al congelamento.
Nel primo metodo ho messo un cucchiaio di grani belli attivi in un barattolo di vetro e li ho ricoperti con una quantità di latte pari a circa il doppio del volume dei grani. Nel secondo li ho scolati dal kefir e li ho messi in una bustina senza latte, che ho sigillato dopo aver aspirato dell'aria con la macchinetta del sottovuoto, ma senza comprimerli e lasciando nella bustina uno spazio sufficiente per l'aumento di volume che avviene con la congelazione.
I grani nel latte erano congelati da quasi un anno, quelli senza latte da sei mesi.
Non ho notato differenze in entrambi i casi.

Procedimento:
Prendere il vasetto contenente i grani congelati nel latte. Per non creare traumi durante la fase di scongelamento, passare il vasetto dal congelatore al frigorifero per 24 ore senza toccare nulla.
Trascorse le prime 24 ore i grani si saranno scongelati, ma saranno molto freddi. Filtrare il poco kefir (buttarlo) e aggiungere poco latte freddo di frigorifero. Non rimettere il vasetto nel frigorifero, ma coprirlo e lasciarlo a temperatura ambiente.
Trascorse altre 24 ore cambiare ancora il latte, ma stavolta aggiungerlo appena tiepido oppure lasciare del latte di frigorifero a temperatura ambiente per un paio d'ore (se non fa troppo freddo) prima di utilizzarlo. Il latte non dovrà superare il mezzo vasetto, almeno per i primi 10 giorni.
Quando i grani cominceranno a moltiplicarsi si può passare ad una quantità superiore di latte ed iniziare a consumare il kefir prodotto.
Le immagini mostrano i grani dopo 2 giorni e in sequenza fino a circa 20 giorni dopo lo scongelamento.
Come si può vedere dopo 20 giorni sono cresciuti e si moltiplicano normalmente.
Se si usano i grani congelati senza latte invece, appena tolti dal congelatore si dovrà aprire la bustina tagliandola con le forbici per non danneggiare i grani, e metterli subito in latte freddo di frigorifero. Il vasetto andrà messo nel frigorifero per le prime 24 ore, poi si procederà come per il sistema precedente.
Veggie
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CONGELARE E SCONGELARE I GRANI DI KEFIR
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Pubblicato mercoledì 20 ottobre 2010e aggiornato il

anko tsubu-an - marmellata di azuki

Non deve stupire una marmellata fatta di fagioli. Siamo abituati ad utilizzare la frutta e non riusciamo ad immaginare una marmellata realizzata con un legume, ma vi assicuro che è gradevolissima e non disgustosa come invece lo è una marmellata tradizionale quando troppo dolce.
Questa marmellata non viene preparata con un fagiolo qualsiasi che potrebbe non piacere a causa del sapore troppo marcato, ma si prepara con una varietà particolare di soia rossa, gli azuki, che si possono trovano facilmente in tutti i negozi di alimenti naturali.
Questa marmellata mi piace, perché oltre a fornire vitamine e zuccheri, è una fonte di proteine.
La consiglio in modo particolare a vegan e vegetariani che come si sa per approvvigionarsi di proteine devono orientarsi verso alimenti alternativi. E' comunque una preparazione gradita da tutti, veg* e non.
La marmellata di azuki si chiama Anko ed è una preparazione tipica giapponese. Esistono 2 versioni della ricetta originale, nella versione koshi-an si ottiene una pasta liscia e omogenea, perché i fagioli vengono privati della buccia. Nella versione tsubu-an si usa il fagiolo intero, la marmellata quindi risulterà più rustica.
La ricetta che faremo è la versione tsubu-an, che però aggiusteremo secondo i nostri gusti, perché useremo zucchero di canna anziché quello bianco e frulleremo un po' i fagioli per dargli un aspetto più simile alle nostre marmellate.

