Pubblicato domenica 31 gennaio 2010e aggiornato il

Pubblicato sabato 30 gennaio 2010e aggiornato il

sapone allo zolfo e lemongrass

Ho fatto questo sapone per mia nipote Giulia, la figlia di mio fratello. Quando ha iniziato le scuole superiori si è riempita di brufoli e punti neri come tutte le ragazzette della sua età. Devo dire che ha funzionato bene ed è riuscito a tenere sotto controllo l'eccesso di sebo e a disinfettare il viso senza irritare. Ha continuato ad usarlo per qualche anno come detergente abituale in associazione ad una dieta appropriata. Insieme avranno contribuito ad evitarle la comparsa dell'acne giovanile.
Questo sapone è a base di olio d'oliva, cocco, riso, mandorle dolci e oleolito di camomilla.
L'azione purificante è svolta dagli oli essenziali che contiene, lemongrass, tea tree ed altri e naturalmente dallo zolfo. Il colore verde è dato da polvere di spinaci.
Per maggiori dettagli su questo sapone potete visitare il gruppo sapone e autoproduzioni
Veggie
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SAPONE ALLO ZOLFO E LEMONGRASS by veggie822 - LILIANA PAOLETTI
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Pubblicato venerdì 29 gennaio 2010e aggiornato il

crauti al naturale

Quest'anno nel gruppo che gestisco sapone e autoproduzioni in molti ci siamo cimentati nella produzione dei crauti. Io avevo a disposizione questo comodissimo pressaverdure distribuito da "La finestra sul cielo" che normalmente si usa per fare gli insalatini di verdure, ma che dato il prezzo elevato ho voluto sfruttare anche per questa preparazione. Ci sono entrati quasi due cavoli, per un peso totale di 2 kg.
Preparazione:
Togliere le foglie più esterne dei cavoli e lavarli accuratamente. Lavare e mettere da parte un paio di foglie grandi. Affettare i cavoli il più sottili possibile con un'affetta-verdure.
Prima di metterli nel pressaverdure, bisogna preparare le spezie e il sale. Io ho messo solo dei semi di coriandolo, ma si possono mettere cumino, ginepro o affettare delle mele da mettere tra gli strati insieme ai cavoli, secondo il gusto personale. La quantità di sale necessaria dev'essere massimo di 30 gr. x kg di cavoli. Per evitare di ottenere un prodotto salato, prima di procedere è meglio pesare 60 gr. di sale e separarli dal barattolo del sale.
Iniziare mettendo nel pressaverdure uno strato di cavolo affettato, poi distribuire poco sale e mettere qualche spezia. Proseguire fino a riempire il vaso, alternando cavolo, spezie e sale. Bisogna fare in modo che il sale a disposizione sia sufficiente fino alla fine. Mettendone poco per strato dovrebbe addirittura avanzarne un po' (meglio). Dato che il vaso all'inizio non può contenere tutti i 2 kg di cavolo, bisogna metterne prima una metà e avvitare il coperchio. Dopo mezz'ora sotto la pressione della vite il livello dei cavoli si sarà abbassato tanto da consentire di aggiungerne altri. Aggiungerne quindi la metà di quelli rimasti, poi richiudere, attendere altri 30 minuti e mettere gli ultimi rimasti. Per ultimo ricoprire con le 2 foglie intere di cavolo precedentemente messe da parte, serviranno ad evitare che pezzettini di cavolo inizino a galleggiare nel liquido che presto si formerà. Un po' a fatica e senza girare la vite il coperchio dovrebbe riuscire a chiudersi. Coprire il vaso e tenerlo in luogo appena tiepido almeno per i primi giorni. Man mano che il livello dei cavoli scende avvitare un po' il tappo in modo da comprirmerli. Dopo poco tempo il cavolo dovrebbe essere sommerso dal liquido di fermentazione. Quando questo avviene la forte compressione non è più necessaria, è sufficiente assicurarsi che non ci siano parti scoperte.
Trascorsi 15 giorni si può scoprire il vaso per assaggiare la verdura. La verdura deve raggiungere il giusto grado di acidità e un sapore gradevole. Se sulla superficie del liquido si formano delle piccole muffette bianche (assomigliano a schiuma di sapone) bisogna rimuoverle accuratamente con un cucchiaio, sciacquare il coperchio e rimetterlo. Dopo un mese i crauti dovrebbero essere pronti e presentarsi come nella foto.
A questo punto possono essere travasati in vasetti piccoli o in un unico vaso, ricoperti del liquido di governo e stipati in ambiente fresco, meglio se ad una temperatura inferiore ai 10 gradi. E' preferibile mettere dei pressini sotto i coperchi (quelli della conserve), per garantire che le verdure rimangano ricoperte di liquido, senza il quale sarebbero destinate ad avariarsi presto. I crauti così preparati vanno consumati entro l'estate. Se si pensa di conservarli per un periodo maggiore si possono sterilizzare come si fa normalmente per altre verdure oppure se, se ne fanno molti, una parte può essere sterilizzata e un'altra si può mettere in un unico vaso da mangiare all'occorrenza.
Per la sterilizzazione i crauti devono essere messi in vasetti pulitissimi, sterilizzati a loro volta, comprimendoli per bene e distribuendo tra tutti il liquido fermentato a disposizione. Dopo essere stati chiusi bene devono essere avvolti singolarmente in tovaglioli o in fogli di giornale e posati in una pentola che possa contenerli tutti in posizione verticale. La pentola deve essere alta, i vasetti vanno ricoperti di acqua per almeno 2 cm sopra il coperchio. Mettere uno spargifiamma e portare l'acqua a bollore. Dal momento che inizia l'ebollizione calcolare 30 minuti e spegnere. Coprire con il coperchio e lasciare raffreddare fino al mattino seguente.
Rimuovere i barattoli dall'acqua asciugarli, etichettarli e riporli.
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Pubblicato giovedì 28 gennaio 2010e aggiornato il

