Pubblicato venerdì 30 aprile 2010e aggiornato il

aceto ai fiori di acacia

Le acacie sono alberi dall'aspetto non proprio elegante, ma in questo periodo quando fioriscono si trasformano. I fiori a grappolo sembrano glicini bianchi, il profumo è intenso e inebria l'aria, persino quella di città!
Abbiamo parlato di aceto per il bucato e di aceto per i capelli e abbiamo accennato a come si possono ottenere degli aceti profumati con fiori freschi. Questa è l'occasione per provare.
Oggi useremo i fiori d'acacia, ma si potranno utilizzare con successo petali di rose, fiori di lavanda, di gardenia, di tuberosa, di garofano e tra poco fiori di gelsomino. La quantità di fiori necessaria è di circa 100 gr. per ogni litro di aceto (se si abbonda va bene lo stesso), se si usano petali di rose ne serviranno un po' di più.
ACETO AI FIORI DI ACACIA
Ingredienti:
300 gr. di fiori di acacia
3 litri di aceto di vino bianco
Preparazione:
Raccogliere i fiori in zone lontano dallo smog e da strade trafficate, possibilmente appena sbocciati. Togliere le foglie e il rametto centrale e metterli in un bottiglione da 5 litri. Versare l'aceto ed agitare.
I primi giorni i fiori tenderanno a rimanere a galla, ogni tanto agitare la bottiglia per bagnarli tutti per bene.
Se avete un angolo del balcone soleggiato esponete il vaso al sole diretto per un paio d'ore al giorno. Ricordatevi ogni tanto di agitare il vaso.
Trascorsi 15 giorni l'aceto si può filtrare e conservare per gli impieghi stabiliti.
Uso:
Utilizzare in sostituzione dell'ammorbidente per il bucato come spiegato qui.
Utilizzare come risciacquo per i capelli come spiegato qui.
Veggie
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Pubblicato mercoledì 28 aprile 2010e aggiornato il

preparare la cera per saponi e cosmetica

Chi come me è spesso alle prese con qualche spignattamento (ma chi ha coniato questo termine?!?!) ha spesso bisogno di piccole quantità di cera d'api. Una bella scocciatura però ogni volta dover grattare la quantità giusta e solo per pochi grammi sporcare la grattugia.
Il solo pensiero di quanto lavoro è richiesto per rimuovere i residui di cera a volte ci fa rinunciare...
Così ho escogitato un sistema per avere cera sempre pronta senza sporcare niente.
La cera così preparata si potrà usare per creme e saponi e tutte le altre preparazioni in cui sono richiesti pochi grammi di cera. Faremo delle mezze sfere di cera del peso di 2 o 3 grammi ciascuna, così mettendone una o più di una si potrà facilmente raggiungere la quantità di cera richiesta dalla ricetta.
Servirà un pentolino sufficientemente ampio da poter accogliere l'intero blocco di cera che abbiamo, uno stampo in silicone con divisori piccoli. Sono perfetti quelli dei cioccolatini come quello con le mezze sfere che si vede nelle immagini oppure altre forme purché siano piccoli. Se non avete uno stampo adatto in silicone si potranno usare gli stampi per il ghiaccio, anche di quelli esiste la versione con le sfere delle quali si userà solo la parte inferiore. Se userete stampini per il ghiaccio però, è necessario ungerli con olio d'oliva per facilitare l'estrazione delle mezze sfere di cera una volta solidificate.
Procedimento:
Mettere il blocco di cera nel pentolino e portarlo sul fuoco. Accedere il fornello mantenendo il calore al minimo. La cera inizierà subito a sciogliersi dalla parte del blocco che tocca il fondo. Quando un po' di cera si sarà sciolta si potrà già iniziare a versarla negli stampini. Poi il pentolino con la cera si metterà di nuovo sul fuoco e si verserà ancora negli stampi appena liquida finchè non si saranno riempiti tutti gli scomparti. Non riempiteli fino all'orlo. Alcuni fateli più pieni, altri a metà. In questo modo si otterranno delle mezze sfere di peso variabile, alcune peseranno 2 grammi, altre 3 grammi, così quando andremo a metterle sulla bilancia potremo ottenere il peso esatto della cera che ci occorre.
Una volta riempito lo stampo o gli stampi, aspettate che la cera si raffreddi e si solidifichi poi sformateli e riponeteli in un vasetto di vetro (ci vorranno meno di 30 minuti). Riporre il blocco di cera rimasto fino a nuovo uso. Tutto il procedimento richiede meno di 10 minuti ed è davvero funzionale.
Veggie
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Pubblicato lunedì 26 aprile 2010e aggiornato il

sapone di Marsiglia liquido

Con questo articolo vorrei introdurre un argomento nuovo nel blog. Inizieremo a vedere come si può lavorare il sapone di Marsiglia sciogliendolo ed arricchendolo con erbe e oli preziosi, impareremo cioè a "rilavorarlo". Oggi però vedremo come ricavarne un sapone liquido, che in tutta sincerità non è un granché, perché fa poca schiuma e fila. Però anche se poco schiumogeno per la doccia, si può utilizzare con successo come sapone liquido per le mani.
Per preparare questo detergente ho usato del sapone di Marsiglia solido che poi ho grattugiato e sciolto in acqua.
Prima di acquistare un sapone di Marsiglia da utilizzare a questo scopo, vi prego di leggere attentamente l'articolo sul sapone di Marsiglia che ho scritto in altra data, al fine di scegliere consapevolmente tra i tanti prodotti presenti sul mercato.
Quando si scioglie un sapone per farlo liquido non si ottiene un sapone liquido vero e proprio, ma una prodotto che comunemente viene chiamato "gel di sapone".
Questo strano nome gli viene attribuito per le caratteristiche che il sapone assume una volta sciolto. Un prodotto a volte più denso, a volte più liquido, a volte gelatinoso, altre bavoso e che fila come mozzarella. Tutto questo è normale, il sapone liquido vero e proprio non si fa così, si fanno invece saponificare delle sostanze diverse utilizzando procedimenti altrettanto diversi. Quindi quando sciogliamo un sapone di Marsiglia si potrebbe dire che lo stiamo "forzando" allo stato liquido, cioè stiamo facendo un adattamento, ma anche se in realtà non otteniamo un sapone liquido vero e proprio, noi per comodità continueremo a chiamarlo così.