ANKO TSUBU-AN - MARMELLATA DI AZUKI
Ingredienti:
500 gr. di azuki
400 gr. di zucchero di canna biologico
1/2 cucchiaino di sale marino integrale
acqua
Preparazione:
Mettere i fagioli a bagno per una notte.
Il giorno seguente scolare l'acqua di ammollo e trasferirli in una pentola. Coprirli di nuova acqua e farli bollire 10 minuti.
Spegnere e scolare i fagioli. Questa prima sbollentata e il cambio dell'acqua serviranno ad eliminare completamente il sapore di legume.
Rimettere i fagioli nella pentola e coprirli di acqua. Circa un litro e mezzo dovrebbe andar bene, ma se durante la cottura ne venisse assorbita troppa si potrà aggiungerne un altro po'.
Bollire i fagioli per un'ora o poco più, fino a quando saranno belli morbidi.
Spegnere, girare un po' la pentola nel lavandino e vuotare un po' di acqua in eccesso, lasciandone giusto un po' sul fondo.
A questo punto è meglio mettere una retina spargifiamma sul fornello.
Aggiungere ai fagioli il sale e lo zucchero. Accendere il fornello e far cuocere a fuoco moderato un paio di minuti. Usando un frullatore ad immersione frullare i fagioli fino ad ottenere una poltiglia grossolana.
Rimettere sul fuoco e far cuocere 15 minuti circa, girando di continuo per non far attaccare la marmellata sul fondo della pentola.
Versare la marmellata bollente nei vasetti puliti e sterilizzati e chiuderli bene.
Durante il periodo di riempimento, la marmellata tenderà a raffreddarsi un po', per questa ragione per una maggiore garanzia di buona conservazione sarà meglio procedere con una sterilizzazione a bagnomaria.
Mettere i vasetti in una pentola sul cui fondo saranno stati messi tovaglioli o strofinacci con lo scopo di evitare vibrazioni eccessive dei vasetti durante l'ebollizione. Mettere i vasetti nella pentola e ricoprirli di acqua fino a 2 cm sopra il tappo. Far bollire per 25 minuti. Spegnere e lasciare raffreddare completamente l'acqua prima di rimuoverli.
Etichettarli prima di riporli.
Conservare in frigorifero dopo l'apertura e consumare in breve tempo.
Veggie
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Pubblicato lunedì 18 ottobre 2010e aggiornato il

Marsiglia liquido allo zolfo

Questo sapone è per chi preferisce saponi liquidi in alternativa alle saponette. Come base utilizzeremo il sapone di Marsiglia con olio d'oliva. Dovremo però accontentarci dei risultati mediocri che danno i saponi solidi quando vengono sciolti. Hanno il difetto di produrre saponi liquidi un po' bavosi e gelatinosi, cosa che non avviene con i saponi liquidi industriali già pronti, che però sappiamo essere nutriti di sostanze chimiche che hanno proprio il compito di evitare questo genere di incoveniente.
Ricordo infine a chi avesse intenzione di fare sapone partendo da materie prime come l'olio d'oliva, che può fare richiesta d'iscrizione al mio gruppo sapone e autoproduzioni.
MARSIGLIA LIQUIDO ALLO ZOLFO
Ingredienti:

25 gr. sapone di Marsiglia Nesti
o altro sapone di Marsiglia con caratteristiche analoghe
450 ml acqua
1 cucchiaino zolfo in polvere (zolfo fiore)
2 cucchiaini glicerina vegetale
10 gocce soluzione idroalcolica di propoli
1 cucchiaino oleolito di camomilla o calendula oppure olio di jojoba
2 cucchiaini aceto di mele
20 gocce olio ess. geranio
20 gocce olio ess. lavanda
10 gocce olio ess. tea tree
Preparazione:

Grattugiare il sapone e metterlo in un pentolino. Aggiungere l'acqua e lo zolfo. Portare quasi a bollore e spegnere.
Aggiungere la glicerina e le gocce di propoli, girare e coprire. Lasciare raffreddare girando ogni tanto.
Quando l'acqua sarà tiepida, il sapone sarà già completamente sciolto, prima che inizi a solidificare dovrà essere filtrato per essere liberato dalla polvere di zolfo che non è solubile.
Filtrare il sapone usando un filtro per il caffé messo all'interno di un imbuto, che a sua volta si dovrà mettere nel collo di una bottiglia.
Una volta che il sapone sarà filtrato, lavare il pentolino per eliminare i residui di polvere di zolfo e versarci nuovamente il sapone filtrato. Coprire e lasciare indisturbato fino al giorno dopo.
Il giorno seguente il sapone si presenterà come una massa solida. Romperla un po' con un cucchiaio e scaldarla appena, giusto il tempo per farla ammorbidire un po', ma senza scioglierla.
Aggiungere l'olio e l'aceto di mele, poi frullarlo per un minuto circa, utilizzando un frullatore ad immersione.
Quando la schiuma che nel frattempo si è formata si sarà sciolta versare il sapone in un flacone.
Aggiungere gli oli essenziali. Chiudere ed agitare per scioglierli.
Uso
:
Da usare come detergente viso/corpo per pelli grasse e impure.
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Pubblicato venerdì 15 ottobre 2010e aggiornato il

frittatina vegan di patate e rosmarino

Buonissima! ....almeno secondo il mio palato che ama i sapori semplici....

FRITTATINA VEGAN DI PATATE E ROSMARINO
Ingredienti:
(per 1 persona)
2 cucchiai farina di ceci
1 patata
olio di sesamo o extravergine d'oliva
rosmarino
sale
acqua
Preparazione:
Mettere la farina di ceci in un piatto fondo, aggiungere tanta acqua fino ad ottenere una pastella molto morbida.
Aggiungere un filo d'olio e salare. Girare, coprire e lasciare riposare 30 minuti.
Nel frattempo tagliare la patata a cubettini piccoli e metterla a rosolare in una padellina antiaderente con l'olio e il rosmarino. Salare.
Quando le patate sono cotte versare nella padella la pastella di ceci. Girare ed avvolgere bene le patate nella pastella.
Compattare e lasciar cuocere a fuoco dolce da un lato per 5 minuti.
Girare facendo attenzione a non romperla, come si fa con una normale frittata con uova e cuocere altri 5 minuti dall'altro lato.
Veggie
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FRITTATINA VEGAN DI PATATE E ROSMARINO
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Pubblicato mercoledì 13 ottobre 2010e aggiornato il

cuori di sapone ai fondi di caffé

Abbiamo visto nell'articolo 10 modi per utilizzare i fondi di caffé, alcuni dei modi possibili per poterli riutilizzare. In questo sapone ne sfrutteremo le proprietà deodoranti e la capacità che il caffé ha di rimuovere gli odori.
Questo sapone di facile esecuzione, nasce come sapone da cucina per togliere dalle mani l'odore di aglio, cipolla, pesce ecc..
Utilizzeremo un sapone di Marsiglia di buona qualità come quello di Nesti Dante o D'OLIVA di Fresh&Clean che mi ha segnalato di recente Ylenia e che potete vedere nell'immagine.
Ricordo a chi, anziché utilizzare saponi già pronti, avesse voglia di fare da sè i propri saponi partendo da materie prime come l'olio d'oliva, che può trovare consigli e spiegazioni iscrivendosi al mio gruppo sapone e autoproduzioni
dove oltre ai saponi per l'igiene personale potrà imparare a fare saponi per il bucato e per pulizie ecologiche.

CUORI DI SAPONE AI FONDI DI CAFFE'
Ingredienti:
200 gr. sapone di Marsiglia*
100 gr. acqua
2 cucchiai abbondanti fondi di caffé ben asciutti
*Attenzione, leggere il peso dei panetti di sapone.
Quelli della ditta Nesti sono da 150 gr. quindi per questa ricetta ne servirà più di uno.