burro dopobagno al Karité

Questo burro dal gradevole profumo, a contatto con il calore del corpo si scioglie meravigliosamente. Idrata e nutre senza lasciare untuosità. Pochi minuti dopo l'applicazione viene assorbito quasi completamente lasciando la pelle morbida. Ottimo anche per il viso e per le mani.

BURRO DOPOBAGNO AL KARITE’
(per un vasetto da 200ml circa)
Ingredienti:
100 gr. burro di karité
60 gr. olio di mandorle dolci
20 gr. oleolito di camomilla o calendula (in alternativa olio d'oliva)
20 gr. olio di cocco
12 gr. cera d’api
30 gocce o.e. geranio
30 gocce o.e. arancio dolce
20 gocce o.e. rosmarino
6 gocce o.e. zenzero
Preparazione:
Per prima cosa preparare una piccola pentola poco più grande del pentolino in cui andremo a fare il nostro burro, lo utilizzeremo per immergerci il pentolino dopo la preparazione in modo da accelerare il raffreddamento. Riempirla di acqua fredda, e preparare qualche cubetto di ghiaccio.
Nel pentolino mettere l’oleolito, l’olio di mandorle, l’olio di cocco, il burro di karité e la cera scrupolosamente pesata e grattugiata o ridotta in piccoli pezzetti.
Far sciogliere dolcemente i grassi in un angolino del fornello, ponendo la massima attenzione affinché non si bruci la cera. Se non si è sicuri o non si ha il controllo del calore è preferibile eseguire questa operazione a bagnomaria.
Altrimenti avvicinare solo in parte il fondo del pentolino al fornello e scaldare dolcemente il contenuto facendo attenzione a non far salire troppo la temperatura. Ogni tanto toglierlo dal fornello e aspettare, il calore degli oli continuerà a sciogliere burro e la cera.
Appena la cera e il burro di karité si presentano liquidi, spegnere e aggiungere gli oli essenziali. Togliere dal fornello e immergere il pentolino nell’acqua fredda preparata in precedenza con qualche cubetto di ghiaccio. Girare continuamente con un cucchiaino senza interruzioni. Ne frattempo l’acqua fredda esterna accelererà il raffreddamento. Quando si nota che il burro da trasparente inizia a diventare opaco (segno che la temperatura si sta abbassando e il burro comincia a solidificarsi) si può versare nei vasetti o in un unico vasetto. Il burro sottoforma di patina che si è formata raffreddandosi sulle pareti del pentolino, può essere recuperato passando velocemente le stesse sul fornello e man mano che il burro si scioglie versandolo sul resto del burro. Attendere che il burro si sia completamente solidificato prima di chiudere i vasetti.
Questo burro non necessità del frigorifero per una buona conservazione (salvo in piena estate se facesse un caldo eccezionale). E’ sufficiente tenerlo lontano da fonti di calore quali i caloriferi.
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Pubblicato lunedì 25 gennaio 2010e aggiornato il