SAPONE DI MARSIGLIA LIQUIDO
Ingredienti:
50 gr. di sapone di Marsiglia
1,1/1,2 litri di acqua di rubinetto
50 gocce olio essenziale di legno di rosa, lavanda, arancio dolce, limone o altri a piacere
1 cucchiaio di olio di riso o di mandorle dolci o un altro olio idratante che non sia pesante.
Preparazione:
Pesare e grattugiare il sapone con una grattugia a buchi larghi. Metterlo in una pentola con 1 litro d'acqua. Accendere il fornello e portare ad ebollizione. Quando accenna a bollire spegnere. Coprire e lasciare che il sapone si sciolga completamente. Se trascorse poche ore si notassero ancora dei pezzi riaccendere il fornello e scaldare nuovamente. Poi spegnere e coprire. A questo punto il sapone si sarà senz'altro sciolto.
Lasciare la pentola coperta fino al giorno successivo.
Il giorno dopo scoprendo la pentola ci si troverà di fronte ad una massa gelatinosa, compatta ma morbida al tatto. I saponi solidi quando vengono sciolti, soprattutto quelli industriali, tendono sempre a risolidificarsi.
A questo punto se il sapone venisse nuovamente scaldato si scioglierebbe velocemente ma non appena raffreddato tornerebbe allo stato in cui versa ora, quindi non lo scalderemo più.
In una brocca preparare l'acqua rimanente (ne abbiamo messa 1 litro, quindi abbiamo a disposizione ancora 200 ml di acqua).
Prendere un frullatore ad immersione e frullare letteralmente la gelatina di sapone. Controllarne la densità, se ora risultasse ancora troppo densa aggiungere una parte (la metà) dell'acqua a disposizione, frullare e controllare nuovamente la consistenza. Se sembra che vada bene non aggiungere ulteriore acqua, se fosse ancora troppo densa finire quella a disposizione.
Una volta trovata la consistenza giusta aggiungere 1 cucchiaio di olio idratante (mandorle, riso, mais bio, girasole bio ecc..) e gli oli essenziali scelti.
Versare nei flaconi.
Se con il passare dei giorni vi sembra che il sapone fili e sbavi un po', purtroppo è l'aspetto tipico che assumono i saponi solidi quando vengono sciolti, è comunque una reazione che rientra nella normalità.
Veggie
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Pubblicato domenica 25 aprile 2010e aggiornato il

tette al latte

Beh ...quando ho fatto questi saponi mi sono proprio divertita. Era un periodo che nel gruppo di sapone si partecipava poco così ho escogitato questo espediente per creare un po' di movimento e così è stato!
Qualcuno mi ha anche chiesto dove avessi acquistato stampi di tale forma, molti volevano farne delle copie, ma non ne ho mai visti.
Queste creature sono un opera di manualità.. non esistono stampi così o perlomeno non ne ho mai visti.
La rotondità è stata realizzata nelle bottiglie di plastica dell'acqua e il resto a mano.
Ho un'altra idea in mente da creare sullo stesso tema, ma in questo momento ho altro da fare. Appena possibile ci proverò.
Naturalmente questi sono saponi al latte... ;-)
Veggie
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Pubblicato venerdì 23 aprile 2010e aggiornato il

olio di cocco "Cast Away"

Ho chiamato così quest'olio perché mi ricorda troppo Tom Hanks alle prese con le noci di cocco per la sua sopravvivenza.
E' proprio questo il senso che dobbiamo dare a questo prodotto, un olio da preparare in caso di necessità. E' una preparazione di fortuna che faremo quando avremo bisogno di poco olio di cocco per cosmetica e saponi.
Data la difficoltà che c'è, in alcune zone d'Italia nel reperire olio di cocco pronto, questo metodo di estrazione potrebbe rivelarsi utile quando ce ne occorrono piccole quantità.





OLIO DI COCCO "CAST AWAY"
Ingredienti:
polpa di noce di cocco fresca grattugiata, cosiddetta "copra" oppure
farina di cocco essiccata, cosiddetta "cocco rapè"
acqua di rubinetto
Preparazione:Mettere la polpa dentro una pentola con abbondante acqua e farla bollire dolcemente per 2 ore. Se nel frattempo l'acqua dovesse evaporare troppo rimboccarne di nuova in modo che la polpa possa nuotare comodamente.
Spegnere, coprire e lasciare che il composto si intiepidisca.
Filtrarlo attraverso un tessuto di cotone e strizzare bene la polpa per non perdere neanche un grammo di olio.
Il liquido così ottenuto è una miscela di acqua e olio. Dobbiamo separarli per tenerci solo l'olio.
Versare il contenuto in una vaschetta di plastica che abbia l'imboccatura larga e che ci possa permettere in seguito di estrapolare una lastra intera di olio una volta solidificato.
Coprire, e mettere in frigorifero fino al giorno dopo.
L'olio si sa, galleggia sull'acqua, quindi con il passare del tempo tenderà a salire in superficie. L'olio di cocco alle basse temperature solidifica, quindi osserviamo il nostro contenitore il giorno seguente. Quando vediamo una lastra bianca sulla superficie possiamo andare avanti.
Prendiamo il contenitore dal frigorifero e lo trasferiamo per un'ora massimo nel congelatore, in modo che l'olio di cocco diventi più duro e non inizi a sciogliersi con il calore delle mani non appena lo toccheremo per estrapolarlo.
Trascorsa l'ora vuotiamo tutto il contenuto in una insalatiera (l'acqua non sarà congelata). Velocemente prendiamo la lastra di olio e poniamola in una pentola. Accendiamo il fornello dolcemente e scaldiamo l'olio cercando di girare un po' per far epaorare qualche residuo d'acqua.
Quando ci sembra che non ci sia più acqua possiamo versarlo in un barattolo. Prima di chiudere attendere che sia completamente freddo.
L'olio così ottenuto contiene sempre qualche piccolo residuo d'acqua, quindi è bene consumarlo in breve tempo.
Non ho calcolato la resa della polpa di cocco fresca, ma il cocco rapè ha una resa del 20% circa.
Questo significa che da un pacchettino di cocco rapè di 250 gr. si potranno ricavare circa 50 gr. di olio.
Veggie