Preparazione:
Grattugiare il sapone e metterlo in una padella antiaderente.
Aggiungere il caffé e 50 gr. di acqua dei 100 gr. totali.
Accendere il fornello al minimo e iniziare a girare con un cucchiaio preferibilmente in plastica che non graffi il fondo della padella. Bisogna fare molta attenzione a non far bruciare il sapone. All'inizio, finché c'è l'acqua sul fondo il rischio è minimo, ma cresce man mano che l'acqua viene assorbita dal sapone.
Dopo pochi minuti il sapone inizierà ad ammorbidirsi e presto avrà assorbito tutta l'acqua messa a disposizione. Continuare a girare per distribuire bene il caffè. Quando il sapone sembra sufficientemente morbido aggiungere i rimanenti 50 gr. di acqua. Continuare a girare e non appena l'acqua viene nuovamente assorbita (in pochi minuti) spegnere il fornello.
Nel momento in cui si toglie la fonte di calore il sapone tende subito ad indurire, quindi usando un cucchiaio bisogna metterlo negli stampi precedentemente preparati, molto velocemente. Sono da preferire stampi in silicone o plastica morbida. La quantità di sapone utilizzata darà 3 saponi a forma di cuore.
Con il cucchiaio, prima che il sapone si raffreddi spingere e premere bene il sapone negli stampi per evitare di lasciare spazi vuoti e per cercare di definire bene i contorni dei saponi negli stampi.
Lasciare il sapone a riposo per circa 3 ore. In questo tempo prenderà già una buona consistenza.
Trascorse le 3 ore, per facilitare l'estrazione dallo stampo mettere gli stampi con tutto il sapone nel congelatore per 10 minuti. Quando dico 10 minuti, vuol dire 10 minuti, non un minuto di più. Non allontanarsi dalla cucina per evitare di dimenticarli nel freezer.
Appena tirati fuori dal congelatore l'estrazione dagli stampi sarà molto facilitata, prestare comunque attenzione a non rompere i saponi.
Appoggiarli su carta forno o su una salvietta fino al giorno dopo. Poi con un coltello rimuovere le sbavature e livellare il fondo.
Prima di riporli lasciarli asciugare ulteriormente per qualche giorno.
Uso:
Si tratta di un sapone normale da utilizzare in cucina per le mani, in particolare dopo aver utilizzato ingredienti e spezie dall'odore forte che tendono ad impregnare le mani.
Veggie
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Pubblicato lunedì 11 ottobre 2010e aggiornato il

preparazione del tofu

PREPARAZIONE DEL TOFU
Ingredienti:
500 gr. soia gialla
5 litri di acqua
15 gr. cloruro di magnesio (Nigari)
Preparazione:
Mettere a bagno la soia per 24 ore. In questo arco di tempo cambiare l'acqua di ammollo almeno una volta.











Una particolarità della soia sta nella forma del legume, quando è secco è rotondo, una volta ammollato assume la classica forma allungata del fagiolo. Trascorse le 24 ore mettere in una capiente pentola 5 litri di acqua e portarla quasi ad ebollizione.
Nel frattempo scolare la soia dall'acqua dell'ammollo. Preparare il frullatore e un'altra pentola più grande sulla quale poggiare un colapasta con un telo di cotone all'interno, possibilmente non lavato con detersivo.
Quando l'acqua sarà quasi bollente, spegnere il fornello. Mettere nel frullatore un paio di mestoli di fagioli e coprirli con acqua bollente. Più l'acqua sarà calda, maggiore sarà la resa della soia.
Frullare fino ad ottenere una poltiglia. Versarla sul telo all'interno del colapasta.
Mettere altra soia nel frullatore e coprire con altra acqua calda. Frullare e versare nel colapasta.
Continuare così fino a terminare tutta la soia.
Man mano che si versa la polpa sul tessuto, il latte di soia si filtrerà e andrà a riempire la pentola sottostante.
Quando tutta la soia sarà terminata versare poco per volta l'acqua bollente rimasta sulla polpa e lasciarla colare, così da sfruttare ulteriormente la soia.
Al termine dell'operazione strizzare il telo il più possibile per far uscire tutta l'acqua.
Mettere la pentola con il latte di soia sul fuoco. Farlo bollire 10 minuti da quando si alza il bollore. Girare spesso per evitare che sul fondo si formi una patina che potrebbe bruciare.