Miglee

Questa deliziosa bevanda di origini medio-orientali è proprio quello che ci vuole quando fa freddo come in questo periodo.
Corroborante e riscaldante dal profumo di cannella e il retrogusto un po' piccante dello zenzero.
Da consumare ben calda come un té nei pomeriggi invernali.

MIGLEE
Ingredienti:
1 stecca di cannella (10 cm ca.)
1 cucchiaio di semi di anice
3 chiodi di garofano
3 cm di radice di zenzero fresco
1 litro di acqua
Preparazione:
Rompere in piccoli pezzi la stecca di cannella, togliere la pelle allo zenzero e tagliarlo in 2 o 3 pezzetti.
Mettere tutte le spezie in un pentolino con l'acqua e portare a bollore. Bollire un paio di minuti., poi spegnere e coprire. Lasciare in infusione altri 5 minuti. Filtrare e zuccherare a piacere.
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Pubblicato domenica 24 gennaio 2010e aggiornato il

latte di sesamo

Il sesamo è un ottimo ricostituente dell'emoglobina e delle piastrine del sangue. E' ricco di Vit.A, E, B1, B2, B6, nonché di grassi insaturi omega 3 e omega 6.
Molto ricco in minerali quali calcio, fosforo, magnesio e ferro. In particolare è la grande quantità di calcio (e il rapporto che ha con il fosforo) contenuto nei semi a richiamare l'attenzione e a renderlo molto interessante come integratore nella dieta per vegetariani e vegan o per tutte quelle situazioni in cui non si può consumare latte animale.
Questo latte molto gustoso è una mia ricetta. Ho intenzionalmente aggiunto le alghe Wakame perché molto ricche di calcio. Alghe e sesamo possono così lavorare in sinergia per rinforzare l'azione remineralizzante.
I fiocchi di riso sono stati inseriti per dare un po' di cremosità, ma possono essere omessi o sostituiti con fiocchi di avena, frumento o orzo.
Questo latte è un ottimo alimento per donne in fase di menopausa e post-menopausa, per chi studia e per chi svolge un'attività che richiede un grosso impegno intellettuale.

LATTE DI SESAMO
(per 1 litro di latte)
Ingredienti:
1,080 litri acqua oligominerale
50 gr. semi di sesamo
20 gr. zucchero di canna integrale biologico
2 cm. alga Wakame (facoltativo)
2 cucchiaini fiocchi di riso (facoltativo)
Preparazione:
Macinare insieme semi, fiocchi e alga in un macinacaffè.
Versare il tutto in un pentolino ed aggiungere l'acqua e lo zucchero. Portare a bollore e lasciare sobbollire dolcemente per 10 minuti scoperto. Spegnere, coprire e lasciare riposare per 30 minuti.
Filtrare il latte ottenuto su un telo di cotone bianco o un tovagliolo (attenzione ai detersivi! per questi lavori utilizzate sempre e solo tessuti lavati con sapone naturale e senza usare ammorbidenti), strizzare e spremere bene per far uscire tutto il latte dai semi.
Versare in una bottiglia e conservare in frigorifero. Consumare entro pochi giorni.
Essendo un latte ricavato da semi oleosi tende a formare un sottile strato di olio in superficie, è bene agitarlo prima di versarlo in tazza.
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Pubblicato sabato 23 gennaio 2010e aggiornato il