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Pubblicato mercoledì 21 aprile 2010e aggiornato il

pangrattato di soia


Chi come me si prepara da se latte di soia e tofu ha il grande problema dell'okara. L'okara è ciò che rimane dopo la lavorazione della soia. E' costituito dalla buccia e dalla polpa del legume macinati e avanzati dopo aver spremuto la soia per ricavarne il latte.
Nonostante lo sfruttamento subito per ricavarne il latte, è ancora ricco di sostanze attive e sarebbe un vero peccato buttarlo.
Si può anche impiegare come concime per la terra e si può dare in piccole quantità ai nostri animali domestici insieme al cibo.
In cucina si possono farne delle polpette, si può utilizzare nei ripieni o mettere in parte nell'impasto del pane casalingo.
Io ne ricavo un pangrattato buonissimo che può sostituire egregiamente quello di frumento. Il vantaggio di questa preparazione sta nella sua conservazione, che praticamente è molto lunga, essendo un prodotto essiccato. Ma questo prodotto si rivela di grande utilità anche per chi è intollerante al glutine o al frumento per ragioni diverse. Perciò in questi casi consiglio di fare tofu o latte di soia e di integrarli nell'alimentazione e naturalmente utilizzare l'okara rimasto per preparare il pangrattato di soia.

PANGRATTATO DI SOIA
Ingredienti:
okara avanzato dalla lavorazione del latte di soia o del tofu
Preparazione:
Coprire la leccarda del forno con cartaforno e distribuirci l'okara in uno strato uniforme. Mettere nel forno ad una temperatura media, non superiore ai 120 gradi e lasciare lo sportello del forno leggermente aperto per favorire la fuoriuscita del vapore. La soia non deve arrostire, ma solo essiccarsi bene e colorirsi leggermente, quindi attenzione a non alzare troppo la temperatura. Il tempo previsto per una buona asciugatura è di circa 2 ore, dipende dalla quantità di okara messo ad asciugare.
Durante l'asciugatura girare più volte l'okara. Inserire un cucchiaio tra lo sportello e il telaio del forno in modo da lasciare lo sportello aperto di uno spiraglio di 1-2 cm che favorirà la fuoriuscita del vapore
Quando sembrerà che il pangrattato si sia asciugato al punto giusto, toglierlo dal forno, lasciarlo raffreddare un po' e frullarlo in un macinacaffè o altro, fino a renderlo sottile. Se per qualche ragione a questo punto sembrerà ancora un po' umido è preferibile rimetterlo in forno per altri 15-20 minuti.
Prima di riporlo in un barattolo attendere che sia completamente freddo.
Si conserverà per tanto tempo.
Aggiornamento del 24 aprile 2016
Per evitare di frullare il pangrattato dopo la cottura, lasciarlo sulla carta forno, quando si sarà raffreddato passare un mattarello sui grumi, continuare fino a quando il pangrattato non sarà sottile e omogeneo come da foto.
Uso:
Si può usare in sostituzione del pangrattato normale per impanature saporite e croccanti, sulle verdure al gratin, per dare spessore a polpette di cereali, nel pane casalingo, nella miscela del parmigiano vegan e in generale come integratore di proteine e fibre.
Veggie
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Pubblicato domenica 18 aprile 2010e aggiornato il

sapone ALGA per lavatrice

Non tutti sanno che esiste un sapone ecologico, biodegradabile al 100% a base di olio di cocco, si chiama ALGA.
Il mio sogno veramente, è quello che tutti prima o poi imparino a far da sé i propri saponi, compreso quello per lavatrice e a tal proposito rimando tutti gli interessati al mio gruppo di discussione Yahoo sapone e autoproduzioni dove si discute e si impara a produrre sapone per la persona, per la casa e per il bucato. Ma tornando al sapone Alga, chi non ha tempo d'imparare, ma vuole comunque fare qualcosa per l'ambiente (e per se stesso) sappia che c'è a disposizione questo sapone. Dal punto di vista ecologico il difetto maggiore per così dire (ma anche il pregio) è rappresentato dall'olio di base, cioè olio cocco. Non perché non sia un olio valido, anzi! Al contrario è un olio pregiato che rende i saponi molto schiumogeni e con un potere detergente elevato (un responsabile dell'azienda che distribuisce il sapone Alga mi ha garantito che l'olio di cocco utilizzato è addirittura di grado alimentare), ma come sappiamo è un olio importato, mentre per l'ambiente sarebbero da preferibile oli nostrani a chilometri zero. Questo è il suo unico difetto, se vogliamo, per il resto i danni che questo sapone può procurare all'ambiente non sono minimamente paragonabili a quelli provocati dai comuni detersivi acquistati.
Oltre ad essere biodegradabile al 100% c'è il grande vantaggio della confezione di cellophane che ci consente di evitare lo smaltimento di ulteriori flaconi di plastica, un carico altamente inquinante di cui siamo pienamente responsabili e di cui dovremmo imparare ad avvertirne di più la gravità, anziché scaricandoci la coscienza buttandoli nei secchioni della differenziata, quindi se si deve comprare un sapone o un detersivo per il bucato, questo rappresenta senz'altro la scelta migliore.
Questo sapone, come tutti i saponi del resto, ha delle limitazioni.
E' il potere detergente del sapone in generale (non di questo in particolare) ad essere inferiore a quello dei detersivi. I motivi sono diversi, tra i quali ricordo la totale assenza di sequestranti, sbiancanti e sbiancanti ottici presenti in tutti i detersivi. Per questo motivo molte persone seppur volenterose e disposte nell'usarlo, quando vedono la biancheria ingrigire un po', rinunciano. Sulla base di queste riflessioni, con le ricette sottostanti ho cercato di migliorare le prestazioni del sapone, servendomi solo di materie naturali, anch'esse biodegradabili. Sono sicura che in questo modo il bucato venendo più bianco sarà uno stimolo in più nello spingervi ad utilizzarlo.
Ho avuto il piacere di parlare con uno dei rappresentanti della DE.GA., l'azienda che produce questo sapone. Attualmente c'è un sito in costruzione che avrà il seguente indirizzo: DE.GA.bio. Presto potremo avere la scheda tecnica per poter così verificare la sua naturale composizione attraverso la lettura dell'INCI.
A proposito di composizione faccio presente che in commercio esistono altri saponi sul genere di Alga. Finora ho trovato Nonna Papera, Alba, Aurora e Sortì. Non conosco le caratteristiche di questi saponi pertanto non so valutare se siano ugualmente validi. Appena troverò le schede tecniche o l'INCI comunicherò i risultati.