Nel frattempo preparare il Nigari sciogliendolo in mezzo bicchiere d'acqua a temperatura ambiente. Il Nigari si trova nei negozi di alimenti naturali e in molte erboristerie. Se avete difficoltà a trovarlo potete rivolgervi ad un farmacista di fiducia e farvi procurare del cloruro di magnesio, che è lo stesso ingrediente di cui è composto il Nigari. Oltretutto ci sarà un sostanzioso risparmio.










Trascorsi i dieci minuti spegnere il fornello, aspettare un paio di minuti per permettere alla temperatura di scendere leggermente. Versare il Nigari nel latte di soia. Girare con il cucchiaio di plastica. La cagliata inizierà a formarsi subito. Girare per meno di un minuto, poi coprire e lasciare a riposo 10 minuti.
Nel frattempo preparare lo stampo in cui mettere il tofu, andrà bene un cestello della ricotta o altri contenitori in plastica forati, che possano cioè far drenare l'acqua in eccesso.
Foderare il cestello con un telo di cotone e versare la cagliata nello stampo, lavorare sul piano del lavello per far cadere l'acqua in eccesso nel lavandino. Al termine chiudere i lembi del tovagliolo e posare sulla superficie un peso. Maggiore sarà il peso, maggiore sarà la compattezza del tofu che si otterrà.
Lasciare così per 30 minuti. Poi rimuovere il peso e prendere delicatamente il blocco di tofu. Sciacquarlo con acqua fredda e tagliarlo.
Riporlo in frigorifero dopo averlo messo in una vaschetta di plastica o di vetro per alimenti e ricoperto di acqua.
Così coperto si conserverà fino a 10 giorni in frigorifero, purché si avrà l'accortezza di rinnovare l'acqua ogni giorno.
Con 500 gr. di soia si otterranno circa 500/600 gr. di tofu.
La polpa di soia rimasta si chiama Okara, potrà essere utilizzata in parte nel pane, nei ripieni, nelle polpette vegetali, come concime e infine se ne può ricavare un ottimo pangrattato di soia.
Veggie
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PREPARAZIONE DEL TOFU by veggie822 - LILIANA PAOLETTI is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5 Italia License.
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Pubblicato venerdì 8 ottobre 2010e aggiornato il

grazie musetto!!

Forse questo blog non è il luogo più adatto per questo genere di argomenti, ma non posso evitare di parlare del nostro Musetto che il 24 settembre scorso ci ha lasciato.
Molti comprenderanno questo mio sfogo e il desiderio che ho di parlare di lui. Gli altri, quelli cioè che non hanno troppa confidenza con il mondo uomo/animale se non avranno voglia di leggere potranno sfogliare altre pagine del blog.
Da quando è scomparso, così all'improvviso tutto è cambiato nelle nostre vite. Per me è stato come perdere un figlio. Per mia figlia, mia nipote e la gattona, come perdere un fratello.
La Gattona non ha fatto altro che piangere e ha rifiutato il cibo per molti giorni, solo ora sembra stia entrando in una fase di rassegnazione, a volte mi si avvicina per consolarmi e farsi consolare.
D'altronde come si fa a non pensare a lui e a non piangerlo? era un gatto unico che con il suo affetto e la sua simpatia riempiva la casa, ma soprattutto il cuore di tutti noi.
Ho avuto sempre gatti in casa, ma un gatto così "umano" non si era mai visto.
Abbiamo capito da subito quanto fosse speciale, da quando mia figlia l'aveva trovato 11 anni fa sul ciglio di una strada. Avrà avuto circa 2 mesi di età, era magro magro e striminzito, non si può certo dire che fosse una gran bellezza fuori, ma dentro.... Lui la guardò e con il suo visetto vispo le disse "prendimi!" e lei lo prese. Da quel momento non la lasciò più e si aggrappò a lei con forza per non farsi mettere in terra. La conquistò subito con la sua simpatia e la sua richiesta d'affetto, e lei non trovò il coraggio di lasciarlo lì, così lo portò a casa sul suo motorino. Lui le si aggrappò alla maglietta e si lasciò guidare da lei senza paura, verso quella che sarebbe diventata la sua nuova vita.
Quando mi vide per la prima volta, mi si attaccò immediatamente addosso e da allora non mi lasciò più, tranne ora...
Aveva un'incredibile capacità di seduzione, sapeva come conquistare le donne (in casa siamo tutte donne), ma sapeva farsi amare anche da tutti gli altri in generale.
Tra me e lui è nato subito un legame speciale, mi seguiva dappertutto e se non avevo tempo di prenderlo si accontentava di starmi vicino a pochi centimetri di distanza.
Amava tutti ripeto, e sapeva farsi amare , ma al mio richiamo non resisteva, bastava che facessi pss! pss! e lui arrivava correndo. A volte mia nipote ci rimaneva male, perché lui dormiva felice sulle sue gambe, ma bastava che io gli passassi vicino perché si svegliasse, con il battuto accelerato. Avvertiva la mia presenza e senza che io dicessi nulla apriva gli occhi e mi veniva incontro.
Era unico! Nessun uomo nella mia vita è stato in grado di darmi tanto amore disinteressato, come invece ha fatto lui che era solo un gatto.
Potrà far ridere, molti mi prenderanno per scema e non mi importa, ma che ci posso fare se gli animali spesso (ma per fortuna non sempre) sono capaci di amare più degli uomini? Il loro è un amore autentico, a loro non importa se siamo belli o brutti e non guardano il nostro conto in banca. Per loro conta solo l'amare e l'essere amati.