estratto di vaniglia

Sono convinta che le bustine conosciute e vendute sotto il nome di "vanillina" normalmente utilizzate per aromatizzare dolci, bevande, macedonie e liquori siano davvero un pessimo alimento. Si tratta di una polvere di origine sintetica ottenuta chimicamente in laboratorio, dove la vaniglia è presente solo nel nome. Chi vuole saperne di più può leggere qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Vanillina. Dopo aver letto converrete con me che l'idea di fare un profumatissimo estratto con baccelli veri non è un'idea del tutto da scartare...
Voglio dedicare questa ricetta al mio amico Dave che giusto qualche giorno fa parlando di sapone diceva di apprezzare in modo particolare l'odore di vaniglia, mi vengono in mente i talchi profumati, che delizia! Lui vorrebbe utilizzarla per profumare il sapone, ma ahimé per quello forse sarebbe meglio spostare l'attenzione verso una fragranza sintetica. L'olio essenziale di vaniglia, ricavato dai baccelli ha davvero un costo elevato.
ESTRATTO DI VANIGLIA
Ingredienti:
1 baccello di vaniglia bourbon per ogni 100ml di Rhum Saint-James
Preparazione:
Scegliere dei baccelli possibilmente non troppo secchi. Aprirli nel senso della lunghezza per liberare i semini, poi tagliarli a pezzetti. Mettere baccelli e semini in una bottiglia insieme al Rhum. Chiudere e lasciare in macerazione almeno 4 mesi. Scuotere di tanto in tanto.
Filtrare e utilizzare a cucchiaini per aromatizzare dolci e liquori in sostituzione della vanillina.
Ottima anche per dare profumo a deodoranti o lozioni in cui è tollerata la presenza di alcool.
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Pubblicato venerdì 22 gennaio 2010e aggiornato il

Pubblicato mercoledì 20 gennaio 2010e aggiornato il

tingere i capelli con l'henné

Se vogliamo evitare l'uso di tinture chimiche per tingere i capelli possiamo ricorrere all'henné. Si tratta di piante tintorie della famiglia delle Lythraceae utilizzate da secoli per tingere i capelli di rosso. Le foglie vengono essiccate e polverizzate per renderle più facilmente utilizzabili . L'henné oltre a colorare è un ottimo rinforzante. Esiste una varietà di henné neutra che non trasferisce nessun colore al capello e che viene utilizzata unicamente per rinforzante e per dare corpo e volume al capello.
Oggi in commercio si trovano miscele di piante diverse (che vengono chiamate impropriamente henné) al fine di ottenere colori diversi dal rosso o semplicemente sfumature più o meno intense.
Per ottenere dei bei riflessi con l'henné è necessario che il capello non sia stato trattato precedentemente con altre tinture, altrimenti il colore può venire alterato. In genere se si usano i rossi il capello trattato prende un riflesso color carota mentre utilizzando i neri i riflessi tendono al verde. Quindi prima di utilizzarlo aspettate che i capelli tinti siano abbastanza lunghi da poter essere tagliati o aspettate che il capello si sia completamente liberato da residui di tinture precedenti.
Per quanto possa tingere l'henné non è in grado di cambiare completamente il colore ai capelli. Bisogna sempre scegliere un colore che si avvicini al nostro colore naturale. Un biondo non può essere coperto con un henné nero, come un capello nero non può diventare biondo con applicazioni di henné biondo.
L'henné rosso copre i capelli bianchi ma rimangono più chiari rispetto al resto della capigliatura. L'henné nero da solo non copre i capelli bianchi. Per questa ragione si fanno delle miscele aventi come base sempre un po' di rosso, alcune persone si trovano bene facendo 2 applicazioni di cui la prima con henné rosso e la seconda con il nero o il castano.
In commercio si trovano i seguenti colori:
neutro (Cassia obovata)
rosso (Lawsonia inermis)
mogano (Lawsonia inermis, Indigofera tinctoria)
nero (Indigofera tinctoria)
Inoltre si possono trovare diverse gradazioni di rosso, il castano, il biondo.
Il castano si ottiene miscelando henné rosso, melograno, mirtillo, tè, agrimonia ecc...
Il biondo si ottiene miscelando cassia, camomilla, calendula, bardana, rabarbaro ecc...
Fin qui abbiamo visto degli henné composti da miscele di erbe completamente innocue, anzi curative del capello.
Il problema al quale ci troviamo di fronte quando vogliamo acquistarlo riguarda la difficile reperibilità degli hennè naturali, in quanto in commercio queste miscele vengono spesso addizionate di "Sodium Picramate", un additivo chimico che serve a migliorare il colore e a fissarlo. Il Picrammato (o Picramato) è il mezzo per ottenere rossi molto forti che danno tonalità color ciliegia. Nel nero invece bisogna fare attenzione al "solfato ferroso", un altro additivo chimico con cui è meglio non scherzare e che nel nero viene aggiunto al fine di ottenere un nero intenso e soprattutto nero.
In conclusione prima di comprare l'hennè in erboristeria fatevi mostrare la busta su cui è scritto l'INCI e verificate personalmente se nella composizione sono presenti queste sostanze. Se ci sono è meglio rinunciare all'acquisto e rivolgerci altrove. Se dobbiamo usare henné addizionati tanto vale farsi una tintura chimica vera e propria anziché impiegare il molto tempo richiesto nella preparazione dell'henné che è sempre difficile da trattare.