Sulla confezione del sapone viene consigliato di prelevare un terzo del panetto e di metterlo direttamente in lavatrice insieme agli indumenti. Potete fare così, anche se a me veramente sembra un po' scomodo, perché il sapone essendo gelatinoso tende ad attaccarsi sul coltello (un po' come farebbe una marmellata densa) e diventa di difficile gestione anche la quantità da mettere in un lavaggio. Se avete la mia stessa impressione potete preparare le ricette che seguono. Nella prima si utilizza il sapone così com'è, semplimente sciogliendolo per renderlo più pratico, ma per migliorare il lavaggio bisognerà aggiungere degli additivi che spiego in seguito, nella seconda si prepara un detersivo completo.
Voglio ribadire il concetto che il sapone naturale per dare buoni risultati di lavaggio deve essere aiutato con bicarbonato, soda Solvay e percarbonato e questo vale per TUTTI i saponi, compresi quelli autoprodotti.

SAPONE LIQUIDO PER LAVATRICE ALGA
(per 1 flacone da 2 litri)
Ingredienti:
3 panetti da 500 gr. di sapone Alga (oppure 4 panetti da 400 gr.)
600 ml di acqua di rubinetto
Preparazione:
Con un coltello tagliare il sapone a fette di un paio di centimetri e metterlo insieme all'acqua in una pentola. Accendere il fornello e portare dolcemente ad ebollizione. Spegnere e coprire.
Lasciare così fintanto che il sapone non si è sciolto. Se dopo un'ora, cioè quando il sapone si è raffreddato, il gel non si è ancora sciolto, si può rimettere sul fornello e portare nuovamente fino al punto di ebollizione. Coprire di nuovo ed attendere fino a scioglimento.
Quando il sapone è tiepido o freddo si può versare in un flacone da 2 litri. Se mancasse del liquido al completo riempimento, si può aggiungere dell'acqua.
Uso:
Una pallina riempita con 180/200 ml di detersivo da mettere direttamente nel cestello della lavatrice insieme al bucato. Per migliorare questo sapone si può aggiungere 1 cucchiaio di soda Solvay (che rompe lo sporco) e 1 di bicarbonato (che addolcisce l'acqua e toglie l'odore dagli indumenti) per i capi bianchi. Per capi colorati dimezzare la quantità di soda, per capi delicati mettere solo il bicarbonato.
Il lavaggio dei capi bianchi si può rinforzare aggiungendo un additivo igienizzante/sbiancante/smacchiante: il percarbonato.
Per maggiori informazioni leggere nella ricetta sottostante: SAPONE COMPLETO PER LAVATRICE ALGA.
Nella vaschetta dell'ammorbidente, visto che stiamo cercando di fare un lavaggio ecologico, evitiamo di mettere l'ammorbidente e mettiamo invece dell'aceto come spiegato qui. Per arricchire di oli essenziali il vostro aceto, chi è iscritto al blog come sostenitore, se ancora non lo ha, può chiedere che gli venga inviato il pdf OLI ESSENZIALI PER BUCATO-PIATTI-PAVIMENTI. Per l'invio seguire le istruzioni riportate nella home page.
Se invece vogliamo avere un sapone già completo possiamo preparare la ricetta che segue.