Mi mancherà il suo modo di svegliarmi al mattino buttando già la porta alle 5.30 spaccate.
Mi mancherà il mozzichetto di buongiorno che mi dava su una coscia tutte le mattine quando appena alzata andavo in bagno.
Mi mancherà quando mi rubava il posto sulla sedia e quando per stare al pc ero costretta ad occupare solo i pochi centimetri del bordo della sedia.
Mi mancherà quando si metteva sul piano della cucina e piano piano avanzava per piazzarsi davanti ai fornelli accesi.
Mi mancherà come riusciva ad infilarsi dentro il letto e rimanere invisibile.
Mi mancherà la sua prepotenza nel voler star a tutti i costi incollato alle nostre gambe.
Mi mancherà non sentirlo più piangere dal portone quando uscirò di casa.
Ma soprattutto mi mancherà tutte le volte che per entrare in casa aprirò la porta e lui non sarà lì, dietro la porta a 20 cm ad aspettarmi e a guardarmi con quegli occhioni espressivi, che non sapevano nascondere la gioia nel vedermi come se fossi la sua mamma.

Ringrazio infinitamente Roberta mia figlia, per averlo preso quel giorno di agosto. Grazie a lei abbiamo avuto tutti la gioia di vivere 11 anni indimenticabili che Musetto con la sua presenza ci ha donato.

E ringrazio Lui naturalmente.

Grazie Musetto!!
Grazie, grazie per averci dato tanto amore, gioia e felicità in tutti questi anni.
E' vero noi ti abbiamo accolto in casa, ma nel prenderti abbiamo fatto un vero affare con te.
Quello che ci hai dato è stato infinitamente superiore al piccolo gesto che abbiamo fatto.

Rimarrai sempre nei nostri cuori e nei nostri pensieri.

Sarai sempre il nostro "musetto amoroso"!

e ora vediamo alcuni dei suoi momenti di vita quotidiana...





















amava stare sempre in braccio a qualcuno












amava stare sempre sulle gambe di qualcuno




















fogli di carta, telecomandi, pantofole, per lui diventavano cuscini

a volte dormiva su una bustina di tè!












































gli piaceva mettersi nei posti più strani
































si faceva fare di tutto, lo faceva per noi, per farci contenti!




























































qui è con Gattona, sua compagna, sorella, amica

erano sempre insieme,
anche lei come noi sentirà tanto la sua mancanza...
Veggie
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