PREPARARE UN HENNE' CASTANO MOGANO NATURALE
Occorrente: (per capelli di lunghezza media)
40 gr henné rosso
20 gr henné nero
alkanna tinctoria
aceto di mele
sale fino da cucina
olio d'oliva
acqua (da preferire distillata o oligominerale)
Preparazione:
La prima cosa da fare è preparare l'alkanna. Poiché il colore migliore si ottiene macerando la pianta in olio, ne metteremo 2 cucchiai in 150 ml di olio d'oliva. Lasciamo in macerazione per un paio di giorni, poi filtriamo e ne utilizzeremo un cucchiaio ogni volta che facciamo l'henné.
L'alkanna contribuisce a spegnere un po' il tono di rosso e a dargli una sfumatura più sul mogano. Quando l'olio è pronto si può procedere.
Mettere i 2 diversi hennè in una tazza o in un altro contenitore che non sia di metallo. Aggiungere 1 cucchiaio di aceto di mele, 1 cucchiaio di olio d'alkanna, 1 cucchiaio di sale fino.
L'idea del sale mi è venuta fissando i colori per i tessuti, ho notato che anche sui capelli il colore si fissa meglio.
Versate l'acqua in un pentolino e portarla a bollore. Spegnere e versarla sull'henné. Girate bene con un cucchiaio di plastica per sciogliere tutti i grumi e continuate ad aggiungere acqua bollente fino ad ottenere una pappetta omogenea che non deve essere nè troppo densa, nè troppo liquida. Deve essere spalmabile con un pennello senza difficoltà.
Mentre l'hennè raffredda un po' bagnate i capelli e fate uno shampoo leggero. Asciugate bene ma solo con un asciugamano, senza usare il phon.
Preparatevi per l'hennè rivestendo il lavandino con dei fogli di giornale, l'hennè se viene a contatto con il legno lo macchia quindi fate molta attenzione. Mettete i guanti.
Per questi lavoretti torna molto utile non buttare i guanti che si utilizzano al supermercato per prendere frutta e verdura. La prossima volta che fate la spesa non buttateli, in casa sono utili per un'infinità di lavoretti compreso questo. Anche quelle bustine trasparenti in cui si mette la frutta sono utili e per l'henné sono perfette.
Quindi distribuite l'henné per bene sui capelli, se sono lunghi arrotolateli sulla testa e in ultimo aggiungete parecchia pappetta senza timore. Attenzione alla pelle del contorno del viso, rimuovere il colore è sempre difficoltoso.
Dato che la testa deve stare in caldo, prendete una busta di plastica, come ho detto è perfetta quella della verdura, ma se non ne avete prendetene un'altra e coprite bene. Lungo tutto il contorno del viso e dietro la nuca fate un bel bordo di ovatta perché l'hennè tende a colare. Coprite la testa con un asciugamano (da mettere sulla busta). Poi fermate bene il tutto , molto utili sono le mollette dei panni. Ora bisogna aspettare almeno 2 ore. Mantenete sempre un asciugamano sulle spalle.
Quando è ora di risciacquare sorge il problema di otturare la vasca da bagno, per evitarlo fate cadere la prima acqua rossa e densa come terra in un secchio che poi vuoterete nel w.c.
Fate 2 shampoo e sciacquate finchè non esce più colore, possibilmente usando acqua tiepida , più tendente al freddo, ma soprattutto non bollente.
Asciugate e ammirate il risultato.
Veggie
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TINGERE I CAPELLI CON L'HENNE' by veggie822 - LILIANA PAOLETTI
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Pubblicato lunedì 18 gennaio 2010e aggiornato il