SAPONE COMPLETO PER LAVATRICE ALGA
Questo detersivo si presenta come una pasta densa che si sbriciola. Bisogna trovargli un contenitore in plastica a bocca larga. L'ideale sono i secchielli delle olive che i negozianti buttano in quantità. Fatevene mettere da parte uno dal vostro alimentari di fiducia o chiedete al supermercato. Poi procuratevi qualcosa che possa fungere da coperchio. Io ho un coperchio di plastica che serve per il microonde, ed è proprio della misura giusta. Altrimenti se non trovate niente potete coprirlo con un piatto. E' importante coprirlo per evitare che il sapone a contatto con l'aria secchi troppo.
Ingredienti:
4 panetti da 500 gr. di sapone Alga (oppure 5 panetti del nuovo formato da 400 gr.)
300 gr. di bicarbonato
250 gr. di fecola di patate
200 gr. di soda Solvay
2,8 litri di acqua di rubinetto
Preparazione:
In una pentola da 7 litri mettere la soda e l'acqua. Iniziare a scaldare e girare con un cucchiaio di legno (o di plastica). Quando la soda è sciolta o quasi aggiungere il sapone tagliato a fette di un paio di centimetri. Portare ad ebollizione girando ogni tanto. Quando inizia a bollire o quasi, spegnere e coprire. Aspettare un paio d'ore e ogni tanto verificare se il sapone si è sciolto. Se trascorse le 2 ore ci sono ancora dei pezzi interi, riaccendere il fornello e portare nuovamente quasi ad ebollizione. Poi spegnere, coprire ed attendere fino a quando finalmente il sapone non si sarà completamente sciolto.
Quando il sapone sarà sciolto si può inglobare l'amido. Per fare ciò se il sapone si è completamente raffreddato è necessario scaldarlo fino a che sia caldo, ma non bollente, ricordarsi di spegnere il fornello prima di andare avanti.
Versare l'amido nel sapone e aiutandosi con un frullatore ad immersione cercare di scioglierlo bene. Quando non ci sono più grumi versarlo nel secchio preparato in precedenza.
Prendere il bicarbonato già pesato e versarlo poco alla volta nel sapone. Man mano che si versa girare con il cucchiaio di legno (o di plastica). Mentre si versa si vedrà una leggera azione effervescente, è tutto normale. Quando il bicarbonato sarà stato inglobato del tutto, si può mettere il coperchio sul secchio ed attendere che si raffreddi completamente.
Ogni tanto riaprire e girare per evitare che il bicarbonato si depositi sul fondo. Fino a questo punto il sapone sembrerà ancora molto liquido, ma appena si raffredderà completamente diventerà della consistenza che si può vedere nelle immagini.

Mentre solidifica è bene girarlo con il cucchiaio per evitare che diventi un blocco uniforme.
Bisogna invece romperlo e "tagliarlo" (con il cucchiaio) come si fa per rompere la cagliata del formaggio per avere l'effetto crema densa che si sbriciola.
Quando il sapone è pronto chiudere il secchiello per evitare che con il passare dei giorni il prodotto si asciughi.
Uso:
Riempire una pallina da bucato con circa 200/250 ml di pasta di sapone (questa dovrebbe essere la capacità massima della pallina) e metterla nel cestello insieme al bucato.
Ho notato che ultimamente c'è difficoltà nel reperire le palline da bucato, se non ne trovate ci si può arrangiare con altre vaschette in plastica resistenti al calore. Pasqua è passata da poco, se non avete ancora buttato le basi poggia-uovo che si trovano all'interno delle confezioni delle uova di Pasqua, potete utilizzarle al posto delle palline riempiendole (secondo la capacità) con il detersivo e mettendole nel cestello della lavatrice insieme al bucato.
Per questo sapone e per il precedente il lavaggio dei capi bianchi si può rinforzare aggiungendo come additivo 1 cucchiaio di percarbonato. Il percarbonato è uno smacchiante/sbiancante che libera ossigeno attivo nel lavaggio già alle medie temperature. E' completamente biodegradabile. Attenzione quando si acquista questo prodotto, perché spesso viene confuso con il perborato, un altro additivo che al contrario è altamente inquinante.
Il percarbonato non è facile da trovare e spesso si trova solo su internet.
Questi a seguire sono sbiancanti composti dal 100% di percarbonato di sodio:
smacchiante bio all'ossigeno attivo di Inner Life (io l'ho trovato anche in erboristeria)
smacchiante bio all'ossigeno attivo di Ananda Assisi
Noe candeggiante per bucato di Witt (attualmente il sito è in allestimento, ma il prodotto si trova in alcuni negozi online)
Se non trovate del percarbonato puro ci sono degli additivi di ottima qualità pur contenendo quantità inferiori di percarbonato. Meritano attenzione:
candeggiante di Sonett (ottimo, si trova anche nei negozi bio)
smacchiatore igienizzante di Tea Natura (anche nei negozi equo e solidali)
percarbonato sbiancante puro di Officina Naturae (non è puro come nel nome, ma contiene >30% di percarbonato)
polvere sbiancante-igienizzante di Ecor (anche in erboristeria e nei negozi bio)
smacchiatore igienizzante di EcoSi ( on line e nei negozi bio)
Anche per questo sapone è consigliabile sostituire l'ammorbidente con l'aceto come descritto qui.
Nei prossimi giorni vedremo come poter utilizzare il sapone Alga per le pulizie domestiche diverse dal bucato.
Veggie
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LETTURE CONSIGLIATE

Saponi e Detersivi Naturali - LibroVoto medio su 76 recensioni: Da non perdere

Pubblicato sabato 17 aprile 2010e aggiornato il

ciclamino selvatico


Mi hanno regalato questo fiore pochi giorni fa.
Grazie! E' bellissimo.
Il colore pallido lascia intuire come si stia affacciando timidamente alla nuova stagione sotto un sole appena accennato.

Finalmente la primavera è in arrivo.
Veggie

Pubblicato venerdì 16 aprile 2010e aggiornato il

sapone di Marsiglia

Ho spiegato nell'articolo utilizziamo il sapone di Marsiglia quanto sia diventato difficile trovare del vero sapone di Marsiglia. Cercherò di completare questo argomento. Oramai la scritta sapone di Marsiglia la troviamo ovunque, ma vi siete mai soffermati a leggere le etichette?
Questo purtroppo è il primo ostacolo che si trova. Gli ingredienti di un sapone sono rappresentati dall'INCI, un codice internazionale che serve a descrivere gli ingredienti in cosmetica e in quale forma sono stati inseriti in un prodotto. Purtroppo per la gente normale questo codice risulta essere incomprensibile, inoltre nei saponi diversi da quelli per l'igiene personale l'obbligo di riportare gli ingredienti non c'è, quindi prendendo come esempio un sapone di Marsiglia da bucato, non potremmo mai sapere cosa contiene. Questa è un'ingiustizia considerando che il bucato lo indossiamo e dovrebbe essere un nostro diritto sapere cosa mettiamo a contatto con la pelle. Per questa ragione consiglio a tutti di scartare a priori i saponi da bucato e di rivolgersi a quelli per l'igiene personale da usare anche per le pulizie domestiche e per il bucato.
Per tornare all'INCI bastano pochi elementi da imparare per identificare dal codice, gli ingredienti più importanti in un sapone.
L'ingrediente che troverete dappertutto è il Sodium Tallowate, il cosiddetto sego bovino, si tratta del grasso saponificato ottenuto dagli scarti di macellazione (quindi un grasso animale). Questo sgradevole ingredienti si trova in quasi tutti i saponi per il viso e per il corpo oltre ad essere contenuto in tutti i saponi da bucato. Divertitevi la prossima volta che andate al supermercato e leggete le etichette di tutti i saponi che trovate, se ne trovate uno che non contenga il Sodium Tallowate, siete fortunati, compratelo! Purtroppo anche saponi famosi in tutto il mondo lo contengono, non sto qui a fare nomi, ma basta leggere.
Al secondo posto tra gli ingredienti troviamo Sodium Palmate e Sodium Palm kernelate, si tratta rispettivamente di grassi saponificati da palma e da noccioli di palma. Sebbene siano grassi vegetali, dal punto di vista ecologico non sono poi così accettabili, il Sodium Palm kernelate è molto apprezzato per la capacità che ha nei saponi di produrre molta schiuma, ma è un ingrediente molto aggressivo per la pelle.
Il vero sapone di Marsiglia dovrebbe essere fatto con olio d'oliva, che nell'INCI si riconosce dal nome Sodium Olivate e sarà questo l'ingrediente da ricercare.
Sicuramente tra gli altri ingredienti non mancheranno l'EDTA, un sequestrante che si trova più facilmente di quanto si trovi la gramigna nei campi. A questi poi aggiungiamo limonene, citral, profumi in genere. Tutti prodotti di natura sintetica.
Allora cosa dobbiamo fare?
Sono dell'idea che tutti dovremmo imparare a far da soli il sapone e per questo ricordo a chi fosse interessato ad imparare, che può fare domanda d'iscrizione al gruppo di discussione Yahoo da me rappresentato sapone e autoproduzioni, dove potrà imparare a fare sapone per la persona, ma anche saponi da bucato e per la casa.
Per chi ancora non se la sente, ma desidera un primo avvicinamento al mondo del sapone, prossimamente impareremo ad utilizzare il sapone di Marsiglia acquistato e a lavorarlo per ottenere sapone liquido e saponi personali con caratteristiche specifiche.
Il problema principale però rimane la scelta del sapone da utilizzare. Tra tutti quelli che ho trovato in commercio l'unico che contiene olio d'oliva e non contiene il sego bovino è quello dell'immagine. Si chiama Vero Marsiglia e lo produce la ditta NESTI DANTE srl di Firenze.
Pensate che questo sapone l'ho trovato nei supermercati Conad. Un panetto da 150 gr. costa meno di 1,00 euro.
Contiene olio d'oliva come primo ingrediente e a seguire olio di palma, di cocco e noccioli di palma. Non manca il famoso EDTA e i profumi di cui ho parlato quali limonene, citral ecc.. ma rimane il migliore tra quelli commerciali.
Useremo questo per i nostri esperimenti, ma andranno bene anche saponi simili nella composizione che contengano olio d'oliva come grasso principale e che non contengano sego.
Se doveste trovare altri saponi simili, vi prego di segnalarmelo attraverso un commento così potremmo informare anche gli altri interessati. Grazie.
Veggie
26-04-10 mi è stato chiesto l'INCI di questo sapone, lo aggiungo ora:
SODIUM OLIVATE, SODIUM PALMATE, SODIUM COCOATE/PALMKERNELATE, AQUA, PARFUM, GLYCERYN,SODIUM CHLORIDE, TETRASODIUM EDTA, TETRASODIUM ETIDRONATE, CITRAL, LIMONENE, LINALOOL.
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Pubblicato giovedì 15 aprile 2010e aggiornato il

tempo di cellulite...

Con l'arrivo della primavera ahimé, si scopre la presenza della cellulite. In realtà è sempre stata lì, ma con gli indumenti invernali non ci facciamo molto caso, inoltre mi accorgo che l'inverno rivolgiamo meno lo sguardo allo specchio.
Le cause della cellulite possono essere diverse, ma escludendo motivi di natura patologica, una vita sedentaria e un'alimentazione errata, i momenti peggiori per la donna coincidono con le fasi dei principali cambiamenti ormonali: adolescenza, gravidanza, post-gravidanza, menopausa.
Faremo una buona tisana, un trattamento ai fanghi del Mar Morto e un buon olio contro la cellulite di cui parleremo in un altro post.

TISANA CONTRO LA CELLULITE
(senza alghe brune)
Ingredienti:
1 parte betulla foglie
1 parte centella asiatica
1 parte ciliegio peduncoli
1 parte edera helix foglie (edera rampicante, non edera terrestre)
1 parte tiglio fiori e brattee

Ho evitato deliberatamente di mettere l'alga bruna o fucus o quercia marina (questi sono i nomi con cui viene spesso chiamata) in questa tisana, perché ad alcune persone dà fastidio (me compresa) a causa della grande quantità di iodio che contiene. Rimane comunque una tisana efficace, un po' diuretica, depurativa e stimolante della circolazione. Chi è sicuro di tollerarla può aggiungerne 2 parti.
Uso:
Far bollire mezzo litro di acqua. Spegnere ed aggiungere 2 cucchiai da tavola di tisana. Lasciare in infusione 10 minuti. Filtrare e bere metà la mattina a digiuno e metà la sera prima di andare a letto.
Conviene prepararla la sera così da berne metà prima di andare a letto ed avere l'altra metà pronta per la mattina successiva.