tingere i tessuti in modo naturale

E' possibile tingere tessuti o lane senza ricorrere alla chimica, basta un po' di aceto o del sale comune da cucina.

TINGERE I TESSUTI IN MODO NATURALE
Occorrente:
Piante e fiori in piena fioritura, radici, noci, foglie, verdure, bacche, frutti maturi, tè, caffé ecc..
sale e aceto
vecchie pentole, cucchiaio di legno e altri attrezzi normalmente presenti in cucina
guanti di gomma
Procedimento:
La prima cosa da fare è procurarsi le sostanze vegetali che abbiamo deciso di usare per tingere. Frutti, bacche, fiori o quant’altro verrà utilizzato dovrà essere preparato per liberare il colore.
Si procede così:
tagliare le piante in piccoli pezzi con un coltello adatto e metterle in una vecchia pentola. Se si usano radici, cortecce o ghiande, si possono mettere in un mixer e ridurle a pezzetti di piccole dimensioni.
Coprire le piante di acqua in quantità pari al doppio del loro volume. Girare con un cucchiaio di legno e portare a bollore. Far bollire dolcemente per un’ora. Spegnere e lasciare raffreddare completamente. Questa operazione se fatta di sera, in modo da lasciare le erbe a bagno tutta la notte, permette di ottenere un colore più intenso.
La mattina seguente dopo aver indossato i guanti di gomma, filtrare l’acqua colorata attraverso un colino a maglia fitta, premere le erbe e strizzarle per liberare tutto il colore.
Il colore è pronto, ora bisogna procedere alla preparazione dei tessuti.
Si possono tingere capi già finiti o tessuti e lane ancora da lavorare, in ogni caso stoffe che non vengono danneggiate dal trattamento di bollitura.
Vestiti o borse in stoffa da tingere devono essere ben lavati e privi di macchie grasse che potrebbero reagire con il colore e risultare ancora più evidenti. Le lane invece devono essere in matasse e non a gomitoli.
I colori naturali attecchiscono bene su tessuti naturali quali cotone, lino, seta, lana. Si tingono meglio tessuti leggeri.
I tessuti o i capi da tingere vanno preparati al colore immergendoli, prima di essere tinti in un “mordente” per un periodo di un’ora.
In genere per la mordenzatura si usano sostanze chimiche più o meno inquinanti: allume di potassio, cremortartaro, acido solforico ecc.., noi ci limiteremo ad utilizzare aceto o sale.

Soluzione all’aceto:
1 parte di aceto bianco
4 parti di acqua fredda

Questa soluzione è indicata quando si usano fiori, foglie e vegetali in genere.
Immergere i capi in una soluzione preparata con acqua fredda e bollire per 1 ora.

Soluzione al sale:
1 parte di sale
16 parti di acqua fredda

Questa soluzione è indicata quando si usano le bacche o frutta. Immergere i capi in una soluzione preparata con acqua fredda e bollire per 1 ora.

Trascorso il periodo di ammollo nel mordente sciacquare il tessuto in acqua fredda. Rimuovere l’eccesso di acqua e metterlo in una pentola con il bagno di colore (a freddo). Se il bagno di colore risultasse scarso aggiungere dell’acqua fino a coprire completamente la stoffa.
Portare lentamente a bollore e lasciar sobbollire dolcemente per 1 ora, o fino a quando non si ottiene il colore desiderato, tenendo presente che quando il tessuto sarà asciutto il colore risulterà più chiaro. Con questo metodo, però non si può pretendere di ottenere colori molto scuri, quindi perseverare nella bollitura per tempi eccessivamente prolungati non serve a niente. Dopo un’ora e mezza si sarà ottenuto il massimo della colorazione possibile. Terminata la fase di colorazione vuotare del colore bollente dalla pentola e aggiungere dell’acqua fredda in modo da abbassare la temperatura. Pian piano sostituire tutta l’acqua, sciacquare il tessuto con acqua fredda finché non uscirà più colore. Stendere ad asciugare.
E’ preferibile utilizzare sempre acqua fredda in tutti i lavaggi successivi affinché il colore tenga più a lungo.

Quantità indicative delle materie prime da utilizzare:
Le quantità che seguono sono approssimative, giusto per farci un'idea grossolana su quanti vegetali dobbiamo raccogliere. Le quantità possono essere modificate sulla base della gradazione di colore che si vuole ottenere.

100 gr. di fiori, foglie o bacche per ogni 100 gr. di tessuto da colorare.
200/250 gr. di scorze o cortecce per ogni 100 gr. di tessuto da colorare.
60 gr. di spezie coloranti, tè o caffè per ogni 100 gr. di tessuto da colorare.

Colori ottenibili con le sostanze vegetali:

toni di giallo/arancio
cipolle dorate (pelle), crespino, curcuma, fico d’india (frutto), sanguinaria (radice) (toni di rosso/arancio), sassofrasso
toni di beige/marrone
avena (crusca), caffè (macinato), castagne (ricci), ghiande, ginepro (bacche), henné, noce (mallo), romice, tè, scotano (foglie)
toni di rosa
amarene, ciliegie, fragole, lamponi (rossi), lavanda, rose
toni di blu/viola
acero rosso (corteccia), cavolo rosso, cedro rosso (radice), ciliegio (radici), guado (foglie del primo anno), indigofera, mirtillo, mora, papavero (fiori), sambuco,uva rossa
toni di rosso
barbabietola, foglie rosse in genere, karkadè, robbia, rosa (cinorrodo), scotano (frutti) (rosso leggero), tarassaco (radice)
toni di grigio/nero
iris (radici), scotano (foglie), carruba (baccello)
toni di rosso/viola
fitolacca (bacche), ibisco (fiori) (rosso scuro o viola)
toni di verde
artemisia, cipolle rosse (pelle), crespino (radice), erba (giallo/verde), melograno (frutti) (giallo/verde), ortica, piantaggine (radice), salvia, spinaci
toni di rosa pesca/salmone
annatto (povere), ginestra, susino (radici)
toni di giallo
arancia (scorza), bardana, calendula, cartamo, cipolle (pelle), dalia, eucalipto (foglie), paprika, reseda, ruta siriana, salice (foglie), scotano (corteccia), sedano, solidago (verga d’oro) (fiori), tarassaco (fiori)

L’elenco riporta solo alcune delle piante che si possono utilizzare. Il resto spetta alla nostra fantasia. Si possono utilizzare scarti di verdure come melanzane, cavolo, insalata, carciofi e spezie come cannella, curcuma, peperoncino, cacao, paprika e ancora cacao, tè ecc.. Oppure si può andare in passeggiata e raccogliere quello che si trova. In ogni caso sarà emozionante inventare ogni volta un colore nuovo.

Chi fosse interessato all'argomento di questo articolo, ma avesse difficoltà nel reperire le erbe tintorie può rivolgersi con fiducia al seguente negozio online dove troverà competenza e disponibilità oltre naturalmente alle erbe tintorie:

Erboristeria Sauro
Laboratorio d'Erbe Sauro
Piazza della Chiesa 20
Bosco Chiesanuova, Verona 37021
Italia
Telefono: 045-7050061
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Veggie
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TINGERE I TESSUTI IN MODO NATURALE by veggie822 - LILIANA PAOLETTI
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Pubblicato domenica 17 gennaio 2010e aggiornato il

un fiore da Titti

Questo bellissimo fiore me l'ha mandato Titti dritto dritto dal suo giardino per farsi perdonare di un piccolo errore di ortografia che aveva commesso scrivendo il mio nome nel suo blog. Errore al quale sinceramente ha dato più peso lei di quanto non avessi fatto io. Abbiamo scoperto di provare lo stesso rispetto per i fiori e di non desiderare di ricevere fiori recisi in dono. Noi stesse non ne recidiamo salvo che per scopi medicamentosi.
Veggie

Pubblicato venerdì 15 gennaio 2010e aggiornato il

liquore all'uovo (tipo VOV)

Non mi piace bere, ma ogni tanto mi diletto nella preparazione di qualche liquore casalingo. Se proprio volessi bere sceglierei una crema di liquore.
Con questa ricetta darò inizio ad una serie di ricette di liquori cremosi.