FANGHI DEL MAR MORTO
Scegliete dei fanghi che siano stati manipolati il meno possibile. Fanghi puri, non trattamenti già pronti.
Spalmare il fango su cosce e/o addome. Avvolgere completamente le zone trattate con pellicola trasparente per alimenti. Le zone trattate devono stare in caldo. Fare attenzione a non stringere troppo la pellicola ed evitare di lasciare segni sulla pelle. La pellicola va avvolta in modo da tenere ben ferme le gambe ma non strettissime.
Lasciare in posa 20 minuti. Sciacquare sotto la doccia.
Un sistema urto per questo trattamento consiste nel fare applicazioni molto ravvicinate per poi diminuire gradualmente.
Si può fare così:
5 applicazioni i primi 5 giorni consecutivi
5 applicazioni a giorni alterni
5 applicazioni con 2 giorni di pausa tra una e l'altra
5 applicazioni bisettimanali
proseguire con 1 applicazione settimanale di mantenimento.

Si può completare l'azione dei fanghi applicando un olio contro la cellulite.
Veggie
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Pubblicato martedì 13 aprile 2010e aggiornato il

brillantina old style

Qualche signore più grande di età ricorderà senz'altro la brillantina di una nota marca.
Oggi l'uso della brillantina è stato soppiantato dalle cere per capelli e dai gel a tenuta più o meno forte di cui i ragazzi non riescono a fare meno.
Per chi invece si sente ancora legato a questo prodotto ho preparato una brillantina in forma naturale che non solo non danneggiare i capelli, ma li rinforza e li ristruttura.









BRILLANTINA OLD STYLE
(per una bottiglia da 100 ml)
Ingredienti:

80 ml circa di vodka a 40°
(oppure 30 ml alcol etilico 95° + 40 ml di acqua distillata)
25 ml olio di ricino
10 gocce di olio essenziale di legno di rosa
(oppure 5 gocce di rosa)
10 gocce di olio essenziale di geranio
5 gocce di olio essenziale di citronella
5 gocce di olio essenziale di cannella
Preparazione:

In un barattolo di vetro mettere 70 ml di vodka (oppure 30 ml di alcol + 40 ml di acqua distillata). Versare l'olio di ricino e gli oli essenziali. Chiudere bene ed agitare vigorosamente. In poco tempo la miscela assumerà l'aspetto del latte. Ogni tanto agitare il barattolo fino a quando il prodotto non sarà diventato omogeneo.
Trasferirlo in una boccetta da 100 ml servendosi di un imbutino. Riempire la bottiglia con poco alcol a 95° o vodka.
Uso:

Agitare il prodotto prima dell'uso.
Versare un po' di brillantina nel palmo della mano. Strofinare i palmi e passare sui capelli asciutti o bagnati.
Questo prodotto può essere usato in piccole quantità anche dalle donne per modellare i ricci e conferire l'effetto bagnato ai capelli.
Veggie
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Pubblicato domenica 11 aprile 2010e aggiornato il

un fiore dalla Sicilia

Oramai penso lo sappiate che non mi piace recidere i fiori, ma mi piace osservarli nelle loro diversità.
Questo bellissimo fiore è il prodotto di una pianta grassa di Sicilia. Le piante grasse producono sempre dei fiori bellissimi e complessi dai colori sgargianti.
Grazie al mio amico siciliano DOC che me l'ha inviato. Adoro i siciliani! Ciao!
Veggie

Pubblicato venerdì 9 aprile 2010e aggiornato il

limoncello e cremoncello

Per la preparazione di questa ricetta si raccomanda l'uso di limoni biologici. I pesticidi impiegati sugli agrumi sono i più aggressivi, la scorza si comporta come una spugna catturandone in quantità. Dato che la buccia dei limoni è l'ingrediente chiave di questo liquore, è bene accertarsi della provenienza prima di iniziare. Naturalmente vanno bene anche i limoni del proprio giardino se non sono stati esposti allo smog di una strada trafficata.
La differenza tra il lemoncello e il cremoncello sta solo nella scelta di utilizzare latte o acqua.






LIMONCELLO E CREMONCELLO
Ingredienti:
1 litro di alcol buongusto 95°
1,5 kg di zucchero
2 litri di acqua oligominerale o di latte fresco parz. scremato
10 o 12 limoni (dipende dalla grandezza) possibilmente di Amalfi o di Sorrento
Preparazione:
Lavare accuratamente i limoni. Sbucciarli servendosi di un coltello affilato o di un pelapatate, cercando di non prelevare la parte bianca ed eventualmente rimuoverne i residui dalle scorze.
Mettere le bucce nell'alcol e lasciarle macerare 2 giorni in un contenitore ben chiuso, agitandolo ogni tanto.
Bollire l'acqua o il latte. Aggiungere lo zucchero poco alla volta e girare con un cucchiaio di legno per farlo sciogliere bene mantenendo il fornello al minimo. Quando lo zucchero è completamente sciolto, spegnere il fornello e coprire la pentola. Lasciare raffreddare completamente lo sciroppo di acqua (o latte) e zucchero.
Aggiungere l'alcol con le bucce in macerazione. Girare per bene e filtrare.
Nel caso del limoncello filtrare più volte e se serve aggiungere dell'ovatta nel passino come filtrante. Nel caso del cremoncello è sufficiente filtrarlo con un normale passino.
Servire freddo.