LIQUORE ALL'UOVO
Ingredienti:
120 ml alcool da liquori a 95°
120 ml Marsala secco di qualità
450 gr. zucchero semolato
8 tuorli d'uovo freschissimi
1/2 litro latte intero e fresco
1 baccello di vaniglia o un cucchiaino di estratto
Preparazione:
Mettere sul fuoco in una casseruola il latte con lo zucchero e il baccello di vaniglia. Mescolare per far scioglere lo zucchero e portare a bollore. Spegnere, coprire e lasciare raffreddare.
Nel frattempo in una ciotola versare gli 8 tuorli cercando di scartare accuratamente il germe.
Mescolare con una frusta ed aggiungere un po' alla volta il latte quando è appena tiepido. Non farsi prendere dalla fretta, non versare assolutamente il latte caldo, altrimenti si rischia di ottenere un liquore con l'odore di uovo cotto. Rimuovere il baccello di vaniglia. Aggiungere il Marsala e tutto l'alcool.
Aspettare un po', cioè fino a quando gli ingredienti non si saranno ben amalgamati e il composto raffreddato completamente.
Girare e versare in bottiglie scure facendo passare il liquore attraverso un colino a maglia fitta (non filtrare su stoffa o carta). Non riempire troppo le bottiglie. Chiuderle bene e riporle in luogo fresco. Io non lo conservo in frigorifero e mi dura diversi mesi, ma nella stagione calda sarà meglio riporlo in frigorifero.
Il liquore può essere consumato da subito.
Si può bere versandolo su un cubetto di ghiaccio o in inverno, soprattutto in montagna per colazione. Ottimo anche per aromatizzare gelati alla crema.
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Pubblicato mercoledì 13 gennaio 2010e aggiornato il

il fiore della settimana


Mi piace la natura e anche i fiori. Odio però i fiori recisi. Chi mi conosce sa che non deve regalarmene.
Che bisogno c'è di sacrificarne anche solo uno se non può esserci d'aiuto? Solo soddisfare la nostra vista?
Così i miei amici quando vogliono donarmi un fiore me ne inviano un'immagine. Per me è come se fossero reali e ne sento il profumo.
Mi piace pensare a qualcuno che ha un animo così sensibile da fotografare fiori quando capitano, così...tanto per averne un ricordo e cogliere l'attimo. Anch'io lo faccio, poi a casa li osservo nei particolari e li ammiro.
A volte siamo colpiti solo da mazzi di rose e orchidea coltivate, ma la natura ci offre anche fiori semplici e bellissimi che solo perché crescono sul ciglio della strada non sono degni di ricevere uno sguardo.
Da oggi metterò un fiore ogni tanto, quando mi andrà. Fiori in vaso o fiori selvatici, come capitano o seguendo l'ispirazione del momento.
Così potremmo ammirarne la bellezza e la grazia senza doverne sacrificare alcuno.
Veggie

Pubblicato martedì 12 gennaio 2010e aggiornato il

un sapone per la pace

Ieri, 11 Gennaio 2010 ho deciso di aprire questo blog. Dopo poche ore mi è arrivata una triste notizia. Una persona cara se n'è andata, lasciando un vuoto dentro di me e soprattutto nel cuore di mia figlia. E allora quale migliore occasione per il mio primo post se non quella di dedicare a quest'anima un bel sapone della pace?
Speriamo che in un'altra dimensione possa trovare la serenità e la pace che per motivi di salute ultimamente aveva perso.
Chi fosse interessato alla realizzazione di questo sapone può trovare la ricetta all'interno dei file del mio gruppo Yahoo sapone e autoproduzioni.
Veggie
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