I limoni rimasti dalla preparazione non vanno buttati.
Si possono spremere e si può mettere il succo nelle vaschette del ghiaccio, per poi utilizzarli sciolti in acqua per una dissetante bibita oppure si possono mettere nel tè o dove è consigliato del succo di limone.
Veggie
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Pubblicato mercoledì 7 aprile 2010e aggiornato il

maschera al lievito di birra

Questa maschera è indicata per pelli impure, in particolare per la pelle degli adolescenti che non si fanno mancare brufoli e punti neri.
Non è una maschera aggressiva né molto astringente come si può pensare, può quindi essere applicata su tutti i tipi di pelle per un'azione remineralizzante oltre che purificante.
Inoltre l'alto contenuto vitamico del miele e del lievito di birra che come è noto è molto ricco di vitamine del gruppo B, e l'azione cicatrizzante della propoli ne fanno un prodotto indicato anche su pelli più o meno rugose per un effetto levigante e tonificante.

MASCHERA AL LIEVITO DI BIRRA
(purificante-tonificante)
Ingredienti:

5 gr. lievito di birra secco granulare (mezza bustina)
1 cucchiaio scarso di acqua di Hamamelis (o acqua di rose)
1 cucchiaino di miele
5 gocce di estratto idroalcolico di propolis
Acqua di Hamamelis o di rose vanno bene entrambe, però l'acqua di Hamamelis è più indicata per pelli normali-grasse, mentre quella di rose per pelli normali-secche.
Preparazione:
Mettere il lievito di birra in una tazzina da caffé. Scaldare l'acqua di Hamamelis, facendo attenzione a non scardarla troppo. Deve essere appena tiepida per far sciogliere il lievito, mai troppo calda altrimenti i lieviti muoiono.
Versarla sul lievito di birra ed aggiungere 1 cucchiaino di miele. Girare, coprire ed attendere fino a quando il lievito non si scioglie. Quando è sciolto aggiungere la propoli.
Stendere sul viso (precedentemente deterso) con un pennello.
Lasciare in posa 20 minuti e sciacquare con acqua tiepida.
Questo trattamento si può ripetere una volta a settimana.
Veggie
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Pubblicato lunedì 5 aprile 2010e aggiornato il

latte di soia

LATTE DI SOIA
Ingredienti:

250 gr. di soia gialla (mezzo pacco)
3 litri di acqua oligominerale
60 grammi di zucchero di canna biologico (facoltativo)
4 cm. di alga kombu
1/2 baccello di vaniglia
Preparazione:
Mettere la soia a bagno per 24 ore, cambiando l'acqua almeno 1 volta.
In una pentola versare l'acqua e portarla quasi ad ebollizione. Nel frattempo scolare i fagioli di soia. Riempire di 1/3 il bicchiere del frullatore con i fagioli e coprirli con un po' dell'acqua bollente della pentola. Versarne fino ad un paio di centimetri sopra il livello della soia. Chiudere il frullatore e frullare finemente.
Versare la purea di legume su un telo di cotone messo in un colapasta, a sua volta messo in un'ampia insalatiera o una bacinella sufficientemente grande da poter raccogliere il latte.
Un po' alla volta frullare tutta la soia come spiegato.
Strizzare fortemente il telo e spremere per far uscire tutto il latte. Man mano che si raccoglie il latte versarlo in un'altra pentola. La polpa che rimane nel telo prende il nome di okara. E' ancora ricca di proteine e fibre e non va buttata, si potrà utilizzare in vari modi di cui parleremo in altre occasioni. Per ora rimettere il telo con l'okara nel colapasta sulla bacinella e poco alla volta versarci un po' della rimanente acqua calda. Strizzare il telo e versare il latte raccolto insieme al resto nell'altra pentola. Continuare così fintanto che dalla soia strizzata esce solo acqua quasi trasparente. A quel punto l'acqua calda rimasta va versata insieme al latte nell'altra pentola.
Aggiungere lo zucchero (se si vuole dolcificarlo un po'), l'alga kombu precedentemente ammollata in poca acqua fredda e la vaniglia. Portare a bollore.
Girare fino a quando lo zucchero non si è sciolto completamente, poi lasciarlo bollire dolcemente per 1 ora. In alternativa al baccello di vaniglia si può mettere un cucchiaio o anche meno di estratto di vaniglia, ma in questo caso si aggiunge a fine cottura.
Sul latte in ebollizione si può formare una pellicola: lo yuba, se dà fastidio può essere rimosso altrimenti si può mangiare o lasciare nel latte
.
Versare il delizioso latte ottenuto in bottiglie da conservare in frigorifero e consumare entro 4 o 5 giorni.
Io lo metto nelle bottiglie di vetro della passata di pomodoro e senza riempirle troppo ne congelo qualcuna. Dopo lo scongelamento a volte si presenta un po' granuloso, come se la polpa si fosse separata dall'acqua. Quando questo accade è sufficiente una frullata veloce con il frullatore ad immersione e torna come nuovo.
La polpa di soia rimasta dalla lavorazione del latte è ancora ricca di sostanze attive, non buttatela. Si può congelare per futuri impieghi già divisa in piccole porzioni. In seguito si potrà utilizzare nei ripieni, in polpette vegetali e tanti altri usi. Io lo utilizzo anche per farne un ottimo pangrattato di soia dal sapore gradevolissimo che si conserva a lungo.
Veggie
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LATTE DI SOIA
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Pubblicato domenica 4 aprile 2010e aggiornato il





BUONA PASQUA!!


a tutti i miei lettori
e ai nuovi visitatori

Veggie



Pubblicato venerdì 2 aprile 2010e aggiornato il

Marsiglia verde

Questo è il sapone che nel gruppo sapone e autoproduzioni quest'anno ha vinto il "Concorso Marsiglia Verde". Il concorso è stato un'idea nata per caso da una discussione e il colore stabilito, cioè il verde doveva essere ottenuto con delle forti limitazioni nei procedimenti. E' venuto un bel verde, peccato che è svanito in fretta lasciando il posto ad un verdino insignificante. Questo purtroppo è successo un po' a tutti i saponi del concorso, la causa è l'assenza di fibre nel sapone.
Veggie
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MARSIGLIA VERDE
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